Alma “serve” 70 nuovi cuochi professionisti sul tavolo della ristorazione italiana

Alma “serve” 70 nuovi cuochi professionisti sul tavolo della ristorazione italiana

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70 nuovi cuochi professionisti conquistano il diploma di ALMA al termine della XXXII edizione del corso superiore di cucina italiana.

La scuola internazionale di cucina italiana ha consegnato l’11 ottobre una settantina di diplomi a giovani provenienti da 16 regioni italiane diverse. Piccola nota “amara”: fra loro solo nove le donne. Nonostante sia considerata una delle più importanti scuole di formazione post alberghiero o per chi voglia diventare un professionista nel mondo della ristorazione, firmato Gualtiero Marchesi, sembra che l’appeal al pubblico femminile sia ancora moderato, nonostante il trend sempre in crescita delle iscrizioni.

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Il successo sarà dovuto al coordinatore didattico Matteo Berti (già coordinatore della sezione pasticceria dell’ALMA) o ad Andrea Sinigaglia, direttore generale di Alma. 

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La scuola, fondata nel 2004, prevede un corso di formazione di 10 mesi, i primi cinque in sede a Colorno, e i restanti in cucine prestigiose, dove i ragazzi vengono inviati per effettuare un periodo di stage.

Fra le strutture che li hanno ospitati quest’anno ritroviamo il tre stelle “Piazza Duomo” ad Alba e i due stelle “La Madia” a Licata e “Torre del Saracino” a Vico Equense.

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Il corso professionale di cucina

La formazione “residenziale” a Colorno prevede una parte teorica (storia e cultura dell’enogastronomia italiana, igiene e sicurezza degli alimenti) e una parte pratica in cucina, con particolare attenzione alla conoscenza delle ricette tipiche regionali.

Al termine dei 10 mesi ogni candidato discute un progetto legato all’esperienza dello stage e due prove teoriche.

La prima prova pratica prevede l’esecuzione di un menù prestabilito dalla commissione, uguale per tutti i candidati. La seconda prova pratica è la preparazione di un menù ideato dal candidato stesso. Vengono valutate la tecnica, l’equilibrio del gusto, la resa estetica dei piatti ed anche il messaggio con il quale il menu è stato creato.

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La commissione esterna che quest’anno ha esaminato i candidati è stata composta da una commissione tecnica presieduta da Nicola Portinari, Andrea Fusco, Davide Brovelli, nomi noti dell’alta cucina italiana, testimoniando l’importanza che l’ALMA riveste sulla scena nazionale.

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23 dei 70 neo diplomati hanno già trovato occupazione nei ristoranti dove hanno svolto il periodo formativo, il che dà prova del profondo grado di preparazione che il corso riserva ai suoi iscritti.

Al termine dell’esame, sono stati giudicati migliori fra tutti Eros Capitanucci e Stefano Landoni.

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Capitanucci, originario di Bastia Umbra, è entrato in forma stabile nella brigata dello chef Enrico Crippa (3 stelle Michelin), Landoni prosegue la sua esperienza lavorativa con i fratelli Alajmo a La Montecchia.

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I dati relativi all’occupazione e alla qualità delle esperienze di stage dimostrano quanto nel panorama italiano e internazionale sia richiesto il ruolo dello chef e dell’aiutante di cucina e quanto sia importante per un ristorante, sopprattutto di livello, trovare giovani formati in una scuola come quella fondata da Gualtiero Marchesi.

Camilla Rocca& Beatrice Lo Re


Lorenzo Vinci

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