Intervista a Caterina Garofali: Casa Vinicola Gioacchino Garofoli

Intervista a Caterina Garofali: Casa Vinicola Gioacchino Garofoli
Intervista a Caterina Garofoli. La primavera, la tradizione: generazioni che si confrontano nel vino.

Di Cecilia Fraccaroli

Caterina

– Caterina, so che sei entrata a far parte dell’azienda nel 2005, a che età dunque? E’ stata naturale la scelta di entrare a far parte della storica azienda, che appartiene alla tua famiglia da cinque generazioni, oppure hai considerato anche la possibilità di svolgere una professione diversa?

Nel 2005 avevo 28 anni, lavoravo a Firenze e curavo le pubbliche relazioni per uno studio di architettura e design; organizzavo mostre, fiere ed eventi, seguivo la stampa e organizzavo le lezioni universitarie dell’architetto Micheli, il quale era anche docente. Un bel giorno arrivò una telefonata di mia madre, che mi proponeva di provare a lavorare per un anno in cantina. Al termine di questo periodo avrei poi deciso io se rimanere oppure no. Io avevo vissuto, studiato e lavorato per otto anni a Milano, e già Firenze mi stava quasi stretta, pensa un po’ Loreto!!!! Decisi comunque di provare… Mi trasferii al mare a 5 km da Loreto, e da qui iniziò questa nuova avventura. Il mare mi è sempre mancato! Dopo un anno decisi di rimanere perché il mondo del vino mi arricchiva e stimolava tanto quanto il mondo dell’architettura e del design. Chi ama il vino ama anche il cibo e solitamente viaggia anche molto. Le persone che amano il vino poi sono tendenzialmente curiose, come me, e soprattutto amano condividere le proprie esperienze.

mare

– Tu ed i tuoi cugini rappresentate la quinta generazione che gestisce l’azienda, ed in futuro –immagino- passerete il testimone ai vostri figli. Com’è lavorare circondati dai propri parenti, confrontandosi con diverse generazioni di loro?

Sono molto orgogliosa di costituire la quinta generazione che gestisce la nostra cantina, non è da tutti!! Io sono mamma di due gemelle di venti mesi, Margherita e Matilde, che spero possano girare il mondo, come è stato insegnato a fare a me, e spero che possano scegliere ciò che le renderà felici. Intanto le bambine stanno crescendo in cantina come ho fatto io! Lavorare con i parenti ha pregi e difetti, che però si bilanciano perfettamente. Il confronto tra generazioni diverse a volte non è semplice ma è altrettanto molto utile: visioni nuove unite a radici forti.

famiglia

– La vostra Casa vinicola è la più antica delle Marche, fondata nel 1901, anche se già nel 1800 Antonio Garofoli produceva e vendeva vino locale. Oggi tu ti occupi delle relazioni pubbliche, della comunicazione e dell’accoglienza dell’azienda, e dunque sei la più “abile” a raccontarci, in breve, come vive e lavora la generazione del secondo millennio in una realtà storica, avente radici secolari. Com’è il lavoro di chi produce vino nella generazione 2.0?

Il lavoro di chi, come noi, produce vino di qualità nel 2015 è un magico mix di storia, territorio e innovazione, sempre però con un occhio rivolto alle mille sfumature del mercato globale di oggi!

viti

– Occupandoti tu di relazioni esterne e di accoglienza, ci racconti come guardano gli stranieri, turisti o professionisti, alle storiche realtà dei produttori italiani, come la vostra azienda? C’è curiosità? Rispetto? Come si rapportano a voi?

Gli operatori di settore e gli stranieri guardano con grandissimo rispetto e con ammirazione realtà come la nostra. A pensarci bene, forse in Italia si dà tutto x scontato, non ci si sofferma più a riflettere su certi valori, soprattutto storici e familiari…

tradizione

– La voglia di visitare posti nuovi, la curiosità di conoscere le persone che vi lavorano ed i loro prodotti, portano ancora nelle case vinicole i giovani, che magari vengono semplicemente per una visita, una degustazione ed una chiacchierata?

La cantina Garofoli è un luogo vivo! La nostra cantina ha tantissimi visitatori giovani e meno giovani, che passano ogni giorno; gente che viene per lavoro, clienti del negozio, enoturisti, visitatori delle nostre mostre; da cinque anni infatti è nato il progetto “Garofoli In Arte”: ogni due mesi allestiamo una mostra differente. Ci sono persone che partecipano ai nostri eventi culturali, ai concerti, ai reading di poesie, alle proiezioni cinematografiche, ai corsi… e poi ci sono persone che vivono la cantina per gli appuntamenti enologici, come le verticali e le serate speciali dedicate al vino.

Cantina

– Quali parole useresti per raccontare la vostra terra, le Marche, ad un giovane straniero, e convincerlo a visitare un luogo tanto affascinante del nostro Paese?

Io dico sempre che ho avuto la fortuna di viaggiare tanto e di visitare posti bellissimi nel mondo, ma più scoprivo meraviglie, e più mi innamoravo della mia Regione!

Vigna Garofoli

– Con riguardo ad Expo2015, vi sentite pronti alla sfida che l’Italia dovrà affrontare? Percepite Expo 2015 come una reale occasione di farvi conoscere e di far conoscere i prodotti italiani nel mondo? Come vi preparate per questo evento?

Si, Garofoli sarà presente a Expo 2015 sotto diverse e molteplici vesti, ed in numerose iniziative: speriamo davvero, in questo modo, di essere presenti anche in questo importante appuntamento italiano.

– Se, sorseggiando un calice di verdicchio fresco, stessi contemplando le magiche e seducenti colline marchigiane, quale sarebbe la colonna sonora di questo momento?

..Sicuramente un pezzo di Giovanni Allevi, accompagnato dal suono della fisarmonica di Olimpia Greco!

Allevi

Si ringrazia Caterina Garofoli per le immagini

Leggi l’intervista a Elena Pantaleoni!

 

 

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