Bjull: dal piccolo orto domestico al pubblico della rete

Bjull: dal piccolo orto domestico al pubblico della rete

3/5

Passione per l'agricoltura (anche a livello domestico) e unione di forze per la creazione di un luogo di scambio online fra agricoltori e acquirenti consapevoli.

Una vera e propria innovazione nell’arte del saper fare la spesa e scegliere i prodotti più genuini a un prezzo ragionevole, non al supermercato e nemmeno al mercatino sotto casa: la risposta è onlinr. Bjull è il primo marketplace italiano che permette la condivisione del cibo coltivato da piccoli agricoltori con il popolo del web, attraverso una piattaforma di geolocalizzazione.

Piccole cooperative, agricoltori individuali o semplici appassionati si registrano sul sito con tanto di contatti diretti e un profilo dettagliato in cui raccontano di sé e dei propri prodotti, permettendo così di trovare degli acquirenti che senza questo progetto non potrebbero mai sceglierli.

bjull-04

Il progetto è stato ideato dalle menti creative di Sally Semeria, ex manager Airbnb Italia e Francesco Grandazzi, art director dell’agenzia Doing di Milano. La ricerca può essere effettuata tramite prodotto o tramite agricoltore, in modo da poter cercare nelle vicinanze l’ingrediente fresco che manca alla vostra cena o vedere cosa sta proponendo il vostro verduraio di fiducia. Se avete un orto potreste anche registrarlo e iniziare a vendere. Ogni bjuller – così vengono chiamati i membri della community – racconta nel suo profilo la sua passione per l’agricoltura e presenta i suoi prodotti. Chi sceglie di usare Bjull ricerca fiducia: ritirare frutta e verdura direttamente nel terreno dove sono cresciute, raccoglierle con le proprie mani e testarne la qualità con i propri occhi. Il progetto nasce in Italia ma sta spopolando negli States, digitalmente più avanzati e con forti tendenze inclini allo sharing, all’attenzione per il non spreco e per il mondo vegetale in contrapposizione alle numerose catene di fast food.

bjull-06

Ma come è nato tutto ciò?

“Per raccontare le origini di questo progetto dobbiamo fare qualche passo indietro: noi siamo liguri e quattro anni fa ci siamo trasferiti a Milano e per cominciare una nuova vita.Una volta arrivata nel capoluogo lombardo, – spiega Sally – ho iniziato a lavorare per Airbnb, quando ancora era una startup e quando stava mettendo le basi per diventare una big company. Lo scorso anno, però, ho sentito nascere in me la voglia di cambiare strada, di vivere una nuova avventura, e così ho lasciato il mio lavoro in Airbnb quando questa realtà stava per esplodere e dove avevo un posto fisso. Il motivo principale che mi ha spinto a prendere questa decisione è legato al bisogno di abbracciare le tradizioni, la cura del territorio, con lo sguardo rivolto al futuro e alla creazione di qualcosa che sia in grado di dare un beneficio anche al posto in cui sono nata, alla mia terra” .

bjull-2

Il modello

Perchè si può definire un modello innovativo?

“Perchè al momento bjuller è totalmente free, ma quello a cui stiamo lavorando e che vorremmo realizzare nell’immediato futuro è una sorta di bitcoin, di moneta basata sulla nostra piattaforma, che a livello mondiale offra la possibilità di acquistare con quel preciso credito frutta e verdura, dovunque ci si trovi in quel momento. Noi tratterremo poi una percentuale dalla transazione avvenuta”.

[Photo Credits: Bjull]


Lorenzo Vinci

Commenti
Articoli correlati