Riesling, emozioni d’annata

Riesling, emozioni d’annata
Verticale Oltrepò Pavese Riesling Doc “Gli Orti” di Frecciarossa.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Riesling, mon amour

Ci sono vini di fronte ai quali non si può restare indifferenti, che hanno una personalità così forte da non ammettere accomodanti compromessi: uno di questi è il Riesling. Un bicchiere di Riesling o lo si ama appassionatamente o lo si rifiuta senza appello. Il nobile vitigno Renano ha un carattere troppo deciso ed espressivo per essere addomesticato da accomodanti mediazioni gustative. Siamo lontani anni luce da un seducente chardonnay o da un profumato e aromatico sauvignon, con il Riesling il gioco si fa duro. Soprattutto col passare degli anni, proprio come accade agli uomini, il Riesling tende ad accentuare i suoi segni distintivi, a diventarne quasi fiero e orgoglioso. Una tipicità espressiva, che lo rende unico e inconfondibile. L’abitudine ai climi freddi, ai versanti pietrosi d’ardesia nera, che salgono ripidi dalle rive della Mosella, ne hanno forgiato l’identità rocciosa. Quale altro vino può permettersi di aggredire i nostri sensi con mineralità tagliente e note idrocarburiche, così profonde e persistenti? Quale vino dopo vent’anni, conserva un’acidità cosi affilata da ferire il nostro palato come una scimitarra turcomanna? Pochissimi vitigni possiedono il dono di attraversare il tempo senza temerne l’effetto ma anzi trasformandolo in un alleato, per maturare, migliorare, evolvere verso vette di longevità inusuali per un bianco. Per questo, ogni volta che mi si propone una verticale di Riesling, non so dire di no. Perché mi piace profondamente questo vitigno un po’ scontroso e rigido, inflessibile e austero. Un vino che va preso così com’è, a cui non bisogna mettere fretta, che va aspettato con pazienza, rispettando la sua intima essenza e i suoi tempi. Un vino da apprezzare in tutte le mutevoli stagioni della sua vita, sapendo che può solo migliorare e che saprà sempre sorprenderci. Non è forse questa l’essenza stessa dell’amore?

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Il Riesling e Frecciarossa: una lunga storia

Così il 27 maggio mi sono ritrovato al Ristorante Prato Gaio di Montecalvo Versiggia, dove è consuetudine organizzare serate enogastronomiche intitolate “Oltre la Storia”, all’insegna dell’eccellenze del territorio dell’Oltrepò Pavese. Il protagonista della serata è stato l’Oltrepò Pavese Riesling Doc “Gli Orti” di Frecciarossa. La cantina di Casteggio, attualmente condotta da Valeria Radici, rappresenta una delle realtà qualitativamente più interessanti del territorio, sia per quanto riguarda la produzione di vini da vitigni autoctoni, sia da vitigni internazionali, che da secoli hanno trovato dimora in Oltrepò. E’ questo il caso del riesling, che insieme al pinot nero è l’uva che meglio si è acclimatata sulle colline pavesi. Oggi i vigneti dell’Azienda sono in conversione ad agricoltura biologica, un percorso coerente con il rispetto dell’ambiente, che da sempre ha connotato l’Azienda e che a breve si tradurrà nella certificazione ufficiale. Le vigne con cui si produce Oltrepò Pavese Riesling Doc “Gli Orti”, si trovano su terreni caratterizzati dalle presenza di affioramenti di calcare. Suoli particolarmente adatti per esaltare la finezza, l’eleganza e la mineralità del nobile vitigno del Nord. La storia del Riesling Frecciarossa risale ai primi anni del secolo, faceva già parte delle prime quattro storiche etichette degli anni venti con il nome di La Vigne Blanche, quando ancora si potevano utilizzare nomi francesi. Un vino già all’epoca di grande successo, anche internazionale, tanto da meritare addirittura l’apprezzamento di Alfred Hitchcock. Dal 2000 ha preso il nome “Gli Orti” e ha continuato a portare avanti la grande tradizione del Riesling in terra d’Oltrepò, tanto da farne una delle etichette più prestigiose del territorio.

