Partire dalla cucina per spiegare la lingua italiana? Perché no!

Partire dalla cucina per spiegare la lingua italiana? Perché no!

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Partire dalla cucina per spiegare la lingua di un popolo: questa è la sfida del libro Linguistica e cucina di Anna Martelotti. Scorpiamolo.

Anna Martellotti, filologa e profonda conoscitrice della gastronomia medievale, pubblica con Leo S.olschki Editore il libro Linguistica e cucina capovolgendo le coordinate della moderna scienza linguistica date da Ferdinando de Saussure agli inizi del secolo scorso, secondo il quale “oggetto di studio della linguistica deve essere la lingua, escludendo (…) etnologia, storia, politica (…)”.

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Per l’autrice, invece, la lingua è legata in modo indissolubile a elementi esterni e tra essi, immancabile è la cucina. La cucina scritta, la trattatistica culinaria, svolge per l’autrice un ruolo essenziale di diffusione, ma non si deve dimenticare il “non scritto”, la trasmissione orale, le consuetudini e i procedimenti. Se la lingua è sistema (questo come lezione saussariana) la individuiamo così a un altro sistema (di valori e conoscenze) che è la gastronomia perché “ogni singola cucina può essere vista come un ben strutturato sistema in cui vari elementi sono strettamente correlati fra loro”.

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La fonetica degli ingredienti

Il lessico dei piatti

Il pasto come segno

A ciò si aggiunge un significativo approfondimento sui ricettari, come documentazione scritta, che l’autrice definisce come “vocabolari specialistici” dei quali “gli utenti sono in primo luogo i cuochi, e questo sembra giustificare la scrittura veloce che caratterizza specialmente i testi più antichi, quasi appunti per la memoria di chi sa benissimo come procedere”.

Un’altra originale scelta che denota, da parte della professoressa Martellotti, grande competenza ma anche passione nella stesura di questo trattato, è l’aver anche dedicato spazio alle cucine morte. L’autrice assimila il concetto di lingua morta – come sistema linguistico non più in uso – alla cucina morta intesa come civiltà culinaria del passato da ricostruire in assenza di testimonianze dirette. E così parte dalla cucina romana e ripercorre la cucina dei normanni di Sicilia.

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E come perdersi la storia linguistica della mortadella che parte dall’etimologia contenuta nella Grande enciclopedia di Guarnaschelli Gotti e molto altro ancora?

Una ricostruzione semantico gastronomica molto attenta, tra affinità culturali e analogie, nella consapevolezza di argomentare di sistemi – linguistici e gastronomici – complessi caratterizzati da molti elementi e interconnessioni.

 

Anna Martellotti, Linguistica e cucina, LEO S.OLSCHKI EDITORE, 2012, pp.169.

 

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