Mani di contadini, pensieri d’avanguardia. Intervista a Sofia Pepe

Mani di contadini, pensieri d’avanguardia. Intervista a Sofia Pepe
Suo padre, il leggendario Emidio Pepe, quando, da giovane, andava di porta in porta a vendere il suo vino, salutava i clienti che non gli ordinavano nulla con il sorriso sulle labbra ed un caloroso "Manteniamoci giovani!"

Di Cecilia Fraccaroli

Emidio Pepe

1. Un’azienda a conduzione esclusivamente familiare, fondata nel 1899, oggi gestita da tre generazioni insieme, sotto la guida del leggendario Emidio e della moglie Rosa.

trattore

Tu rappresenti la seconda delle tre generazioni all’opera in azienda, ci racconti il tuo lavoro?

Sono ormai venticinque anni che lavoro in Azienda con papà, per i primi dieci anni mi sono occupata solo della commercializzazione, poi, piano piano, ho iniziato a lavorare anche in cantina insieme a lui nella produzione e vinificazione, e quando infine ho preso piena coscienza del lavoro in vigna ed in cantina, papà mi ha dato completa fiducia: ormai sono quasi dieci anni che il vino lo faccio io …. con il suo controllo!

sofia

Attualmente nella commercializzazione dei nostri vini sono supportata da mia nipote Chiara, di 21 anni, soprattutto per quanto riguarda l’estero, mentre sono pienamente impegnata nella produzione e vinificazione dei nostri vini.

Famiglia

2. Il vostro vino è nei calici di moltissimi Paesi del mondo, America del Nord, Asia ed Australia. Eppure, siete riusciti a rimanere un’azienda artigianale. Per il cinquantesimo anniversario di attività, tuo padre, Emidio, è stato invitato a Wall Street, dove si è tenuta un’asta benefica condotta dal presidente della New York Stock Exchange, Duncan Niederauer, di un vostro raro Montepulciano del 1964. La bottiglia è stata aggiudicata per 4.100 dollari. A New York in effetti eravate sbarcati già da trenta anni, da quando Lidia Bastianich inserì le vostre bottiglie nella carta dei vini del suo ristorante. Eppure, siete “ancora contadini nel profondo”, pigiate le uve bianche con i piedi e diraspate i grappoli a mano. C’è un segreto dietro a questa apparente contrapposizione di mondi?

C’è una piena consapevolezza che soltanto rimanendo entro certi limiti di quantità si riesce ad ottenere un vino di alta qualità, e soprattutto genuino. Infatti non abbiamo nessuna intenzione di ingrandire l’Azienda, altrimenti non riusciremmo a seguire tutti i passaggi con la stessa attenzione e con gli stessi metodi che ci contraddistinguono e che ci hanno reso come siamo oggi.
Papà ha iniziato ad andare in America alla fine degli anni ’60 e, proprio come dici tu, Lidia Bastianich fu una delle prime ristoratrici che ha creduto nella filosofia di Emidio Pepe; oggi quando abbiamo festeggiato i 50 anni a New York lei ha voluto essere presente alla cena di gala per rafforzare questa lunga amicizia che ci lega a lei ed alla sua famiglia.

bottiglie

Naturalmente dopo cinquant’anni non è cambiato nulla nella produzione e nella vinificazione, perché anche le nuove generazioni nella nostra in famiglia sono convinte che questa sia la strada giusta da percorrere se si vuol fare qualità e genuinità, e soprattutto se si vuole rispettare il vino come un essere vivente e la terra come un bene prezioso.

3. Oltre alla vendemmia manuale, come abbiamo detto, anche le successive fasi di produzione dei vostri preziosi vini avvengono ancora manualmente. E’ quasi leggenda: a mano ogni bottiglia ordinata, prima di essere consegnata, viene decantata dalla signora Rosa, tua madre, e dalle collaboratrici.

rosa travasa

Allo stesso modo, sempre a mano, le bottiglie vengono tappate ed etichettate ad una ad una.

rosa etichetta

Questo patrimonio di tradizione, di storia, di sapere, secondo te, è destinato pian piano a venire meno, con il tempo, o arriverà anche ai figli dei nostri figli? In effetti sono davvero ormai rarissimi i vignaioli “virtuosi”, che ancora si dedicano personalmente a compiere attività oggi interamente delegabili a macchinari efficientissimi…

Posso assicurarti che nulla è cambiato e nulla cambierà in futuro perché sia noi, sia le nuove generazioni (i nipoti che già lavorano attivamente in azienda) siamo pienamente convinti dell’importanza di mantenere inalterate tutte le varie fasi della produzione, vinificazione e commercializzazione.

diraspatura

C’è un equilibrio che parte dalla vigna, tutti i vigneti sono molto vecchi e non vengono trattati con nessun prodotto chimico, non diamo diserbanti, pesticidi ecc, ma solo zolfo ed acqua di rame; l’equilibrio continua poi in cantina, con la pigiatura con i piedi del Trebbiano e con la diraspatura con le mani del Montepulciano, con l’uso del cemento come contenitore per la fermentazione naturale senza aggiunta di lieviti selezionati e con l’affinamento in bottiglia dei vini per trenta o quarant’anni, con la decantazione manuale di tutte le bottiglie … se venisse cambiata anche solo una piccola cosa … non avremmo più lo stesso risultato!

cantina def

La coerenza che ci ha contraddistinto in tutti questi anni ci accompagnerà anche in futuro, perché è un valore in cui crediamo fermamente.

