Déblocage Valtènesi Chiaretto Doc 2016: l’anteprima

Déblocage Valtènesi Chiaretto Doc 2016: l’anteprima

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Il debutto del rosè a Milano per San Valentino.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier della rubrica Sulla Rotta del vino di Lorenzo Vinci

La nuova annata

Nel salotto buono di Milano, allo storico Ristorante Savini, si è svolta la presentazione in anteprima della nuova annata dei vini Valtènesi Chiaretto Doc, in vendita dal 14 febbraio.

La produzione del 2016 si attesta su circa 2 milioni di bottiglie, con una crescita del 10% sull’anno precedente. Un dato in linea con il crescente successo della Denominazione Valtènesi sia a livello nazionale, che internazionale. Numeri incoraggianti arrivano dai mercati esteri.

Il consumo dei vini rosè

Il consumo dei vini Rosé sta aumentando in tutto il mondo e oggi rappresenta circa l’8% del totale. In Francia si è passati in pochi anni dal 10% al 30%, anche grazie alla presenza di alcune zone storicamente vocate per la produzione di questa tipologia di vino. Pensiamo alle Appellation Tavel e Lirac nella Vallée du Rhône o all’Appellation Bandol in Provenza, regioni che hanno saputo valorizzare la loro produzione di vini rosati facendola diventare, non solo una cifra distintiva del loro terroir, ma anche un’eccellenza a livello internazionale.

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Uno sguardo al futuro

Se guardiamo alla Valtènesi in questa prospettiva, dobbiamo essere molto fiduciosi per il futuro. Si tratta di una terra che ha un’antica tradizione legata alla produzione di vini rosé. Nel 1896, Pompeo Molmenti codificò per la prima volta il procedimento di vinificazione del Chiaretto nei suoi possedimenti a Moniga del Garda. Un vino che già faceva parte della storia del territorio fin dal lontano ‘500 e che ha poi vissuto un periodo di celebrità durante gli anni della Belle Époque.

Le tradizioni non nascono mai per caso e anche la produzione di vini Rosé in Valtènesi si fonda su una solida vocazione. I terreni morenici ricchi di ghiaia e sabbie, il clima mediterraneo, temperato dalle brezze del lago di Garda e la presenza di un vitigno autoctono a bacca rossa, particolarmente adatto alla vinificazione in rosa, hanno contribuito a indirizzare le scelte di vinificazione.

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Il groppello, che costituisce il cardine principale dell’assemblaggio tipico della Valtènsi con marzemino, barbera e sangiovese, è una varietà molto particolare, che produce un’uva dalla buccia con poche sostanze coloranti, aromi eleganti, cenni lievemente speziati e buona acidità. Non restava quindi che assecondare questa vocazione del terroir senza tradirla. La degustazione delle etichette in anteprima ha evidenziato che i produttori della Valtènsi stanno seguendo questo percorso. I vini, oltre che essere di buon livello qualitativo, stanno trovando una precisa identità e una spiccata personalità territoriale. Pur nelle varie interpretazioni della tipologia, si sta affermando l’idea di un vino che si distingue per finezza ed eleganza. Il colore tende a essere piuttosto delicato, color petalo di rosa e il profilo olfattivo è caratterizzato soprattutto da fresche note floreali, agrumate, lievi sentori di macchia mediterranea. Il sorso è dinamico e scorrevole con leggeri aromi fruttati, attraversati da una nitida vena minerale. La chiusura è piacevolmente fresca e sapida.

Credo che proprio la ricerca di riconoscibilità territoriale sia stata la nota più positiva emersa dall’anteprima. Creare un’autentica identità e una vera riconoscibilità, vuol dire portare nel bicchiere, in modo schietto e diretto, le caratteristiche tipiche del terroir.

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Gli assaggi

Tra gli assaggi ci sono particolarmente piaciuti per eleganza ed equilibrio:

  • il Valtènesi Chiaretto Doc “Rosa Mara” di Costaripa, il Valtènesi Chiaretto Doc “Rosagreen” di Pasini San Giovanni
  • il Valtènesi Chiaretto Doc Le Chiusure e il Valtènesi Chiaretto Doc della cantina La Meridiana

Tutti vini ancora molto giovani. Pronti per San Valentino, quando gli innamorati sono distratti da altro, ma che devono affinarsi in bottiglia ancora qualche mese per trovare la loro completa armonia espressiva.

[Photo Credit: Alessio Turazza]


Lorenzo Vinci

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