Come leggere le etichette alimentari

Come leggere le etichette alimentari
Al via il viaggio di Lorenzo Vinci alla scoperta delle etichette alimentari per sfatare i miti e scegliere il prodotto migliore.

Tutti noi vorremmo avere  molto più tempo da dedicare alla spesa per leggere, occhiali (o anche, a volte, lente d’ingrandimento) alla mano tutte le diciture presenti sulle scatole dei prodotti alimentari. Ma siamo sicuri di saperle leggere e comprendere? Noi della redazione di Lorenzo Vinci vorremmo intraprendere con voi un viaggio, di quelli da taccuino alla mano, alla ricerca della verità sulla normativa e con l’obiettivo di formare consumatori un po’ più consapevoli in fatto di etichette alimentari. Sì, perchè le etichette alimentari sono un grande aiuto per tutti noi. Vediamo perchè!

Che cos’è l’etichetta alimentare

Secondo l’ultimo aggiornamento legislativo in materia, si definisce etichetta:

“qualunque marchio commerciale o di fabbrica, segno, immagine o altra rappresentazione grafica scritto, stampato, stampigliato, marchiato, impresso in rilievo o a impronta sull’imballaggio o sul contenitore di un alimento o che accompagna tale imballaggio o contenitore.” (Art. 1 Reg. 1169/2011)

Quindi a cosa serve? L’etichetta alimentare ci informa su tutte le caratteristiche del prodotto a partire dagli ingredienti ma anche sul modo di produzione o ancora sulle scadenze e sulle modalità di conservazione. La legge ci tutela dai fraintendimenti, dalla poca chiarezza delle etichette del passato che indicavano poco o niente e questo induceva il consumatore a scelte commerciali poco corrette per la salute o inconsapevoli della reale qualità del prodotto.

I requisiti fondamentali dell’etichetta alimentare infatti sono quelli della chiarezza, della tarsparenza e della leggibilità e indelebilità dei dati presenti.

I prodotti presi in esame dall’ultima legge in materia sono di tre tipi:

1- Prodotti Sfusi: quindi frutta, ortaggi e  gastronomia sfusa che contengono indicazioni che vanno affisse sul recipiente di vendita. In questo caso l’obbligo prevede l’inserimento di indicazioni quali: denominazione, elenco ingredienti, allergeni, data di scadenza e modalità di conservazione.

2- Prodotti Preincartati: sono prodotti confezionati dalla stessa struttura di vendita al momento stesso dell’acquisto o poco prima come ad esempio pane o prodotti del reparto macelleria o formaggi. Essi devono presentare gli ingredienti, gli allergeni.

3- Prodotti Preconfezionati: sono tutti quei prodotti confezionati dal produttore. Sono i più diffusi e su di essi si concentrano la maggior parte delle regole della normativa.

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Cosa si trova nelle etichette alimentari dei prodotti pre-confezionati

Tute le confezioni dei prodotti pre-confezionati devono contenere alcune indicazioni specifiche definite per legge. Vediamole:

1- Denominazione di vendita: il nome del prodotto

2- Gli ingredienti, comprendenti anche stabilizzanti, conservanti e coloranti.

3- Scadenza e conservazione

4- Oltre al nome dell’azienda, l’indicazione della sede di fabbricazione e di confezionamento. Deve esserci scritto se la sede di entrambi è in UE o meno.

5- Quantità al netto del prodotto.

6- Per le bevande con un contenuto alcolico >1,2% c’è bisogno dell’indicazione del titolo alcolometrico volumico (quindi il numero di parti in volume di alcol puro, alla temperatura di 20 °C, contenuto in 100 parti in volume del prodotto, considerato alla stessa temperatura.)

7- Gli allergeni, se presenti

8- Quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti oppure se ne è presente uno caratterizzante.

9- Lotto

10- Eventuali indicazioni i utilizzo

11-  Qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico ancora presente nel prodotto (come nei preincartati) che provochi allergie o intolleranze

12- Paese di origine e luogo di provenienza

13- I valori nutritivi contenenti:  il valore energetico; quindi le calorie per 100 g di prodotto; la quantità di lipidi, i grassi saturi e insaturi, proteine, carboidrati, eventuali vitamine.

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Etichette: consigli utili per la scelta del prodotto migliore

Prima di concludere questo breve excursus sulle etichette alimentari vogliamo fornirvi qualche informazione utile e concreta da utilizzare nel momento della spesa per fare acquisiti più consapevoli:

1- Non fidarsi di etichette scritte in modo poco chiaro e con caratteri troppo piccoli

2- Prediligere prodotti confezionati con materiale sostenibile/riciclabile: a parità di prezzo, un’azienda che offre un’attenzione simile, molto probabilmente, presta molta più attenzione anche alla qualità del contenuto della confezione, oltre che alla confezione stessa!

3- Spesso le aziende utilizzano scritte con colori sgargianti, messe in evidenza in modo grafico per indurre ad una scelta poco consapevole. Stiamo parlando delle indicazioni “senza zucchero” o ancora “senza grassi aggiunti”. Spesso sono indicazioni fuorvianti: basterà dare un’occhiata agli ingredienti per accorgersi che, anche se lo zucchero non è presente, sono stati inseriti dolcificanti privi quasi completamente di valore calorico e che non rovinano i denti. Tuttavia alcuni di questi vengono tuttavia classificati come dannosi per la salute come il Ciclamato (E952) o la Saccarina (E954) o ancora, il più famoso, Aspartame (E951). Inoltre glucosio, maltosio o fruttosio spesso hanno un indice glicemico ancora più alto dello zucchero, quindi non sono per niente adatti a chi segue una dieta povera di zuccheri come i diabetici o per chi vuole semplicemente perdere peso.

4- Non lasciarsi confondere dal peso dall’alimento: su ogni confezione deve esserci la presenza del peso netto e sgocciolato. In generale dare sempre un occhio al peso: le dimensioni  del packaging possono ingannare.

5- Controllare sempre l’indicazione del prezzo al chilo o a confezione.

6- Ingredienti: occhio all’ordine con cui compaiono: per legge devono essere indicati in ordine di quantità. Quindi sarà presente prima l’alimento in quantità maggiore e, alla fine, quello con quantità inferiore. Quindi se in un purè di patate le patate sono dopo altri ingredienti bisogna necessariamente farsi due domande!

Guarda anche: come scegliere il riso al supermercato.

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© LA REDAZIONE

[Photo Credits: ©italyaround; ©enjoy food & wine; © Ministero della Salute]


Lorenzo Vinci

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