Grignolino d’Asti DOC: fra i giganti, un rosso piemontese atipico, delicato e fresco

Grignolino d’Asti DOC: fra i giganti, un rosso piemontese atipico, delicato e fresco
Un vino rosso piemontese dalla grande qualità, la cui fama è spesso offuscata dagli altri rossi dell'astigiano.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Il Grignolino d’Asti Doc: storia e zona di produzione

Il Grignolino d’Asti DOC è un vino rosso piemontese di grande tradizione ma che spesso non gode della considerazione e della fama commisurate al suo valore qualitativo e alla sua personalità. È un’antica varietà autoctona, coltivata soprattutto nella zona collinare della provincia di Asti, che ne rappresenta la vera culla d’elezione.

È un vino rosso atipico, che si caratterizza per delicatezza, freschezza e raffinatezza, piuttosto che per potenza e intensità aromatica. Questo suo carattere elegante e schivo lo ha sicuramente penalizzato in favore dei grandi rossi piemontesi: Barolo, Barbaresco, Dolcetto e Barbera. Tuttavia negli ultimi decenni è stato riscoperto da molti produttori, che ne propongono versioni in purezza di notevole interesse e qualità.

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Il vitigno e le caratteristiche del Grignolino d’Asti Doc

Il grignolino è un vitigno a bacca rossa autoctono del Piemonte, che ha trovato da secoli la sua dimora d’elezione nella zona collinare dell’astigiano e nel Monferrato. Il suo nome si fa tradizionalmente derivare dall’espressione dialettale piemontese “grignole” ovvero vinaccioli, poiché i suoi acini ne sono particolarmente abbondanti. Ha una discreta vigoria e produce quantità abbastanza elevate. Non è facile da coltivare per la sua sensibilità a molte malattie della vite e al marciume, anche per via dei suoi grappoli molto compatti. Predilige le esposizioni soleggiate e i terreni poveri, sabbiosi, asciutti e ben drenati.
In passato veniva spesso vinificato con altre uve del territorio, la barbera e la freisa, ma in purezza regala vini dal profilo caratteristico e molto particolare. Il vino Grignolino ha un colore rosso rubino tendente al granato piuttosto scarico, quasi da risultare trasparente. Al naso si apre con un bouquet dai delicati profumi di rosa e fiori secchi a cui si aggiungono note di piccoli frutti di bosco e nuances speziate. Al palato è piacevolmente scorrevole, di medio corpo con fine trama tannica e buona acidità. Sul finale chiude con una caratteristica nota amarognola.

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Il grignolino d’Asti Doc: la Denominazione e il Consorzio

Il vino Grignolino d’Asti è stato riconosciuto con la Denominazione d’Origine Controllata nel 1973. Il disciplinare definisce la zona di produzione nei territori dei comuni in provincia di Asti di: Agliano, Antignano, Asti, Azzano, Belveglio, Calliano, Casorzo, Castagnole Lanze, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Castello d’Annone, Castelnuovo Calcea, Cerro Tanaro, Castiglione, Costigliole, Grana, Grazzano, Isola, Moncalvo, Montaldo Scarampi, Montemagno, Mombercelli, Montegrosso, Mongardino, Penango, Portacomaro, Refrancore, Revigliasco, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro, Scurzolengo, Tonco, Viarigi, Vigliano e Vinchio. La base ampelografica è fissata in un minimo del 90% di grignolino e un massimo del 10% di freisa. Il titolo alcolometrico minimo richiesto dal disciplinare è del 10,50%.
Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato si occupa della tutela e della promozione di tutti i vini dell’associazione, compreso il Grignolino d’Asti DOC e di far conoscere lo splendido territorio delle campagne dell’astigiano e del Monferrato, che offrono numerose attrattive di carattere naturalistico, storico e culturale.

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Temperatura di servizio e abbinamenti del Grignolino d’Asti Doc

Il Grignolino d’Asti DOC si può degustare a una temperatura di 16/18 °C, ma anche e una temperatura leggermente più bassa di 14/16 °C, nel casi di abbinamenti con zuppe di pesce. Il Grignolino è un vino rosso molto versatile a tavola, si sposa bene con un tagliere di salumi, con primi piatti di pasta o minestre, secondi piatti di carni bianche o con zuppe di pesce.

[Photo Credits: ©Barolo & Co.; ©worldwinepassion]

Lorenzo Vinci

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