Cisterna d’Asti DOC: dalla terra del Moscato, la piena espressione dell’astigiano

Cisterna d’Asti DOC: dalla terra del Moscato, la piena espressione dell’astigiano

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Considerato per secoli il vino leggero "da pasto", il suo livello si innalza oggi di molto grazie a coltivazioni con basse rese e vinificazioni attente.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Storia e zona di produzione del Cisterna d’Asti

Il territorio dell’astigiano è soprattutto famoso per la coltivazione dell’uva moscato, tuttavia vi sono altri vitigni storicamente coltivati, soprattutto in piccole zone particolari. Una di queste è costituita dall’area di Cisterna d’Asti, dove la croatina è presente da secoli, tanto che si conservano addirittura alcune antiche piante ultracentenarie a piede franco. Le vigne sono coltivate su terreni collinari con altitudini medie attorno ai 400 metri sul livello del mare e possono godere di ottime esposizioni, che garantiscono una perfetta maturazione delle uve. Il Cisterna d’Asti è tradizionalmente considerato come un semplice vino da pasto della tradizione contadina piemontese, ma oggi si sta imponendo all’attenzione come una piccola eccellenza del territorio. Il riconoscimento con la DOC ha ulteriormente accresciuto l’interesse nei confronti di questo vino, soprattutto da parte degli appassionati, sempre alla ricerca di vini tipici, espressione sincera del terroir.

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Il vitigno e le caratteristiche del Cisterna d’Asti

Il vitigno croatina è originario dell’Oltrepò Pavese, ma è diffuso anche in Piemonte e nel piacentino. E’ un’uva piuttosto rustica, resistente, caratteristiche che ne hanno consentito una buona diffusione anche a discapito di varietà sicuramente più pregiate e di maggior finezza. E’ un vitigno a maturazione tardiva, che produce grappoli grandi con acini dalla buccia piuttosto spessa, di colore nero-bluastro coperti d’abbondante pruina. Trova le condizioni per esprimersi al meglio nelle zone collinari con terreni di medio impasto, argillosi e profondi. Il vino ha un colore rubino scuro, molto intenso, con riflessi violacei. Al naso esprime aromi di frutta rossa e caratteristiche note vinose. Al palato ha buona struttura, con una trama tannica in evidenza e buona persistenza aromatica. Spesso viene vinificato con la barbera o altre uve del territorio. E’ tradizionalmente considerato il vino quotidiano da pasto, ma come è accaduto alla Barbera, coltivazioni con basse rese e vinificazioni attente hanno elevato di molto il livello del vino.

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La Denominazione ed il Consorzio del Cisterna d’Asti

Il riconoscimento con la Denominazione d’Origine Controllata del vino Cisterna d’Asti è piuttosto recente, risale al 2002. E’ prodotto nei territori dei comuni di Antignano, Cantarana, Cisterna d’Asti, Ferrere, San Damiano d’Asti e San Martino Alfieri in provincia di Asti e nei comuni di Canale, Castellinaldo, Govone, Montà, Monteu Roero, Santo Stefano Roero e Vezza d’Alba in provincia di Cuneo. La base ampelografica definita dal disciplinare prevede l’utilizzo di croatina per un minimo dell’80% con un eventuale saldo di altri vitigni a bacca rossa non aromatici autorizzati nelle province di Asti e Cuneo.

Il titolo alcolometrico minimo deve essere di 10,50% e di 11% per la versione Superiore. Nel caso in cui in etichetta venga riportata la specificazione aggiuntiva “Vigna”, è richiesto un titolo alcolometrico minimo di 11,50%. Il Cisterna d’Asti Superiore, prima di essere messo in commercio, deve affinarsi per almeno 10 mesi.

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Cisterna d’Asti: temperatura di servizio e abbinamenti

Il vino Cisterna d’Asti DOC si serve a una temperatura di 16/18 °C. Gli abbinamenti tradizionali sono con taglieri di salumi saporiti, agnolotti al ragù, primi piatti con sughi di carne, secondi piatti di carni bianche arrosto o in umido.

Lorenzo Vinci

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