“Benvenuto Vermentino” per raccontare un vino e il suo territorio

“Benvenuto Vermentino” per raccontare un vino e il suo territorio

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In una terra ricca di storia e cultura, una manifestazione per far conoscere una grande eccellenza vitivinicola italiana: il Vermentino.

Al via la settima edizione di “Benvenuto Vermentino”, in programma dal 28 al 29 di Maggio a Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia. Merito della manifestazione è promuovere il territorio facendo conoscere il Vermentino, il vino che meglio rappresenta questa terra ricca di storia e cultura.

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L’Italia è una terra fatta di borghi che, negli ultimi anni, hanno intrapreso un’eroica attività di recupero di beni artistici, spesso nel passato abbandonati ad un triste declino. L’obiettivo? Promuovere la cultura e l’economia del territorio. E’ una dura lotta, ma per noi hanno già vinto: i piccoli centri diventano modello per le grandi città. E’ il caso di Castelnuovo Magra, in provincia di La Spezia, dove è stata da poco recuperata la duecentesca Torre del Castello dei Vescovi di Luni.

vermentino-07Qui si trova un Museo concepito come un viaggio attraverso i luoghi di produzione del Vermentino. Il visitatore li scopre piano piano, man mano che sale i sei piani della torre medievale, in un viaggio ideale ricco di immagini di diversi territori, con particolare attenzione ai vigneti, alla costa e ai borghi storici di Liguria, Sardegna, Corsica e Costa Azzurra. Noi abbiamo visitato in anteprima alcune aziende per scoprire il magico mondo del Vermentino, prodotto spesso da giovani imprenditori appassionati e capaci di generare un nuovo interesse per un vino che ha ancora molto da esprimere.

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Il Torchio: una proposta giovane

Piccola azienda a carattere familiare, nata negli anni ’80, fondata da Giorgio Tendola, è oggi guidata dai giovani nipoti Gilda e Edoardo. Gilda cura la parte commerciale, mentre Edoardo si occupa di vigna e cantina. 9 ettari in un unico appezzamento, ben esposto, da cui i due fratelli ricavano un buon vino proposto in bottiglie con etichette che non possono non essere notate. Disegnate appositamente dal pittore Francesco Musante contribuiscono a dare al vino un’immagine più fresca, che rappresenta con originalità la nuova generazione.

vermentino-vignetoNon possiamo certo esimerci dalla degustazione. Assaggiamo tre proposte: “Il Bianco”, Il “Torchio” e lo “Stralunato”l’ultimo nato. prodotto con macerazione sulle bucce e sei travasi fatti in base allo studio delle fasi lunari. Prossimo obiettivo? La certificazione di vino biologico. Gilda ci ricorda che: “il fermentino è un vino fresco, con giusta acidità, di pronta beva. Stiamo sperimentando la possibilità d’invecchiamento, sfruttando la sua acidità. Puntiamo sull’invecchiamento soprattutto per l’esportazione”.

Cantina Lunae: una proposta vincente

E’ la volta di visitare la cantina Lunae guidati da Diego e Debora Bosoni. Azienda familiare, con a disposizione 45 ettari di vigneto, capace di sostenere da un punto di vista tecnico molti piccoli produttori della zona. I loro vini esprimono la ricchezza del territorio. Tra i vini assaggiati spicca il “Numero Chiuso”, un’ottima proposta per accompagnare antipasti caldi, ostriche, fritti misti di pesce, formaggi freschi e di media stagionatura e tartare di carne e pesce. E’ un vino prodotto solo nelle annate giudicate buone, che nasce “dall’idea di confrontarsi con il tempo”, come ci racconta Diego.

“La vendemmia – prosegue Diego- si svolge a settembre, durante la seconda metà del mese e la vinificazione prevede l’impiego di vasche di acciaio per la fermentazione delle uve e del mosto e un periodo di affinamento che si svolge in piccole botti di legno di rovere di 20 ettolitri, dove il vino rimane per almeno 14 mesi, poi la maturazione finale si svolge in bottiglia e dura per altri 2 mesi al fresco della cantina. E’ un vino che presenta una buona mineralità con alcune note complesse data dalla sua maturità. Offre sensazioni molto evolute”.

Da segnalare l’ottimo recupero del casale con una piccola piazza al centro. Sembra un tuffo nel passato! Interessante poi il piccolo Museo che ci ricorda la fatica ma anche la bellezza del lavoro contadino così come si è evoluto nel tempo. Un posto talmente bello che suggeriamo di visitare a uno sceneggiatore di Hollywood.

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Le maratonete del vino

Ci spostiamo da “Federici – Terra del Sole”, realtà dalla lunga tradizione familiare, appena rimodernata. Una curiosità? Ha cantine termoregolate attraverso un sistema basato su l’acqua corrente. La degustazione ci offre la sorpresa del “Gladius”, ottenuto con prevalenza di Vermentino unito ad uve aromatiche. Gli ultimi vini assaggiati durante una giornata “a tutto vino” sono proposti da “Ottaviano Lambruschi”, un produttore storico del territorio. Il giovane Fabio porta avanti la filosofia del padre.

“Il vino si fa in vigna, sacrificandosi ogni giorno in nome della ricerca della qualità. Produciamo quattro etichette, tre di bianco da Vermentino in purezza e una di rosso”.

Il “Costa Marina” sembra proprio rispecchiare la filosofia della famiglia! La giornata si conclude con una degustazione di Vermentino condotta dal Presidente dell’Enoteca Regionale Federico Ricci, dal Delegato A.I.S. di La Spezia, Marco Rezzano, e dall’enologo Giorgio Baccigalupi. Prosit!

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Di Camilla Rocca & Monica Viani

 

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