Ratafià: l’infuso alcolico italiano nato più di 400 anni fa

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Ratafià: l’infuso alcolico italiano nato più di 400 anni fa

Nato nel 1600 nel monastero di Santa Maria della Sala, la ratafià è oggi uno dei liquori più antichi, apprezzato in tutta Italia.

Il territorio di provenienza e la storia della Ratafià

Di quasi certa paternità piemontese, la ratafià, conosciuta anche come ratafia o ratafiat, risulta essere nata intorno al 1600 dall’Ordine Cistercense nel monastero di Santa Maria della Sala, ad Andorno Micca, in provincia di Biella. Da lì, si è poco a poco diffusa sia nel paese stesso sia travalicando i confini verso altre regioni dell’Italia centrale, in particolare quella abruzzese, di cui ben presto è diventato un prodotto agroalimentare tradizionale italiano.

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Le caratteristiche e gli ingredienti del liquore ratafià

Dolcissimo, succoso e fruttato liquore preparato con visciole intere o snocciolate, Montepulciano d’Abruzzo o vino rosso in generale, alcol e zucchero, la ratafià è caratterizzata da diverse varianti da Nord a Sud, con ingredienti diversi a seconda delle ricette contadine che possono prevedere per esempio l’utilizzo di ciliegie nere come in Piemonte o la grappa come base i partenza. Questo apprezzato digestivo dal retrogusto fruttato e dal colore rosso-violastro, menzionato anche da Gabriele D’Annunzio, possiede un profumo unico che rimanda immediatamente ai frutti di bosco e che può essere modificato a seconda della ricetta locale utilizzata per prepararlo: in alcune zone del Lazio, per esempio, si è soliti aggiungere qualche goccia di caffè, oltre che cannella e vaniglia. Due sono le ipotesi che tentano di spiegare il nome di questo liquore: la prima, allude alla formula latina “Pax rata fiat”, ovvero “La pace è fatta” che, pronunciata dai capi militari, sanciva l’accordo di pace tra due potenze belligeranti, attraverso un brindisi a tavola con questo particolare liquore. Un’altra ipotesi è quella che richiama la formula di suggello utilizzata al termine della stipula di notarili o accordi commerciali, al suono di “Ut rata fiat”, cioè “ratificato”. La Ratafià è un liquore ideale da degustare come fine pasto, magari insieme ai dolci o anche come bagna per il pan di Spagna.

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La ricetta della Ratafià

Ingredienti

  • 800 g di visciole mature
  • 1 litro di vino rosso (Montepulciano)
  • 500 g di zucchero
  • 300 ml di alcol a 90°

 

Procedimento

1- Lavare le visciole ed eliminare il picciolo tagliandole in due, mettetele insieme al vino in un recipiente di vetro piuttosto grande che chiuderete ermeticamente e da esporre al sole per circa quaranta giorni, lasciando fermentare il tutto e rimestando periodicamente.

2- Trascorso questo tempo, filtrate il composto e aggiungete lo zucchero e l’alcol.

3- Mescolare bene e lasciate macerare per due settimane in luogo fresco, poi filtrare e imbottigliare.

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