Krapfen trentino e bombolone toscano: varianti di un dolce principe del Carnevale

Krapfen trentino e bombolone toscano: varianti di un dolce principe del Carnevale
Importato da Oltralpe e amato in tutta Italia, non può mancare tra i dolci della festa.

di Marco Marangoni.

Che si chiami krapfen, bombolone o bomba poco importa, tutti abbiamo ben chiaro in mente e sul palato di quale golosità si sta parlando: un dolce di pasta soffice fritto, di forma tondeggiante e ricoperto da zucchero a velo, talvolta farcito con creme o confetture. La differenza si gioca su piccoli dettagli che hanno dato il nome e l’identità alle diverse versioni di questo dolce (originario dell’Austria) diffuse ed amate nel nostro territorio; le due più famose sono rappresentate dal krapfen del Trentino Alto-Adige e dal bombolone in Toscana.

Ecco le differenze sostanziali: il bombolone toscano non prevede l’uso di uova nell’impasto ed è rigorosamente vuoto al suo interno e dunque privo di farcia come invece accade per il krapfen.

L’origine del krapfen

Le prime attestazioni del krapfen risalgono al 1600 e ci portano a Graz, nel cuore storico e geografico della pasticceria austriaca, la quale ha da sempre “fatto scuola” in Europa e non solo. Tra torte di panna e decori di sfarzosa dolcezza, ci fu anche spazio per un dolce tipico del Carnevale che veniva cucinato e servito per le strade: il Krapfen. Esistono diverse ipotesi sulla natura del termine con cui fu chiamato il dolce: una prima lo farebbe derivare da un termine del tedesco antico che significa “graffio, uncino”, in virtù di quella che si crede essere la forma originaria e leggermente ricurva di questa frittella.

Altri affermano invece che il nome derivi dall’inventrice del dolce, tale Cecile Krapf. In breve tempo il krapfen conquistò Vienna per poi diffondersi nel nostro territorio.

Oggi è in Trentino Alto-Adige che si possono gustare –non solo a Carnevale- i tradizionali krapfen, magari riempiti di marmellata come vuole la primissima ricetta degli austriaci che qui, comunque, sono ancora di casa.

krapfen

Il bombolone toscano

Senza uova, privo di confettura o crema all’interno è invece il bombolone toscano. Tipico anch’esso della festività più colorata e originale – anche e soprattutto per quanto riguarda i dolci -, è diffuso e consumato abitualmente tutto l’anno. La versione lucchese fatta a ciambella, chiamata anche frate lucchese, è inserita nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Toscana. A Roma, e nel Lazio in generale, troviamo invece un’altra versione del krapfen, ovvero la bomba: simile al bombolone toscano nell’impasto, la bomba è però solitamente e generosamente riempita di crema pasticcera o cioccolato.

bombolone

[Photo Credits: turismo.intoscana.it]

Preparazione e Calorie

Appena dopo la frittura il krapfen appare di color nocciola scuro ed è rigorosamente gonfissimo e morbido. A seconda della ricetta questo dolce può avere dalle 300 alle 350 calorie per 100 grammi.

Per preparare il bombolone o krapfen si mescolano tra loro farina (meglio se manitoba), burro, uova, latte, lievito di birra e zucchero con un po’ di vaniglia e della scorza di limone. Una volta lasciato riposare si stende la massa dello spessore di mezzo centimetro, da questa ne si ricavano dei dischi più o meno spessi a seconda che li si voglia farcire o no. Questo dettaglio è fondamentale poiché anche l’Artusi ricordava come per il krapfen sia doveroso farcire prima e non dopo la cottura, per esaltare il sapore della farcitura. Così, dopo la frittura nel grasso scelto (strutto per il krapfen e olio di semi per il bombolone) e un’abbondante quanto doverosa pioggia di zucchero a velo, il Carnevale ha infine il suo re.

Carnevale-viareggio

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