Gluten Free Expo 2016: un nuovo successo

Gluten Free Expo 2016: un nuovo successo

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Tutte le novità della nuova edizione del Salone Internazionale del Mercato dei Prodotti Senza Glutine.

di Monica Cazzaniga

Anche quest’anno si è tenuto a Rimini dal 19 al 22 novembre il consueto appuntamento dedicato al mondo del senza glutine, mercato in continua espansione, stand, showcooking, conferenze e lavoratori si sono susseguiti durante i quattro giorni dedicati alla manifestazione. In questa edizione al Gluten Free Expo, oltre ad alcuni storici espositori, se ne sono affiancati di nuovi ed è stato aperto anche a realtà provenienti dall’estero, precisamente dall’Europa, dall’America Settentrionale e Meridionale ed infine dall’Asia.

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I produttori hanno presentato i loro prodotti e le novità in commercio dal 2017, mostrando sempre più un mercato differenziato soprattutto per quanto riguarda le farine prive di glutine. Se infatti nei primi anni vi era una netta maggioranza di persone propense ad utilizzare mix dietoterapeutici già pronti (ad esempio mix per pane, mix per pasta frolla, mix per pasta fresca), si sta intraprendendo una strada verso un’alimentazione più sana e naturale, dove i consumatori preferiscono indirizzarsi verso le materie prime, ovvero le farine in purezza, creando poi nelle loro cucine delle miscele capaci di soddisfare le loro esigenze e soprattutto prive di ingredienti poco salutari.

Altro punto riguardante le materie prime è una netta ricerca di alternative al riso e mais, sovra-consumati dai soggetti affetti da problemi con il glutine, soprattutto negli anni ’90 quando la conoscenza in materia e le persone affette erano in percentuali molto più basse rispetto ad oggi, pertanto la scelta era parecchio limitata. Abbiamo trovato parecchi stand che offrivano farine ma anche prodotti finiti (quali pasta e snack), realizzati con farina di quinoa, teff e farine di legumi (ceci, lenticchie e piselli), queste ultime tra l’altro caratterizzate da un indice glicemico molto basso, a differenza invece di altre.

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Perchè è utile variare le farine?

Per quale motivo sarebbe pertanto utile variare le farine? Prima di tutto per una questione fisica, per avere una dieta il più possibile varia senza sovraccaricare il fisico con sempre i medesimi alimenti ma anche perché, nel caso della celiachia, spesso accade uno sviluppo di altre malattie autoimmuni, quali il diabete di tipo 1, pertanto l’utilizzo di prodotti realizzati con farine differenti da mais e riso che hanno indice glicemico più alto può essere d’aiuto a tenere sotto controllo il problema.

Il marchio L-Free, il senza lattosio

Durante la manifestazione è stata poi presentata la novità del Lactose Free Expo che si terrà nel 2017 in concomitanza appunto col Gluten Free Expo. Infine AILI, l’Associazione Italiana Latto-Intolleranti, ha presentato in anteprima italiana ed europea, il marchio L-Free.

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Di cosa si tratta? Non è altro che un simbolo che indicherà i prodotti privi di latte o di lattosio, come la spiga barrata indica quelli privi di glutine. In questo caso però il simbolo presente sui prodotti potrà essere di due tipologie: su fondo azzurro indicherà i prodotti alimentari, farmaceutici ed integratori privi di lattosio, mentre su fondo verde quelli privi di lattosio, latte e derivati.

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L’intolleranza al lattosio e quella alla caseina

Questo perché le intolleranze legate ai latticini possono essere di due tipologie. Quelle al solo lattosio, ovvero lo zucchero contenuto nel latte, e quelle alla caseina che comprende tutte le proteine del latte. Pertanto coloro che soffrono di intolleranza al lattosio possono consumare alcuni prodotti derivati dal latte in forma delattosata o sopra una determinata stagionatura, oltre la quale questo zucchero sparisce. Chi invece soffre di intolleranza al latte non potrà consumarlo nè in purezza, nè in prodotti semilavorati (quali formaggi, yogurt, prodotti da forno contenenti latte) e neanche in prodotti delattosati.

Anche questa edizione ha pertanto attirato l’attenzione verso un problema in forte espansione legato all’alimentazione e, con la presentazione del marchio L-Free, si è fatto anche un passo avanti verso una miglior identificazione dei prodotti privi di latte e lattosio, proprio come avviene per quelli privi di glutine.

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di Monica Cazzaniga

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Lorenzo Vinci

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