L’Arancia Rossa di Sicilia IGP: l’oro rosso siculo

L’Arancia Rossa di Sicilia IGP: l’oro rosso siculo
Portate dalla Cina o attraverso rocamboleschi viaggi dall’Oriente, queste arance hanno trovato in Sicilia un terreno e un clima particolarmente favorevoli.

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Arancia rossa di Sicilia IGP: proprietà e benefici

Un globo ovoidale di un arancio acceso, una polpa succosa, ancora arancione ma attraversata da venature rosse, scure, a volte tendenti al viola. Stiamo parlando dell’Arancia Rossa di Sicilia Igp, un frutto prezioso, pregio siculo. Una vera e propria fonte di vitamine e di sostanze che aiuta a regolare le funzioni metaboliche e la digestione. Le vitamine contenute sono la C, la A e la B oltre alla tiamina, la riboflavina e la niacina.

I benefici del loro consumo constante sono innumerevoli. Contengono bioflavonoidi che aiutano a ricostruire il collagene del tessuto connettivo e rafforzano tessuti, ossa e denti. Migliorano la circolazione del sangue, favoriscono l’assorbimento del ferro, prevengono diabete e arteriosclerosi oltre a regolare l’assorbimento di grassi, proteine e zuccheri. Ovviamente l’alto contenuto di vitamina C aiuta il rafforzamento del sistema immunitario.

Le varietà

Esistono diversi tipi di Arance Rosse di Sicilia IGP: l’arancia Tarocco, la varietà Moro e la Sanguinello, tutte con i rispettivi cloni. Un colore arancione acceso caratterizza tutte queste varietà di arance, che si distinguono nelle sfumature e nelle striature interne che possono essere di un colore rosso che cambia in base alla varietà e al periodo di raccolta.

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La zona di produzione e la IGP

Le province di Siracusa, Catania ed Enna costituiscono la zona di produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP che si estende dunque per la parte centro orientale dell’isola. Un territorio in cui sono presenti particolari condizioni climatiche che favoriscono la particolare pigmentazione e un gusto inimitabile, differente da qualsiasi altra arancia. È in particolare il vulcano Etna, che domina il territorio della piana di Catania, a creare le condizioni ideali per questa coltivazione.

Il terreno, infatti, risulta particolarmente fertile, mentre il clima si distingue per essere secco, ma con forti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Solo le arance prodotte in queste zone, all’interno del territorio definito dalla legge, possono fregiarsi del marchio IGP, conferito dal Ministero delle Politiche Agricole nel 1997.

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La produzione dell’Arancia Rossa di Sicilia

Le arance coltivate all’interno del territorio definito dal Disciplinare di produzione maturano in un periodo che va dalla metà di dicembre fino ad aprile. Il tempo di maturazione, naturalmente, cambia con le varietà; di conseguenza muta anche il periodo di raccolta. Così, se ad esempio le arance Tarocco sono raccolte dalla metà di dicembre fino alla metà del mese di maggio, la varietà Moro deve essere raccolta tra dicembre e febbraio. Il periodo di raccolta delle arance Sanguinello, invece, va da febbraio ad aprile. Ancora oggi la raccolta di questi frutti avviene attraverso un procedimento rigorosamente manuale e l’unico meccanismo ammesso sono delle particolari forbici che aiutano a tagliare il peduncolo. Dopo essere state raccolte le arance non possono essere trasformate con alcun mezzo; la loro colorazione e maturazione devono essere naturali. Da dicembre fino ad aprile non è difficile trovare queste arance in commercio e poterle gustare.

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La storia dell’Arancia Rossa di Sicilia 

Le origini dell’Arancia Rossa di Sicilia IGP sono da ricercare addirittura in Cina. Da questo paese arrivò nei Paesi mediterranei dove era già conosciuta in antichità. Per secoli, però, queste gustose arance vennero usate soprattutto per scopi ornamentali o religiosi. Furono gli arabi che, nel XVII secolo, contribuirono a diffonderle come cibo anche tra il popolo. L’arrivo in Sicilia sembra si debba invece ad un lungo e contorto viaggio: ad un missionario genovese tornato dalle Filippine intorno al 1600. Col tempo le arance sono divenute un vero e proprio simbolo della Sicilia, conosciuto in tutta Italia e nel mondo. Tanto che dalla metà dello scorso secolo questo tipo di coltivazioni ha iniziato a rappresentare sempre più una parte importante dell’agricoltura siciliana e dell’economia stessa dell’isola.

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[Photo Credits: www.strettoweb.com]

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