Il Trapizzino: dalla capitale un angolo gastronomico di paradiso

Il Trapizzino: dalla capitale un angolo gastronomico di paradiso

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Un concentrato della cultura gastronomica romana e uno degli street food più in voga tra gli appassionati della cucina di strada.

Il Trapizzino e la sua storia

Lontano anni luce da un tramezzino, molto più innovativo di una pizza, meno caro di un piatto tipico romano: stiamo parlando del Trapizzino, una specialità gastronomica frutto dell’idea di Stefano Callegari, pizzaiolo 100% romano con ambizioni imprenditoriali. L’intuizione è stata quella di creare un prodotto gastronomico che coniugasse due delle passioni di Stefano, ovvero l’amore per la pizza e la venerazione per la cucina tipica della propria terra, quella romana: è così che è nato il Trapizzino, diventato negli ultimi tempi uno degli street food più in voga tra gli appassionati della cucina di strada, oltre che tra i più buoni in città.

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Che cos’è il trapizzino

Il Trapizzino rappresenta con la sua piccola mole un assaggio della cucina gastronomica locale romana. Ma come si presenta esattamente questo Trapizzino? E’ una sorta di scrigno succulento, una tasca di pizza bianca a triangolo chiusa sui lati e realizzata con lo stesso impasto di farina di grano tenero e lievito, farcito con i condimenti simbolo della gastronomia capitolina e di altre cucine, anche internazionali. Dalla lingua in salsa verde alla coda alla vaccinara, dalle polpette al sugo allo zighinì, dal picchiapò alla trippa alla romana, i ripieni racchiusi in quest’angolo gastronomico di paradiso potrebbero essere praticamente infiniti e la varianti ancora di più.

Materie prime di grande qualità come il lievito madre centenario e le farine macinate a pietra, una tasca gustosa che rappresenta il genio e l’abilità di Stefano Callegari, riuscito a valorizzare la tradizione della cucina popolare romana trasferendo le ricette locali in un prodotto bello e buono, così da permettere a tutti di assaporare i classici della cucina locale, nazionale e internazionale. Croccante e morbido allo stesso tempo e preparato con ingredienti freschi, il Trapizzino è un prodotto lontano da ogni tipo di ristorazione tipica del fast food, in quanto interamente artigianale. Dopo essere nato nelle vie della capitale, il Trapizzino è ormai pronto per salpare oltre oceano, essendo diventato un’istituzione, oltre che un interessante esempio di food design.

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[Photo Credits: www.facebook.com/trapizzino/]

Il trapizzino oggi

Dalla voglia di offrire un’esperienza di gusto autentica con preparazioni fatte sul momento nasce quindi il Trapizzino di Stefano che, abbandonata la divisa da assistente di volo dopo 15 anni, rimette le mani in pasta e torna alle origini, quando faceva il pizzaiolo. Spolverando il vecchio sogno di aprire un locale tutto suo, dopo diversi esperimenti Stefano inaugura così il primo locale dedicato al Trapizzino, nello storico quartiere di Roma, Testaccio.

Dal 2008, anno della nascita di questo particolare triangolo di pizza, il Trapizzino continua a stupire i palati di tutto il mondo, avvicinando sempre più appassionati alla cucina tradizionale romana, quella di una volta, quella dei piatti tipici e delle preparazioni lunghe e saporite, quella che soddisfa la pancia senza mai dimenticare l’importanza di materie prime di qualità.

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La Ricetta del Trapizzino

Ingredienti

  • 200 g di lievito madre
  • 1 lt di acqua
  • 2 g di lievito di birra
  • 1,3 kg di farina 00 macinata a pietra
  • 30 g di olio Evo
  • 26 g di sale fino di Sicilia

Preparazione

1- Sciogliere i due lieviti in una ciotola con l’acqua.

2- Versare lentamente la farina, poco alla volta e continuare a mescolare l’impasto.

3- Aggiungere il sale e solo all’ultimo l’olio.

4- Lavorare l’impasto fino a quando non risulterà morbido e setoso e lasciare riposare in frigo per 24 ore circa.

5- Ultimata la prima lievitazione, stendere la pagnotta su un piano da lavoro precedentemente infarinato e poi su una teglia già unta.

6- L’impasto richiederà un’altra ora di lievitazione, a temperatura ambiente.

7- Dividere idealmente la focaccia in quadrotti senza però staccarli l’uno dall’altro e cuocere in forno già caldo a 300 gradi per circa 10 minuti.

8- A fine cottura e solo quando si saranno raffreddati, tagliare gli angoli dei quadrotti che diventeranno così dei golosi trapizzini pronti da farcire.

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