Boca DOC: una piccola ma prestigiosa denominazione

Boca DOC: una piccola ma prestigiosa denominazione

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Dai suoli ricchi di sostanze minerali dell'Alto Piemonte, un grande vino, ancora poco conosciuto.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Boca DOC: storia, zona di produzione e territorio

Boca fa parte delle denominazioni dell’Alto Piemonte. Si trova in provincia di Novara, in una zona storicamente molto vocata per la viticoltura, fin dai tempi degli antichi Romani. Una tradizione agricola che si è tramandata nei secoli, tanto che fino agli anni ’40 il territorio era caratterizzato da una distesa ininterrotta di vigne. Nel secondo dopoguerra, lo sviluppo industriale dell’area ha portato a un progressivo abbandono della coltivazione della vite e lentamente i boschi hanno ripreso il sopravvento sul territorio. Solo pochi produttori hanno continuato a credere nella tradizione della coltivazione della vite e a loro dobbiamo la sopravvivenza della piccola, ma prestigiosa denominazione di Boca. La vite è coltivata nelle parcelle più vocate, su colline ben esposte e protette dalla fascia Prealpina, dai venti freddi che scendono dal vicino Monte Rosa. I terreni sono ricchi di ghiaia e sassi, generati dal disfacimento di rocce di porfido rosa, eredità di antiche eruzioni vulcaniche. Boca si trova, infatti, in prossimità del grande vulcano fossile del Sesia, che ha contribuito a creare suoli rocciosi e ricchi di sostanze minerali.

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Il vitigno e le caratteristiche del Boca DOC

Il vitigno principe dell’Alto Piemonte è il nebbiolo, che in quest’area si esprime con un profilo particolarmente raffinato ed elegante. Il nebbiolo è un’uva a bacca rossa autoctona della zona delle Langhe, tra le più antiche e nobili del patrimonio ampelografico europeo. È una varietà piuttosto difficile da coltivare, particolarmente esigente a livello di microclima. Ha un ciclo vegetativo lungo, con maturazione tardiva e periodo di vendemmia verso metà ottobre. Proprio per queste sue caratteristiche il nebbiolo è coltivato quasi esclusivamente nella terra d’origine delle Langhe, in Alto Piemonte e in Valtellina con il nome di chiavennasca.

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I tentativi di coltivarlo in altre zone del mondo non hanno prodotto risultati interessanti. Altro vitigno spesso utilizzato per produrre il Boca DOC e l’uva rara, da secoli coltivata in Alto Piemonte e in Oltrepò Pavese. In passato veniva confusa con la croatina o con la bonarda novarese, pur essendo una varietà distinta. Tra i vitigni complementari, sicuramente quello più interessante da un punto di vista qualitativo è la vespolina. È un’uva dal profilo aromatico elegante, con aromi speziati molto intensi e caratteristici.

Il vino Boca DOC ha un colore rubino chiaro. Il bouquet esprime profumi di viola, piccoli frutti di bosco e note speziate. Al palato ha buon corpo, è elegante con tannini raffinati e buona freschezza. Il finale è lungo e persistente. E’ un vino particolarmente adatto all’invecchiamento.

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La Denominazione del Boca DOC

Il vino Boca è stato riconosciuto con la Denominazione d’Origine Controllata nel 1969. La zona di produzione del Boca DOC si trova in provincia di Novara, nei territori dei comuni di Boca, Maggiora, Cavallirio, Prato Sesia e Grignasco. La base ampelografica è definita dal disciplinare in nebbiolo dal 70 al 90% con un eventuale saldo di uva rara e/o vespolina fino a un massimo del 30%. Il titolo alcolometrico minimo è di 11,50% e di 12,00% per la versione Riserva. Prima di essere messo in commercio, il Boca DOC deve invecchiare per almeno 34 mesi, di cui 18 in legno, mentre per la versione Riserva il periodo d’invecchiamento sale a 46 mesi di cui 24 in legno.

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Boca DOC: temperatura di servizio e abbinamenti

Il Vino Boca DOC si degusta a una temperatura di 16/18 °C. A Tavola trova i migliori abbinamenti con secondi piatti di carni bianche o rosse arrosto, alla griglia o preparate in umido. Ottimo anche con la selvaggina.

Lorenzo Vinci

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