L’acquacotta: un piatto povero dall’infinita ricchezza nutritiva

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L’acquacotta: un piatto povero dall’infinita ricchezza nutritiva

Un piatto di altri tempi consumato dai mandriani della bassa Maremma con ingredienti trovati nei campi. Oggi amato in tutto il mondo.

Porzioni: 6

INGREDIENTI:

  • 400 gr di pomodori pelati
  • 300 gr di bietola
  • 2 coste di sedano
  • 3 cipolle
  • 6 uova
  • aglio
  • pane casalingo raffermo a fette
  • pecorino stagionato
  • basilico
  • olio extra ergine d’oliva
  • sale
  • pepe

La ricetta originale dell’acquacotta

Esistono tante versioni di acquacotta ma la più amata e cucinata è la maremmana. Ecco la ricetta originale:

Preparazione

1- Lavate bene le verdure e tagliatele a tocchetti.

2- Scaldate circa un dito di olio in un tegame capiente e fate rosolare le cipolle tagliate a fette sottili e l’aglio schiacciato.

3- Quando la cipolla appassisce, aggiungete le verdure tagliate.

4- Fate cuocere per qualche minuto quindi aggiungete i pelati e un litro e mezzo di acqua calda.

5- Salate e lasciate cuocere con il coperto per 45 minuti.

6- A fine cottura rompete le uova direttamente nella pentola stando attenti a non romperle, si cuoceranno “in camicia” in 4 minuti.

7- Componete il piatto con due fette di pane raffermo e cospargete di pecorino grattuggiato, versate una porzione di verdure con l’aiuto di un mestolo e posizionateci sopra l’uovo.

8- Prima di servire, ultimate con una macinata di pepe e altro pecorino.

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Che cos’è l’acquacotta

L’Acquacotta, un piatto dagli antichi sapori risalente alla civiltà Etrusca, continua tutt’oggi ad essere una pietra miliare della tradizione gastronomica toscana e laziale.

Si tratta di una zuppa molto semplice, sia per il tipo di preparazione che per la reperibilità delle materie prime, che nasce nel territorio della bassa Maremma, dove i mandriani trascorrevano lunghi periodi per pascolare il gregge. Infatti è in quelle terre che tipicamente si consumava l’Acquacotta: i pastori raccoglievano le erbe che trovavano nei dintorni e dopo averle bollite le univano a un soffritto di cipolla, pancetta o lardo; il tutto poi veniva versato su del pane raffermo.

Così come i mandriani, anche i carbonai, gli operai e i contadini si nutrivano di questa pietanza, ma soprattutto erano le massaie, che per prendersi cura dei figli, erano solite preparare l’Acquacotta con le verdure del proprio orto; infine insaporivano il tutto aggiungendo olio extra vergine d’oliva, del pepe e qualche uovo.

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Il territorio di provenienza dell’acquacotta

Ma parliamo della Maremma che abbraccia le regioni della Toscana e del Lazio. L’area è suddivisa in tre macro aree e comprende gran parte delle province di Livorno, Grosseto e la parte nord-occidentale della provincia di Viterbo.

Questa lingua di terra ha la peculiarità di essere unica grazie alla diversità del suo territorio: il litorale vanta lunghe spiagge sabbiose e un mare cristallino, la fascia centrale alterna prevalentemente paesaggi rurali ad un panorama collinare e a tratti boscoso, interrotto da zone montuose e promontori. E’ in questo territorio che nasce e si radica l’acquacotta.

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Le varianti dell’acquacotta

In base al periodo dell’anno la ricetta di questa zuppa variava nelle verdure utilizzate, e a seconda anche della disponibilità economica veniva arricchita con della carne o del baccalà.

Per questo motivo si possono trovare tante ricette e varianti dell’Acquacotta: tra le più comuni troviamo la grossetana, ad esempio, che viene preparata con i peperoni, quella senese o aretina in cui vengono aggiunti i funghi porcini e quella viterbese che si differenzia per la mancanza del soffritto e l’aggiunta delle patate e della cicoria.

Calorie

Si contano circa 375 Kcal a persona a persona.

Abbinamento vino

Per finire, possiamo abbinare all’Acquacotta un vino di media struttura, come il Morellino di Scansano.

[Photo Credits: www.unpezzodellamiamaremma.com; www.mangiaguardagodi.it]

Lorenzo Vinci

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