Carema: un vino DOC che nasce da una coltivazione eroica, artigianale

Carema: un vino DOC che nasce da una coltivazione eroica, artigianale

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Un vino DOC color rubino, tendente al ramato che nasce in una delle zone vinicole più fertili.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Carema: storia e zona di produzione

Carema si trova in una terra di confine, tra la Valle d’Aosta e l’Alto Piemonte, un’area che ha una tradizione antichissima nel campo della coltivazione della vite e un passato di grande nobiltà, tanto che i suoi vini erano già molto apprezzati nel 1500. Il paese di Carema, si trova all’imbocco della valle che sale verso Donnas e i vigneti si trovano sulle pendici del monte Maletto a un’altitudine compresa tra i 350 e i 700 metri sul livello del mare. Le vigne sono coltivate su terrazzamenti che salgono verso la montagna, sovrastate da piloni in pietra che sostengono pergole in legno. La vite si arrampica sulle pergole e i grappoli possono maturare, riparati dai venti freddi del nord e con un clima addolcito dalle particolari architetture dei vigneti. I muretti a secco e i piloni in pietra, infatti, accumulano calore di giorno per restituirlo di notte, mitigando le temperature più rigide. Un modo di allevare la vite ben integrato nel territorio, che consente di avere uve perfettamente mature e dagli aromi molto sviluppati. E’ una coltivazione difficile, eroica, che non permette l’utilizzo di macchinari, ma è affidata solo al faticoso lavoro dell’uomo.

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Il vitigno e le caratteristiche del vino Carema

Il nebbiolo è un vitigno a bacca rossa originario delle Langhe. Il nome del vitigno potrebbe derivare dall’abbondante pruina presente sugli acini o dal fatto che matura quando già compaiono le prime nebbie tra le colline piemontesi. Il nebbiolo è un vitigno a maturazione tardiva, molto esigente dal punto di vista pedoclimatico, tanto che la sua coltivazione e limitata a poche altre zone oltre alla sua area storica. E’, infatti, presente solo in alto Piemonte, a Ghemme, Gattinara, Boca, Lessona, Bramaterra, Fara, Sizzano, in Valtellina e nell’area al confine con la Valle d’Aosta. Il nebbiolo esprime le eccellenze più conosciute e famose nelle zone storiche di Barolo e Barbaresco e a Carema si esprime in modo particolare, con le caratteristiche tipiche dei rossi di montagna.

Il vino Carema Doc ha un colore rosso rubino con brillanti riflessi granati. Il profilo olfattivo è caratterizzato da aromi floreali di rosa e violetta, aromi di piccoli frutti rossi e lievi sentori speziati. Il sorso è vivace, dinamico, con trama tannica ben integrata, piacevole freschezza e bella mineralità.

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La Denominazione e il Consorzio del vino Carema Doc

Il vino di Carema ha ottenuto il riconoscimento con la Denominazione d’Origine Controllata nel 1967. La zona di produzione è limitata al solo comune di Carema, in provincia di Torino. La base ampelografica, anche per la versione Riserva, è stabilita nell’85% minimo di nebbiolo e un eventuale saldo del 15% altre uve a bacca rossa, non aromatiche, autorizzate alla coltivazione nella provincia di Torino. Il titolo alcolometrico minimo previsto è di 11,50%. Il vino Carema Doc deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento di 24 mesi e 36 per la versione Riserva, di cui 12 in legno di rovere o di castagno.

Il Consorzio di Tutela e Valorizzazione Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese DOC, ha il compito principale di vigilare sul rispetto del disciplinare di produzione. Si occupa inoltre di valorizzare e promuovere i vini del territorio. Il Consorzio è nato nel 1991 per tutelare i vini di Caluso e solo nel 1996 la competenza si è allargata alla DOC Carema e successivamente a quella del Canavese.

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Temperatura di servizio e abbinamenti del Carema

Il vino Carema Doc va servito a una temperatura di 16/18 °C. Gli abbinamenti classici sono con secondi piatti di carni rosse arrosto, alla griglia, stufate o con la selvaggina.

 

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