Il veganismo: una scelta consapevole oltre la dieta.

Il veganismo: una scelta consapevole oltre la dieta.
Recensione del libro “Il veganismo non è una dieta” di Stefano Momentè.

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Il veganismo è una scelta di vita sostenibile. Spesso però viene confuso con la moda e la dieta del momento. Se ne parla nel libro di Stefano Momentè (Edizioni Il Punto d’Incontro).

Diversi sono gli approcci al veganismo: salutistici o ambientalisti, essi comunque si ricompongono intorno all’etica animalista. Chi è vegano, lo è perché una dieta carnivora può comportare morte e sofferenza per gli animali. Il libro di Stefano Momentè “Il veganismo non è una dieta” (Edizioni Il Punto d’Incontro) parte da questa impostazione – dal riconoscimento degli animali come esseri senzienti – e dalla condanna agli allevamenti intensivi che costringono gli animali a vivere legati e costipati in gabbie. E non solo, perché gli allevamenti intensivi sono inquinanti e insostenibili, producono emissioni e impoveriscono il suolo.

La scelta vegan è dunque una scelta sostenibile e dunque uno stile di vita. Per questo il veganismo è impegno e non è raro incontrare in questo percorso diverse difficoltà. È un atteggiamento costruttivo, positivo e fatto di scelte concrete.  È consapevolezza e pratica di comportamenti.

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Il veganismo è anche una scelta di salute: il nutrizionista T. Colin Campbell ha pubblicato qualche decennio fa (non senza scalpore e dividendo l’opinione pubblica tra chi credeva nella sua fondatezza e chi invece lo riteneva inattendibile) il famoso The China Study, uno studio epidemiologico svolto sulla popolazione cinese per verificare il nesso tra determinati cibi e le malattie cardiovascolari e il cancro. Uno studio controverso ma che senz’altro ha avuto il merito di dare il via a molti altri studi e sperimentazioni scientifiche sul tema del legame epidemiologico tra cibo e cancro.

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Il veganismo può contribuire a risolvere il problema della fame nel mondo, perché la distribuzione delle risorse alimentari è iniqua e perché la produzione agricola mondiale si concentra sulla produzione animale non su quella dei cereali che potrebbero sfamare oltre un miliardo di persone.

Essere vegan significa anche dare una mano al pianeta Terra: secondo diversi studi, produrre carne significa causare emissioni di gas serra e altri inquinanti. Mangiare una fettina di carne…è come se macinassimo chilometri e chilometri in automobile!

L’autore fa anche un’ampia carrellata sul carnismo: il mangiare la carne di certi animali è una vera e propria ideologia, sistematizzata dalla psicologa sociale Melanie Joy. È un’ideologia che si basa sullo sfruttamento e la violenza ma è difficile che venga percepita come tale e gode di quella “immunità” che deriva dalla condizione stessa di chi lo è ma lo è involontariamente senza sapere di esserlo.

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Un capitolo è dedicato al “diventare vegan” che ha come prerequisito indispensabile quello di prestare attenzione ai nutrienti essenziali che il nostro organismo deve ricavare dall’alimentazione.

Il libro di Momentè, che tra l’altro ha al suo attivo moltissimi altri libri sul veganismo e sul vegetarismo, è una guida importante, un momento di riflessione per chi sente la pulsione di avvicinarsi al veganismo ma lo vuol fare con consapevolezza, non per moda, ma perché sente di voler dare un contributo alla sostenibilità e al vivere bene di noi tutti.

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