L’intervista allo chef Dimitri Mattiello, discepolo di Vissani

L’intervista allo chef Dimitri Mattiello, discepolo di Vissani

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L'esclusiva intervista allo chef Dimitri Mattiello, discepolo di Vissani, che ci presenta il menù di primavera.

di Camilla Rocca e Monica Viani di Stuzzicherie di Lorenzo Vinci

Dopo aver scoperto il suo Mantecato di riso carnaroli al gelato di basilico e seppiolina, siamo andate a trovare lo chef Dimitri Mattiello, discepolo di Gianfranco Vissani, al  suo “Dimitri Restaurant” ad Altavilla Vicentina. 

Chef Dimitri Mattiello: breve biografia

Tutto è iniziato con la televisione, quando, giovanissimo, Dimitri Mattiello è stato assistente di cucina di Gianfranco Vissani nella trasmissione Uno Mattina. Per Dimitri è stata la scoperta della cucina regionale italiana.

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Dimitri Mattiello cresce in una famiglia che vive di ristorazione da ben cinque generazioni. Il ristorante di casa è l’Antica Osteria Penacio, ad Arcugnano. Lo zio e la zia hanno ciascuno un ristorante e tutti in provincia di Vicenza li conoscono come “i Penacio”. Dimitri impara l’arte culinaria nelle cucine della famiglia. Dopo l’esperienza con Vissani a Uno Mattina, torna a Vicenza, ma il ristorante di famiglia gli sta stretto. Investe i suoi risparmi per acquistare un furgone usato su cui caricare pentole, piatti, sedie e tavoli e improvvisare un servizio di catering a domicilio con cui sperimentare la propria indipendenza.

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Nel 2012 abbandona l’Osteria da Penacio. Sceglie di metterci la faccia, di mettere il suo nome al centro, rinunciando a quello che nel mondo gastronomico veneto è un marchio, quel Penacio sinonimo di una ristorazione di qualità. Nasce così Dimitri Restaurant. Ad appena 33 anni, Dimitri Mattiello, dopo aver fatto suoi gli insegnamenti di Gianfranco Vissani, propone una cucina tradizionale veneta alleggerita ma che nella sua rivisitazione non tradisce il territorio.

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L’intervista allo chef Dimitri Mattiello

E’ lo stesso Dimitri a raccontarci che cosa è per lui la cucina.

“Per me la cucina è rispetto della stagionalità, ricerca dell’eccellenza, cura nella scelta dell’ingrediente, recupero di ortaggi dimenticati, esaltazione del territorio”.

Che cosa ti ha lasciato l’esperienza con Gianfranco Vissani?

“Molto. Vissani mi ha consentito di conoscere la cucina regionale italiana e mi ha fatto capire come l’enogastronomia sia legata alla nostra memoria, ai nostri ricordi. La mia esperienza ad Uno Mattina è stata per me una grande palestra per costruire la mia identità di cuoco”.

Come descriveresti il tuo ristorante?

“Un ristorante dove posso esprimere me stesso e la mia cucina che è una sintesi di conoscenze delle materie prime, di tecniche innovative e di tradizione”.

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Di Camilla Rocca & Monica Viani

[Photo Credits: ©Foto cru; ©italiatavola.net]


Lorenzo Vinci

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