“Il Ghiottone viaggiatore” di Monica Cesari Sartoni

“Il Ghiottone viaggiatore” di Monica Cesari Sartoni

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Lasciamoci trasportare dalle parole dell'autrice Monica Cesari Sartoni che ci accompagna in un viaggio alla scoperta della gastronomia regionale italiana.

di Mariagrazia De Castro

Lo stretto legame tra enogastronomia e turismo è ben espresso dal turismo enogastronomico che identifica il modo di fare turismo conoscendo le destinazioni, i luoghi, i territori attraverso le specialità e le tipicità enogastronomiche locali.

L’enogastronomia è motivo di turismo, il cibo attrae, il mercato del turismo enogastronomico è in crescita e la concorrenza tra le destinazioni turistiche enogastronomiche è bassa poiché le peculiarità di una località sono uniche e non rinvenibili altrove dal momento che riconosciamo che una pietanza regionale è risultato non solo delle materie agricole locali ma anche delle metodiche di lavorazione e trasformazione, della cultura materiale e della tradizione.

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Il prodotto agroalimentare tipico è dunque definibile come:

“esito di un processo storico collettivo e localizzato di accumulazione di conoscenza contestuale che si fonda su di una combinazione di risorse territoriali specifiche sia di natura fisica che antropica che dà luogo a un legame forte, unico e irriproducibile col territorio di origine” (Andrea Marescotti, 2006)

Si viaggia alla scoperta di itinerari circoscritti come le strade del vino e dell’olio Costa degli Etruschi o in esplorazione di vaste zone enogastronomiche identitarie della cucina romagnola o piuttosto di quella maremmana. In entrambi i casi – sia se l’elemento di ricomposizione territoriale è il singolo prodotto tipico locale e identitario dell’eccellenza o piuttosto l’ambiente, il paesaggio e i profumi e i colori della cucina di tutto un territorio omogeneo – la meta enogastronomica è meta turistica da scoprire attraverso degustazioni, esposizioni, spazi museali dedicati.

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Il turista enogastronomico assaggia, gusta, acquista prodotti tipici ma concilia gli interessi gastronomici con la scoperta dei luoghi, la visita a musei, preesistenze architettoniche e siti naturalistici, con lo shopping, con la partecipazione a eventi musicali e sportivi, con lo svago.

A questo turista enogastronomico si rivolge Monica Sartoni Cesari con “Il ghiottone viaggiatore” guida alle specialità regionali italiane.

L’Italia è uno dei Paesi che può vantare una ricchezza di specialità regionali forse non tutte ancora note e sono molti i prodotti – dai vini ai formaggi – di forza, veicolo di traino dell’immagine nel mondo dell’Italia.

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Il libro della Sartoni Cesari non è un libro di ricette anche se per ogni regione è indicata la ricetta più rappresentativa che dimostrano e confermano il cibo come elemento di identità culturale, come valenza simbolica che contribuisce alla definizione del senso d’appartenenza e dell’identità sociale.

E “Il ghiottone viaggiatore” è, stando alle parole dell’autrice – giornalista e scrittrice di gastronomia e anche direttore didattico della Scuola della Cucina Italiana – un dizionario delle specialità regionali che ogni “gastroturista” dovrebbe portare con sé.

Attenzione a non dare alla parola “dizionario” un’interpretazione letterale perché nel libro della Sartoni Cesari, non abbiamo solo l’elenco delle specialità tipiche dalla Lombardia alla Campania, dal Veneto alla Sicilia, ma siamo di fronte a un “leitmotiv” ben identificabile nella necessità di porre maggiore attenzione al prodotto tipico di fronte alle tendenze di globalizzazione e standardizzazione del gusto.

Un’attenzione che è valorizzazione non solo del singolo prodotto locale ma anche del contesto territoriale e geografico. 

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