La Sicilia da Mille e una notte, il Jazz ed il vino: intervista a José Rallo, voce di Donnafugata.

La Sicilia da Mille e una notte, il Jazz ed il vino: intervista a José Rallo, voce di Donnafugata.
Parole e musica. Un'intervista un po' Jazz, un po' letteraria, coloratissima, in cui la Sicilia di Donnafugata si racconta non con le parole, ma con le note musicali e con la voce di José Rallo.

Di Cecilia Fraccaroli

Simbolo al femminile della magia della terra siciliana, Josè Rallo è il volto, ma anche la voce, di Donnafugata, azienda di famiglia, produttrice, tra gli altri, del celebre Ben Ryé.

Famiglia Rallo

Josè, laureata con lode in economia e commercio a Pisa, è mamma di due bimbi ed oggi lavora nella propria azienda insieme al fratello ed ai genitori.

Jose e bimbi

Come ha coniugato il lavoro, le proprie passioni –musica e cultura- e la vita privata? Josè ha avuto un’intuizione unica, la stessa che è alla base di molte iniziative geniali: fondere tutto quanto insieme.

Bimbo Ferdinando

Nel corso degli anni Donnafugata ha ospitato nelle proprie cantine di Marsala i concerti di Pat Metheny, dei Manhattan Transfer e di John Scofield, ed ha ispirato Journey to Donnafugata, la partitura in chiave jazz delle musiche del Gattopardo. Nel 2002, da un’idea del marito Vincenzo Favara, nasce “Donnafugata Music & Wine Live“, di cui José è produttrice e voce solista.

Cover 2

Magiche sono le sue “degustazioni in jazz”, esperienze multisensoriali in cui, da produttrice-cantante, Josè abbina le sensazioni di un vino alle emozioni di un brano musicale. Una splendida voce lei, un percussionista il marito, insieme raccontano i vini di Donnafugata in musica. E con una band di amici organizzano tournée “eno-musicali“.

Jose registra2

I generi di musica sono ampi, come i profumi della sua terra –la Sicilia– e vanno dal Jazz alla musica brasiliana. Josè si è esibita nei diversi continenti, promuovendo raccolte di fondi con finalità etiche e benefiche. Ha realizzato due cd e numerosi concerti, dei quali celebri sono quelli al Blue Note di Milano, di New York ed sugli stage di Shangai e Pechino.
Lasciamo adesso che sia José a raccontarci questa storia…

• Josè, quando tuo marito ti ha spiegato la sua idea, “Donnafugata Music & Wine Live“, che cosa hai pensato? Ne sei stata subito entusiasta?

La musica è una delle grandi passioni che mi unisce a mio marito e quella brasiliana, in particolare, è quella che ci ha fatto incontrare ed innamorare!

Jose e Antonio

Presto giunse la nostra prima jazz band ed i tour di concerti in Sicilia, con importanti solisti del calibro di Franco Cerri ed Irio De Paula. Dopo la nascita dei nostri bambini, mio marito si presentò con un nuovo progetto: tour nazionali ed internazionali sponsorizzati da Donnafugata. Nasce così “Donnafugata Music&Wine“. Un progetto di Musica e Vino che porta i prodotti dell’azienda nei luoghi dove al cibo si abbina la musica dal vivo. L’entusiasmo è stato tanto sin dall’inizio e posso dire che è andato crescendo, visto il grande successo.

Jose registra2

• Come nasce poi l’idea delle “degustazioni in Jazz?”

L’idea delle “Degustazioni in Jazz” nasce dopo i primi concerti dal vivo del “Donnafugata Music&Wine”, e si perfeziona con l’incisione del primo CD.

Vinitaly

Ad ogni brano musicale suonato dalla band e da me interpretato sul palco ho cominciato ad abbinare la degustazione di un vino. Il pubblico presente in sala ha un calice in mano e può degustare ascoltando la musica. Il ritmo e la melodia del brano riflettono, sottolineano, amplificano le sensazioni che il vino è in grado di dare. Ho riscontrato via via nuovi successi per questa formula sempre più raffinata e coinvolgente: un’esperienza multisensoriale indimenticabile!

musica

• Fino al momento in cui hai fuso la tua passione per la musica a quella per il vino che produci, come davi voce ad entrambe? Riuscivi a dedicarti comunque alla musica?

