Brutti ma buoni: la “bellezza” del gusto

Brutti ma buoni: la “bellezza” del gusto
Nocciole e mandorle tritate unite in un abbraccio dolcissimo.

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Brutti ma buoni: cosa sono

I “brutti ma buoni” o anche noti come “brutti e buoni”, sono dei dolcetti originari di Gavirate, in provincia di Varese.

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Le caratteristiche dei brutti ma buoni

Queste golose specialità sono composte da nocciole e mandorle tritate con zucchero e vaniglia, amalgamate con albumi d’uovo montati a neve e cotti in forno. Hanno una forma irregolare, indefinita e bitorzoluta ma, nonostante, questa apparenza poco piacevole sono dei biscottini ottimi, molto amati da tutti (da qui il suo nome particolare).
Oltre che per questo aspetto inconfondibile, essi si caratterizzano per la loro consistenza friabile, morbida e leggera dal gusto delizioso.

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La storia dei brutti ma buoni

Queste prelibatezze vengono prodotte ormai in tutte le regioni, ognuna con piccole varianti come per esempio l’aggiunta di pistacchio, pinoli o altra frutta secca con differenti aromi. Molti ritengono che siano originari del Piemonte, altri dell‘Emilia; a Prato è conosciuta la variante dei “Bruttiboni” o “Mandorlati di San Clemente” preparati con sole mandorle dolci e amare, scorza di limone e amalgamati sempre con chiari d’uovo montati e cotti prima in pentola e poi nel forno sopra una sottile ostia.
Si dice, però, che i “Brutti ma buoni originali” siano quelli di Gavirate, nati nel 1878 nell’antica pasticceria di Costantino Veniani.
Sono realizzati, incartati e confezionati a mano, avvolti nella tipica e inimitabile cartina stile liberty della pasticceria (il cui marchio è anche registrato presso l’ufficio brevetti) rappresentante l’immagine del museo dell’Isolino Virginia su un lato e l’immagine della chiesetta gaviratese della Santissima Trinità sull’altro.

Nel 2008, grazie al recupero della ricetta della “Variante alla Cannella”, ritrovata in un vecchio ricettario di un pasticcere milanese presso un mercatino di libri antichi, è stato possibile riprodurre e riproporre al pubblico i brutti ma buoni alla cannella incartati da un involucro rosso, come alternativa agli originali alla vaniglia.

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Abbinamenti con i brutti ma buoni

Queste delizie, che oggi sono anche disponibili con gocce di cioccolato fondente o scaglie di cocco, possono essere degustate da sole o accompagnate da liquori, vini, creme, tè ,caffè o cioccolata calda.

Ricetta dei Brutti ma buoni

Ingredienti

• 120 gr. di nocciole
• 100 gr. di mandorle
• 130 gr. di zucchero a velo
• 80 gr. di albume
• una bustina di vanillina

Preparazione

1. Frullare grossolanamente le mandorle e le nocciole.
2. Montare a neve gli albumi con una frusta elettrica e aggiungere con delicatezza la vanillina e lo zucchero.
3. Incorporate gli albumi montati alla granella di nocciole e mandorle.
4. Trasferire il composto in una pentola di acciaio e cuocere a fuoco basso.
5. Quando il composto sarà compatto, aiutandovi con dei cucchiaini, trasferite delle piccole porzioni su una teglia foderata con carta da forno.
6. Formare tutte le palline irregolari e infornare a 130° C per 50 min circa.
7. Essi si dovranno asciugare, ma dovranno rimanere morbidi all’interno.
8. Sfornare e lasciare raffreddare.

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[Photo Credits: ©vasavasakitchen; ©nonsprecare; ©tweedot]

Lorenzo Vinci[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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