La verticale e gli abbinamenti

Il menù di Giorgio Liberti e Daniela Calvi ha proposto piatti ispirati alla cucina tradizionale padana, rivisitati con raffinata eleganza in abbinamento a quattro annate del Riesling “gli Orti” di Frecciarossa: 2013, 2011, 2008, 2002. A chiudere la degustazione una vera chicca per appassionati: un Riesling Frecciarossa del 1990. Gli accostamenti gastronomici si sono rivelati tutti azzeccati per equilibrio, intensità e persistenza gustativa. I piatti si sono sposati perfettamente alle varie annate del vino, seguendone l’evoluzione verso una sempre maggior complessità, ampiezza, struttura e mineralità.

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Il menù e i vini

Duls in brüsc (petto di pollo lessato con salsa agrodolce)

Oltrepò Pavese Riesling DOC “Gli Orti” 2013

Crema di cipolle bianche con baccalà, capperi e salsa di acciughe

Oltrepò Pavese Riesling DOC Gli Orti 2011

Risotto agli asparagi e Salva Cremasco Dop

Oltrepò Pavese Riesling DOC “Gli Orti” 2008

Faraona disossata con ripieno tradizionale della Valle Versa

Oltrepò Pavese Riesling DOC “Gli Orti” 2002

Zuppetta di ananas profumata allo zenzero con sorbetto di arancia e melissa

A chiusura, un’etichetta per veri appassionati

Oltrepò Pavese Riesling DOC 1990

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Note di degustazione

Oltrepò Pavese Riesling DOC “Gli Orti” 2013

Colore giallo chiaro. Al naso si apre con profumi di fiori d’acacia, erbe officinali, frutta bianca, nuances di camomilla e lievi sentori mielati. Al palato ha un buon corpo, è armonioso, con freschi aromi fruttati, bella acidità e chiusura sapida. Un vino ancora giovanissimo, già molto piacevole alla beva, ma che ha davanti un lungo cammino prima di raggiungere la piena maturità espressiva.

Oltrepò Pavese Riesling DOC “Gli Orti” 2011

Nel calice ha un bellissimo colore giallo dorato brillante. E’ vino che esprime un profilo aromatico solare, con intensi aromi agrumati di scorza di cedro, erbe aromatiche, miele d’arancio e sentori minerali. Al palato è ampio, ricco di frutta polposa, ben bilanciata da una viva freschezza e da una nitida vena minerale.

Oltrepò Pavese Riesling DOC “Gli Orti” 2008

Il colore è giallo dorato intenso e brillante. Il bouquet denota già il quadro olfattivo di un riesling maturo, con aromi terziari di buona complessità. All’apertura pietrosa e con morbido sentore d’idrocarburo, segue una tavolozza espressiva che spazia dalla frutta candita, alla scorza d’agrume, al miele d’acacia, al rosmarino. Al palato ripropone la stessa ampiezza gustativa con bella ricchezza e profondità, sempre connotata da limpida secchezza e intatta freschezza. Il finale è molto persistente.

Oltrepò Pavese Riesling DOC “Gli Orti” 2002

Colore giallo oro, molto intenso. Si apre al naso con qualche incertezza, che svanisce velocemente nel bicchiere. Le note terziare virano decisamente verso il profilo minerale che si fa più intenso e carico di ricordi d’idrocarburo. Lievi sentori ossidativi si fondono con profumi d’erbe aromatiche, frutta candita e miele. Il gusto è maturo ed evoluto, complesso e persistente, ma sempre armonioso, grazie a una buona acidità.

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Oltrepò Pavese Riesling Renano DOC 2002

Chiudiamo con la special guest della serata. Una bottiglia del 1990 di grande prestigio e interesse. Nel bicchiere sorprende il colore di un giallo chiaro brillante. In bouquet conferma un’inattesa freschezza espressiva, senza alcun cedimento. Nessun segno d’ossidazioni o di stanche evoluzioni terziarie E’ ancora un vino di grande vitalità ed equilibrio, sorretto da un’intatta vena acida. Ventisei anni e non sentirli.

[Photo Credit: Alessio Turazza-Frecciarossa-PratoGaio/MauroRossini]

 

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