La musica è nata con me, ed io ho sempre cantato. Durante la mia esperienza universitaria, cantavo da contralto in una corale di 80 elementi. Un’esperienza che è stata una scuola di vita. Imparare a fare squadra, anche con chi canta meno bene, mettere la propria voce al servizio di un tutto. A quel tempo la musica era qualcosa di più intimo per me. Poi quando ho iniziato a lavorare non ho più cantato.
Dopo il rientro in Sicilia ed il matrimonio, sono diventata una solista: è qualcosa di molto più impegnativo anche dal punto di vista emozionale. Salire sul palco (come dimenticare il Blue Note di New York!) accanto a musicisti professionisti di un certo livello… non l’avevo mai neppure immaginato!

• Immaginando i profumi della tua terra e del Mediterraneo, la zagara, gli agrumi, le erbe… quale brano musicale ti viene in mente d’istinto?

Uno dei miei brani preferiti, anche perché mi fa pensare immediatamente alla mia terra, è Sicily di Pino Daniele.

Pantelleria

Adoro cantare sulle musiche di Chick Corea, grandissimo pianista jazz, e cantare i testi fantastici di Pino. “Un posto ci sarà fatto di lava e sale”, ” dove la gente sa che è ora di cambiare”. Un misto di profumi, sapori e speranza. Proprio quello che vuoi trovare nella musica e… nel vino.

• La vostra cantina sorge, grazie alla volontà di tua madre, in un piccolo borgo nel territorio del Belice, nel cuore della Sicilia sud-occidentale, proprio dove fu ambientato Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

tenuta

Qui c’è uno splendido giardino, voluto da te per accogliere amici e amanti del vino, e diventato un vero e proprio salotto letterario internazionale. Nel vostro giardino si sono infatti riuniti molti degli scrittori insigniti del premio letterario “Tomasi di Lampedusa”: Claudio Magris, Tahar Ben Jelloun, l’indiana Anita Desai… è il tuo amore per la cultura che ha dato vita anche a questo progetto così appassionante?

Il Gattopardo è qualcosa di grandissimo. Un romanzo che ho letto innumerevoli volte, un film che ho sempre guardato con rinnovato stupore. Quello che incanta del Gattopardo è la sua universalità. Ho trovato estimatori in ognuno dei Paesi dove sono andata a presentare i miei vini. E’ il libro della letteratura italiana più tradotto al mondo. Ecco perché la mia azienda si chiama Donnafugata, perché i miei genitori hanno voluto legarsi alla Sicilia universale e riconosciuta internazionalmente. Sentire parlare del Gattopardo dagli autori (italiani, israeliani, marocchini, indiani, … ) insigniti del Premio “Tomasi di Lampedusa” è stata una sorpresa ed una conferma della unicità di questa opera, ancora così amata ed attuale. L’amore per la cultura in questo caso si è trasformato in amore per il territorio.

Cantina Contessa Entellina

• L’amore e la passione per la cultura sono declinati ovunque, anche nei vostri vini, ognuno dei quali, tra l’altro, è contraddistinto un’etichetta particolare, nata dal bozzetto di un artista per esprimere il carattere del singolo vino.

sherazade

Ci racconti la tua etichetta preferita?

Vino è cultura anche per tutto ciò che necessita al suo racconto. Dal nome all’etichetta, elementi che trasferiscono al consumatore suggestioni su quello che troveranno in bottiglia. L’etichetta, la sua immagine, deve rappresentare la terra da cui proviene il vino, i suoi colori, profumi… La mia preferita? Quella del Mille e una Notte.
Disegnata da mia madre Gabriella dopo una zuffa con mio padre Giacomo. Lui le fece assaggiare quel vino, e lei esclamò “che favola, questo è un vino da mille e una notte!”. E per convincere mio padre che quello era il nome giusto, mia madre disegnò l’etichetta: il palazzo di Donnafugata del Gattopardo, quello di Santa Margherita Belice, luogo dell’innamoramento fra Angelica e Tancredi, un cielo blu notte ricco di stelle e di promesse… quelle che solo un vino così elegante può soddisfare.

Milleunanotte

 

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