Rosa in vigna

Per esempio, due anni fa abbiamo impiantato due ettari e mezzo di Trebbiano d’Abruzzo dalle nostre marze di vecchie vigne e come sistema di allevamento abbiamo scelto il tendone o “pergola abruzzese”: tutti ci sconsigliavano questo sistema perché non è meccanizzabile, ma non abbiamo ascoltato nessuno, perché secondo noi, in una visione futura dei prossimi cinquant’anni, il clima sarà sempre più caldo e dunque nel tendone le uve saranno sicuramente meglio riparate dal sole che nel filare, anche perché – sinceramente – non abbiamo nessuna intenzione di meccanizzare nulla né in vigna né in cantina!

emidio dal basso

4. A proposito di vignaioli “virtuosi”, hai visto sicuramente, oppure hai sentito parlare, di Jonathan Nossiter e del suo film, “Resistenza naturale”. Che cosa ne pensi?

Sicuramente un bel film, racconta al meglio la filosofia dei veri vignaioli!
…Infatti lo abbiamo proiettato quest’estate nella nostra Azienda, invitando il regista Nossiter ed alcuni produttori protagonisti del film, concludendo la serata con un bel dibattito con tutte le numerosissime persone intervenute.

5. Il vostro è, a detta dei migliori critici ed appassionati, un vino–vivo, vero, frutto di una filosofia vincente, che ha anticipato e sfidato le tendenze.

mosto

Voi infatti praticate in vigna l’agricoltura biologica, senza utilizzo di sostanze chimiche di sintesi, ma solo di preparati naturali, biodinamici, da ben prima che il termine “bio” diventasse simbolo di una moda a tutti i costi, una certificazione ambìta e –forse- un po’ abusata. Che ne pensi di questa inversione di tendenza di massa?

Penso che sia una bella presa di coscienza di molti produttori sia giovani che meno giovani dell’importanza e del rispetto profondo che dobbiamo avere verso la Terra e verso gli esseri viventi .
Ma la cosa più importante è che negli ultimi decenni c’è stata una consapevolezza grandissima da parte della clientela e del mercato in generale della fondamentale importanza della genuinità ed artigianalità dei prodotti che ogni giorno mettiamo in tavola.

uva

Mentre cinquant’anni fa mio padre veniva preso per pazzo per il lavoro che faceva … oggi gli dicono ” lei è stato un maestro, perché ha capito molto prima degli altri che il vino va rispettato come un essere vivente con i suoi tempi ed i suoi modi..”. E questo dopo cinquant’anni di lavoro e di sacrifici, rimanendo sempre coerente con la propria filosofia , anche se il 99% delle aziende andava verso altre strade. E la cosa bella è che, dopo la clientela, è arrivata anche la critica giornalistica …. che ha iniziato a premiare i nostri vini come mai aveva fatto!

emidio bottiglie

Per quanto riguarda l’abuso che si fa oggi del “bio” e del “naturale”, sono sicura che, se un produttore non applica questi princìpi perché fermamente convinto… alla prima difficoltà che la Natura ti presenta (e la Natura ogni anno ti mette a dura prova!) abbandona il campo per tornare sulla strada più semplice del convenzionale!

mani

6. Dal 21 al 23 febbraio hai portato il tuo vino e la tua azienda a Live Wine 2015, il Salone Internazionale del Vino Artigianale, che si è tenuto a Milano. Qual è il significato oggi, per chi non la conosce, di questa rassegna, e del prendervi parte?

Live Wine non è la prima manifestazione a cui partecipiamo di questo genere, ormai da diversi anni ne facciamo parte e siamo presenti con grande entusiasmo perché la clientela che troviamo è fantastica! E’ affamata di conoscenza, curiosa di sapere il lavoro che c’è dietro ogni bottiglia e desiderosa di conoscere chi fa il vino: sicuramente questo ci da molte soddisfazioni! Un valore aggiunto importante che la clientela trova in questi eventi è la presenza dei produttori, che raccontano la loro vita e la passione che mettono in tutto quello che fanno (e non invece la presenza del direttore commerciale di qualche multinazionale con giacca e cravatta che è dietro il banco solo per vendere!!!).
Milano è una location importante perché un evento di queste dimensioni, così coinvolgente nei confronti di tutta la città, sia di giorno che di notte, forse non era mai stato organizzato nel mondo dei vini naturali. Ma sicuramente una scelta ben studiata e azzeccata in vista dell’Expo 2015!

7. Chiudiamo l’intervista con un augurio, “Manteniamoci Giovani!”, che ne dici?

Migliore augurio non potremmo fare… d’altronde la salute è la cosa più bella che si può augurare!
“Manteniamoci giovani”, infatti, è diventato il titolo del libro che Sandro Sangiorgi ha scritto sulla vita e sui vini di Emidio Pepe, ricordando che, nei suoi primi anni di lavoro, quando mio padre andava a vendere i suoi vini, salutava i clienti che non ordinavano nulla con il sorriso sulle labbra ed un caloroso ” Manteniamoci giovani”!

paesaggio

(Per tutte le immagini si ringrazia Sofia Pepe).

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