Carmignano: il precursore dei famosi Supertuscan di Bolgheri

Carmignano: il precursore dei famosi Supertuscan di Bolgheri
Dall'assemblaggio di grandi vitigni, un vino speciale dell'antica tradizione toscana.

Carmignano docg: storia e zona di produzione

Carmignano si trova in provincia di Prato ed è una delle zone della Toscana che può vantare antiche tradizioni nell’ambito della coltivazione della vite. Vasi vinari sono stati ritrovati nei corredi funebri delle tombe etrusche e al tempo dei Romani le terre erano già coltivate a vigneto dai veterani dell’esercito. La tradizione è stata poi tramandata nei secoli successivi. Numerose sono le testimonianze d’epoca Medioevale, fino ad arrivare ai tempi di Cosimo III de’ Medici, che cita Carmignano tra le zone a vocazione vinicola del Granducato di Toscana. La particolarità di quest’area, rispetto al resto della Toscana, è data dalla tradizione di coltivare, da oltre cinque secoli, il cabernet sauvignon e il cabernet franc insieme al sangiovese. Pare che i nobili vitigni bordolesi siano stati introdotti in queste terre da Caterina de’ Medici, ai tempi regina di Francia. L’unione di sangiovese e cabernet rende i vini di Carmignano particolarmente interessanti e ne fa dei veri precursori dei famosi Supertuscan di Bolgheri, tanto di moda negli ultimi decenni.

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Il vitigno e le caratteristiche del Carmignano Docg

Il Carmignano è un vino che nasce dall’assemblaggio di grandi vitigni. La base è fornita dall’autoctono sangiovese a cui si possono aggiungere il canaiolo nero, un’uva tipica del territorio e alcune famose varietà di origine bordolese: il cabernet sauvignon o il cabernet franc, da secoli coltivate nella zona di Prato. Come da antica tradizione toscana, al blend si può unire una piccola percentuale di uve a bacca bianca, storicamente coltivate nella zona di produzione. Il sangiovese, con la sua struttura e forza espressiva, contribuisce a fornire la cifra territoriale al vino e il cabernet sauvignon o franc donano la raffinata eleganza e la ricchezza aromatica. Un mix di grande fascino e straordinariamente attuale se pensiamo che ha anticipato di alcuni secoli tagli più moderni della zona di Bolgheri. Il vino ha un colore rubino intenso con riflessi granato. Al naso esprime aromi di ciliegia, piccoli frutti a bacca scura e delicate note speziate. Al palato è potente e complesso, con bella trama tannica, frutto ricco e piacevole freschezza finale.

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La Denominazione ed il consorzio del Carmignano Docg

Il vino Carmignano è stato riconosciuto con la Doc nel 1975 e nel 2011 con la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita. E’ prodotto il provincia di Prato, nei territori collinari dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano. La base ampelografica è fissata dal disciplinare in un minimo del 50% di sangiovese, in un massimo di 20% canaiolo nero, 10/20% di cabernet franc e/o cabernet sauvignon e un massimo del 10% di trebbiano toscano e/o canaiolo bianco e/o malvasia del chianti. Possono concorrere altri vitigni a bacca rossa autorizzati nella provincia di Prato per un massimo del 10%. Il titolo alcolometrico minimo richiesto dal disciplinare è del 12%. Prima di essere immesso in commercio, il vino Carmignano Docg deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento di almeno un anno in botti di rovere o di castagno e di due anni per la versione Riserva. E’ consentita l’aggiunta di vino Carmignano di annate precedenti per un massimo del 10%. Il Consorzio di Tutela dei Vini del Carmignano si occupa della promozione dei vini della denominazione e del territorio di Prato. La Strada dei Vini di Carmignano, suggerisce una serie di itinerari enogastronomici per scoprire le bellezze artistiche, naturali e degustare i migliori vini della Denominazione.

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Temperatura di servizio e abbinamenti del Carmignano Docg

Il vino Carmignano Docg si degusta a una temperatura di 16/18 °C. A tavola si abbina molto bene con secondi piatti di carni rosse, arrosto, alla brace o con la selvaggina.

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Lorenzo Vinci

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