Enogastronomia: un mondo ancora al maschile?

Enogastronomia: un mondo ancora al maschile?
8 marzo: un reportage sulle condizioni delle donne impegnate nel mondo dell’enogastronomia.

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di Camilla Rocca e Monica Viani di Stuzzicherie di Lorenzo Vinci

Uno sguardo sul mondo della ristorazione

Le donne nell’ambito dell’enogastronomia sono sempre di più. Piene di talento, determinate, creative dimostrano, come in tanti altri settori, di non avere nulla da invidiare agli uomini. Eppure sono ancora tanti i tabù da abbattere,  perché, nonostante il cucinare sia da sempre considerato un compito femminile, il mestiere di chef appartiene ancora all’universo maschile. Le donne che hanno saputo conquistare con tenacia il loro posto nel mondo dell’enogastronomia hanno dovuto combattere tenacemente per vedere riconosciuta la loro bravura. E spesso hanno dovuto pagare il successo in termini di vita privata e di convenzioni sociali. 

Scontano soprattutto il pregiudizio  per cui molti pensano che il genere femminile non sia fisicamente ed emotivamente forte per lavorare nelle cucine dei grandi ristoranti, considerati ambienti di lavoro molto stressanti. Parte delle colpe per cui una donna è considerata ancora in modo diverso rispetto agli uomini è dovuta alle stesse recensioni dei giornali o delle guide. Se, ad esempio, un piatto di carne è preparato da uno chef avrà sicuramente un “sapore intenso”, se è proposto da una donna sarà cucinato “con passione”. Differenze di stile che fanno la differenza! Non parliamo poi dell’aspetto economico. Le donne sono ancora pagate meno rispetto agli uomini.

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Uno sguardo sul mondo del vino e della sala

Secondo un’indagine del 2016 promossa dall’Associazione nazionale Le Donne del Vino il mondo femminile gode ancora di scarsa capacità di imporsi all’attenzione nel modo giusto. Le donne guadagnano meno rispetto ai colleghi maschi e sono ancora alle prese con il sessismo. Abbattere vecchi stereotipi non sembra facile. Molte professioni sono ancora considerate maschili, nonostante numerose donne abbiano dimostrato di essere all’altezza, se non superiori agli uomini. Recentemente, durante un pranzo, al Ristorante Tre Cristi, a Milano, abbiamo avuto modo di raccogliere la testimonianza della giovane restaurant manager Federica Russo. Federica, nonostante la giovane età, ha già un’importante esperienza maturata nei ristoranti di Crippa, Cracco e Marchesi.

L’intervista a Federica Russo, restaurant manager del Tre Cristi

“Io ho imparato il mio lavoro sul campo, osservo, imparo e rielaboro ciò che ho appreso. Essere donna mi aiuta, mi permette di affrontare diverse situazioni con un atteggiamento mentale più aperto, più profondo rispetto a quello maschile. Metto in campo, oltre che le mie conoscenze, anche la mia sensibilità. Ho dovuto superare molti pregiudizi per affermarmi nella mia professione. Le donne sono guardate ancora con sospetto”.

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Più facile per una donna  raggiungere il successo all’estero?

“Non ho un’esperienza diretta, ma mi sembra che la situazione sia leggermente migliore”.

Più esigente il cliente donna o uomo?

“Sicuramente donna. Ha spesso un palato più fine ed è più curiosa”.

La più grande difficoltà per una donna che lavora nella ristorazione?

Tempi, organizzazione, spostamenti . Tutti fattori che spesso scoraggiano le donne ad intraprendere una carriera che tiene poco conto delle esigenze di realizzazione personali”.

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Di Camilla Rocca & Monica Viani


Lorenzo Vinci
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