Canavese DOC: dal Piemonte, un rosso perfetto con i tajarin

Canavese DOC: dal Piemonte, un rosso perfetto con i tajarin

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Perfetto con i tajarin al ragù di carne e con le altre specialità piemontesi, è un vino speciale, tutelato e amato in tutta Italia.

Canavese Rosso DOC: storia e zona di produzione

Il vino Canavese Rosso DOC viene prodotto in una vasta area compresa tra le province di Torino, Biella e Vercelli. Da un punto di vista geografico, la zona è caratterizzata dal grande anfiteatro morenico di Ivrea, creato in ere geologiche remote dai ripetuti cicli d’espansione e ritiro dell’antico ghiacciaio della Dora Baltea. I terreni sono ricchi di ciottoli e sabbie d’origine glaciale, che rendono i suoli molto drenanti.

Lo strato di terra coltivabile è poco profondo, ricco di scheletro, con roccia madre spesso affiorante. Il territorio di dolci colline moreniche e il clima mite e ventilato, offrono le migliori condizioni per una viticoltura di qualità, in particolare per le varietà a bacca rossa autoctone.

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Il vitigno e le caratteristiche del Canavese Rosso

Il Canavese DOC nasce da un sapiente blend di uve tipiche del territorio: nebbiolo, barbera, bonarda piemontese, freisa e neretto di Bairo. Il vino rispecchia perfettamente le tradizioni della viticoltura del Canavese, che prevedeva l’allevamento all’interno dello stesso vigneto di diverse varietà di vitis vinifera a bacca rossa. Il risultato è un uvaggio particolarmente interessante, che conferisce al vino armonia ed equilibrio. Il nobile nebbiolo contribuisce a donare struttura, aromi eleganti e trama tannica raffinata. La barbera, uva autoctona piemontese da sempre legata alla tradizione quotidiana e popolare del territorio, regala al blend i suoi fragranti aromi fruttati e la sua vivace acidità. Completano l’uvaggio altre varietà a bacca rossa coltivate da secoli nel Canavese, come l’uva rara, la bonarda piemontese, la freisa e il neretto di Bairo. Il vino ha un colore rosso rubino brillante. Al naso esprime aromi fragranti e fruttati con note di fragola, piccoli frutti di bosco e spezie. Al palato ha media struttura, con tannini leggeri e vivace freschezza.

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Canavese Rosso: la Denominazione e il Consorzio

I vini del Canavese sono stati insigniti della Denominazione d’Origine Controllata nel 2011. La zona di produzione è piuttosto vasta e comprende un centinaio di comuni della provincia di Torino e una decina di comuni nelle province di Biella e Vercelli. Per quanto riguarda il vino Canavese Rosso DOC, anche nella versione novello, il disciplinare richiede l’utilizzo di nebbiolo, barbera, uva rara, bonarda piemontese, freisa e neretto di Bairo da soli o congiuntamente per un minimo del 60%. Possono inoltre concorrere altri vitigni non aromatici idonei alla coltivazione nella regione Piemonte, fino a un massimo del 40%. Il vino Canavese Rosso DOC può riportare in etichetta il nome del vitigno nebbiolo o barbera. In questo caso le uve della varietà menzionata dovranno rappresentare almeno l’85%, con un eventuale saldo del 15% di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Piemonte. Il titolo alcolometrico minimo per il vino Canavese Rosso, Rosso Novello e Barbera, deve essere di 10% e di 10,5% per la tipologia Nebbiolo. Il Consorzio di Tutela dei vini DOC Caluso, Carema e Canavese è nato nel 1991 e si occupa di vigilare sul rispetto del disciplinare di produzione e di valorizzare e promuovere i vini del territorio. Il Consorzio riunisce circa una trentina di soci, che con la loro attività rappresentano il 90% dei vini prodotti all’interno delle varie Denominazioni.

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Temperatura di servizio e abbinamenti con il Canavese Rosso DOC

Il vino Canavese Rosso DOC si serve a una temperatura di 16/18 °C. Si abbina molto bene con i tajarin al ragù di carne e in generale primi piatti saporiti della cucina del territorio o con secondi piatti di carni rosse arrosto.

Lorenzo Vinci

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