Gli anolini: la raffinatezza della semplicità

Gli anolini: la raffinatezza della semplicità
Dapprima preparati per i re e l'alto clero, gli anolini sono oggi il piatto "di casa" della domenica.

Anolini: che cosa sono e la zona di produzione

Gli anolini fanno parte della tradizione emiliana legata alle Feste nel piacentino, nel parmense e nel cremonese e, a seconda della zona, vengono nominati in modo differente: “Anvëin” o “Anvén” in provincia di Piacenza, “anolén” in provincia di Parma e “marubini” o “marubén” in provincia di Cremona.

Sono riconosciuti per la loro tipicità come prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T).

Le caratteristiche degli anolini e le varianti

Gli anolini sono una tipica pasta all’uovo ripiena, dalla forma rotonda a dischetto (con o senza frangia) del diametro i 2,8 cm. In certe zone, invece, ricevono una forma a mezzaluna.

La pasta è finemente tirata a mano, mentre la farcitura varia in base alle differenti tradizioni.

Gli anolini piacentini hanno un ripieno di carne (stracotto di manzo, o raramente di cavallo o di asino, fatto rosolare in padella con un soffritto di sedano, carote e cipolla, sfumato con vino rosso locale) e Parmigiano Stravecchio grattugiato con un pizzico di noce moscata.

anolini-04

Il ripieno degli anolini parmensi invece è costituito da Parmigiano Reggiano grattugiato, uova, pan grattato e noce moscata amalgamati con un po’ di brodo.

A Cremona aggiungono il salame nella farcia semplice.

Vi è anche un’altra versione più veloce e elementare solo con Parmigiano e pan grattato.

Tutte queste varianti vengono servite tradizionalmente in un buon brodo di carne oppure conditi con burro fuso o pasticciati con sugo e panna.

anolini-01

La storia e l’etimologia degli anolini

Questa specialità rustica ma al tempo stesso raffinata ha origini antiche. Venne preparata per i re e per i papi per la prima volta nel 1500 dal famoso cuoco Bartolomeo Scappi. Riscosse così tanto successo che intorno al 1800 Maria Luigia Duchessa di Parma e Piacenza affermò:

“Solo al re Anolino la Duchessa porge il suo inchino”.

Divenne poi patrimonio della cucina popolare grazie a Pellegrino Artusi, noto gastronomo emiliano e autore del famoso libro di cucina “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.

Il nome “Anolini” deriva dalla parola latina “anulus” che significa anello.

Anolini al parmigiano in brodo: la ricetta

Ingredienti (4 persone)

Pasta

  • 400 gr. di farina
  • 4 uova
  • sale

 

Ripieno

  • 320 gr. di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 gr. di pangrattato
  • 1 uovo
  • un pizzico di noce moscata
  • sale
  • pepe
  • 2 l di brodo di carne

 

anolini-02

Preparazione

  1. Impastare le uova e la farina con un po’ di sale.
  2. Formare un panetto e lasciare riposare per 30 min circa.
  3. Scottare in un po’ di brodo il parmigiano con il pangrattato e l’uovo aggiungendo un pizzico di sale, di noce moscata e di pepe.
  4. Stendere la sfoglia e formare dei cerchietti (con l’apposito stampino o un bicchierino dal diametro di 2,8 cm).
  5. Farcire un cerchietto e ricoprirlo con un altro premendo bene le estremità (così per tutti gli anolini ad esaurimento della pasta).
  6. Bollire il brodo di carne e cuocere gli anolini per pochi minuti.
  7. Servire con il brodo caldo.

 

anolini-03

 

Spesso vengono bolliti in uno speciale brodo detto “di terza” perché preparato con tre tipi di carne: manzo, cappone, salame, o testina di vitello o costine di maiale.

[Photo Credits: ©chez-babs.com; ©magazine.ilikefood.com; ©gelfood; ©winedharma.com]

Commenti
Articoli correlati
Leave a reply