Maltempo: agricoltura in ginocchio. La Puglia chiede lo stato di calamità

Maltempo: agricoltura in ginocchio. La Puglia chiede lo stato di calamità
Coldiretti: “Alcuni aumenti di prezzo sono ingiustificati. Occhio a provenienza e stagionalità."

di Irene De Luca

La neve copiosa ed il maltempo nel Mezzogiorno non hanno solo creato disagi ai cittadini ma soprattutto al settore agricolo messo in ginocchio dalle temperature inaspettate. Le coltivazioni sono state letteralmente bruciate dal freddo e questo porterà ripercussioni sull’intera economia agraria di queste zone: danni che, secondo una stima Coldiretti, nella sola Puglia, si contano nell’arco di 120 milioni di euro.

A tal proposito la giunta regionale pugliese ha oggi approvato “la dichiarazione dello stato di crisi in agricoltura per tutto il territorio regionale, a seguito delle eccezionali avversità atmosferiche del 5, 6 e 7 gennaio”. Lo comunica la Regione Puglia, evidenziando che

“il documento regionale chiede al ministero delle Politiche agricole la declaratoria dello stato di calamità naturale in considerazione dei gravi danni causati al patrimonio agricolo e zootecnico pugliese”.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Leo Di Gioia, ha infatti sottolineato che:

“la situazione è gravissima in gran parte delle zone rurali dei comuni di tutte le sei province”, e per questo è necessario “un intervento che ci consenta di attingere al Fondo di solidarietà nazionale”. L’assessore precisava di essere “certo e fiducioso che il Ministro Maurizio Martina accoglierà la richiesta in tempi rapidi”.

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Fra le coltivazioni più colpite quelle della vite e degli ulivi, le principali del Tavoliere delle Puglie. 

Migliaia di ettari di verdure pronte per la raccolta bruciate dal gelo, serre danneggiate o distrutte sotto il peso della neve, animali morti, dispersi e senz’acqua perché sono gelate le condutture, ma anche aziende e stalle isolate che non riescono a consegnare il latte quotidiano e le verdure.

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A causa del maltempo sono inoltre dimezzate le consegne di ortaggi invernali sugli scaffali. A rischio tutte le culture stagionali tra le quali alcune referenze specializzate, come i broccoletti di Anguillara praticamente introvabili.

Sottolinea la Coldiretti:

“Sono inevitabili i rifessi sui prezzi di vendita in una situazione in cui i prezzi degli ortaggi mediamente triplicano dal campo alla tavola secondo l’analisi della Coldiretti. E gli effetti rischiano di protrarsi nel tempo per i danni strutturali causati alle piante da frutto a causa del peso della neve.” – ma mette in guardia – “Alcuni prodotti però sono già raccolti da tempo come mele, pere e kiwi e non sono dunque giustificabili eventuali rincari mentre rialzi alla produzione dovuti all’aumento dei costi di riscaldamento delle serre o alla ridotta disponibilità di alcuni prodotti orticoli danneggiati dalle gelate non possono essere un alibi per speculazioni che danneggiano i produttori agricoli e i consumatori. Occorre vigilare che non vengano spacciati prodotti stranieri come nazionali per giustificare aumenti non dovuti e per fare acquisti di qualità al giusto prezzo.”

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Coldiretti: “attenti alle truffe”

A tal proposito la Coldiretti ha elaborato un vademecum per la frutta e verdura. Si consiglia di verificare l’origine nazionale per essere sicuri della stagionalità, di preferire le produzioni locali che non sono soggette a lunghi e difficili trasporti e di privilegiare gli acquisti diretti dagli agricoltori.

Gli effetti del gelo sulle tavole

Sempre secondo le elaborazioni della Coldiretti il gelo porterà:

• al taglio del 50% delle consegne di ortaggi sugli scaffali dei supermercati

• al difficile reperimento di alcuni prodotti tipici di Puglia, Basilicata, Calabria e Sardegna con diecimila aziende agricole colpite a medio e lungo termine, la maggior parte delle quali nella Regione Puglia (con 110 milioni di euro di danni).

• a danni alle coltivazioni stagionali ed in particolare: bietole, spinaci, lattuga, cavoli, finocchi, carciofi, zucchine e rape ed al conseguente aumento del prezzo degli ortaggi (che arrivano a triplicare).

• alla riduzione del 30% della produzione di latte nelle aree colpite. 

Ma attenzione:  gli aumenti su mele, pere e kiwi che sono già stati raccolti sono ingiustificati.

Si consiglia, quindi, di verificare l’origine nazionale degli ortaggi in etichetta perchè l’aumento del prezzo è giustificabile solo se si tratta di frutta e verdura nazionale e di stagione.

di Irene De Luca


Lorenzo Vinci

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