Agricoltura Biologica e Chimica: la differenza

Agricoltura Biologica e Chimica: la differenza

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Ormai quello del biologico è un vero e proprio business ma cos'è esattamente?

Sempre più sugli scaffali dei nostri supermercati vediamo prodotti pubblicizzati come biologici. Quello del biologico è infatti un grosso business che cresce di giorno in giorno. Ma cos’è l’agricoltura biologica di preciso? Cosa significa quell’etichetta? Che differenza c’è tra l’agricoltura chimica o tradizionale e quella biologica? Ecco a voi qualche veloce coordinata, semplicemente per cominciare ad orientarsi.

Agricoltura biologica: cos’è, pro e contro

I principi dell’agricoltura biologica

L’agricoltura biologica si basa su alcuni principi fondamentali che riguardano anzitutto la qualità del prodotto e il rispetto e la tutela della natura. Questo si traduce anzitutto nel mantenimento dei microorganismi e in una limitazione drastica nell’uso di concimazioni chimiche.

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Prodotti Bio e normativa UE

La prima regolamentazione legislativa dell’agricoltura biologica a livello europea risale al 1991 (Reg. CEE n° 2092/91). L’attuale normativa fa riferimento al Reg. (CE) n° 834/2007 che regolarizza non solo l’agricoltura biologica ma anche l’allevamento e l’etichettatura dei prodotti biologici.

Rispetto della natura vuol dire anche e soprattutto rispetto del suolo. L’avvicendamento delle colture e la rotazione dei campi coltivati permettono, in questo tipo di agricoltura, di mantenere il suolo vitale rispettando e alimentando i miliardi di microorganismi che vi vivono e che ne assicurano la vitalità. Concimi naturali sono in questo caso la prima risorsa. Questo approccio ha però una conseguenza: la resa è naturalmente più bassa. La qualità è preferita alla quantità.

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Come segnalato dalla normativa vigente riportata dall’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, In questo tipo di agricoltura i mezzi chimici non sono completamente banditi ma ammessi solo in casi eccezionali, per esempio quando le colture sono a rischio. Anche in questo caso si dovrebbe comunque porre particolare attenzione a non distruggere insetti e microorganismi e a non usare prodotti dannosi per la salute umana.

I fertilizzanti naturali

L’agricoltura biologica osserva un uso ristrettissimo di concimi chimici che, quando sono permessi, lo sono solo per occasioni particolari e straordinarie. Le piante, allora, devono essere protette e concimate in modi alternativi. I concimi naturali, fatti con sostanze organiche sono usate al posto dei preparati chimici. Il cosiddetto cumulo è un misto di paglia, strame, terriccio, sali minerali e una serie di materie organiche che viene fatto maturare per parecchi mesi prima di essere sparso sul campo da concimare.

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Nell’agricoltura biologica anche per proteggere le piante a malattie o attacchi di insetti non si ricorre a prodotti chimici. Gli antiparassitari naturali e l’uso di insetti permettono di proteggere le piante nel rispetto dell’ambiente. L’uso degli insetti, in particolare, è in molti casi particolarmente utile. Permettendo che in un campo proliferino alcuni insetti che si nutrono di altri insetti nocivi per il raccolto, si può combattere l’attacco alle piante coltivate senza pericolose sostanze sfruttando al meglio i mezzi, piccoli ed efficaci che la natura stessa ci offre.

Agricoltura chimica: storia e caratteristiche

L’agricoltura chimica è nata negli ultimi due secoli per rispondere, soprattutto, ad una sempre maggiore richiesta di cibo. Una società con un più alto livello di benessere e una crescita costante della popolazione richiedeva un’agricoltura che fosse in grado di produrre sempre più cibo a prezzi contenuti.

In questo senso l’attenzione principale con cui questo tipo di agricoltura è nata e si è sviluppata, è stata quella verso la quantità e non la qualità. L’obiettivo è che il terreno dia, insomma, il maggior profitto e perciò la maggior resa possibile.

Questo si traduce anzitutto in uno sfruttamento più duro del terreno che viene concimato attraverso concimazione chimica e viene sfruttato più velocemente e profondamente. Al posto dell’avvicendamento delle culture e del rispetto dei tempi di cui la natura ha bisogno, questo tipo di agricoltura pratica la coltivazione di un’unica coltura. Anche i nemici delle colture sono affrontati qui in modo diverso. Antiparassitari naturali ed insetti lasciano il posto a antiparassitari chimici che curano o proteggono le piante ma che possono non tutelare completamente la natura e l’ecosistema.

Prodotti biologici o tradizionali: cosa scegliere?

Recenti studi hanno tentato di dimostrare (Altroconsumo, dicembre 2015 n. 295) come i prodotti derivanti da agricoltura chimica non siano per forza meno nutrienti o meno sani. Sali minerali e vitamine non sono presenti in quantità diverse in frutta e verdura prodotti nelle due differenti modalità. Riguardo la salute la questione è naturalmente più complessa. Leggi e norme specifiche garantiscono una bassa presenza di tali sostanze ma questo non chiude la questione.

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I vantaggi del biologico

I vantaggi del consumo di prodotti da agricoltura biologica sono innumerevoli. Scegliere di consumare prodotti biologici vuol dire anche effettuare una scelta di tipo etico perchè l’agricoltura biologica, se effettuata correttamente, ci garantisce il rispetto dell’ambiente ed una tutela della natura, del terreno e dei suoi tempi. Il biologico, usando al minimo o non usando affatto sostanze potenzialmente dannose per noi e per la natura ci riporta al passato, ai tempi in cui l’uomo era parte della natura e la rispettava vivendo in armonia con essa.

Scegliere il biologico vuol dire sperare che questo sia ancora possibile.

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