Moscato d’Asti Docg: il principe del brindisi delle Feste

Moscato d’Asti Docg: il principe del brindisi delle Feste
Uno dei più famosi vini dolci, perfetto con dessert, dolci lievitati e piccola pasticceria.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Storia e zona di produzione e territorio

Il moscato è uno dei vitigni più antichi in assoluto, che si è diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo sulle rotte delle navi greche. Dalla città di Marsiglia, fondata dai coloni Focesi, è stato portato in Liguria e poi in Piemonte. Proprio nelle terre delle attuali provincie di Asti, Cuneo e Alessandria, ha trovato un habitat perfetto per ambientarsi. Le dolci colline, con belle esposizioni ventilate e il clima fresco, permettono la maturazione di uve con corredi aromatici particolarmente intensi. Le vigne si trovano a un’altitudine compresa tra i 250 e i 650 metri sul livello del mare, su pregiati suoli di marne calcaree, con poca presenza d’argilla. Nella sua versione più famosa e conosciuta a livello internazionale, il Moscato d’Asti è spumantizzato con il Metodo Martinotti, ovvero con la presa di spuma in autoclave. I grandi recipienti d’acciaio sono riempiti con il vino base e addizionati con zucchero e lieviti, per avviare la seconda fermentazione. Quando il vino ha raggiunto un grado alcolico di circa 5%, la temperatura viene abbassata in modo da fermare la fermentazione e mantenere un residuo zuccherino, che renderà poi lo spumante dolce. Il metodo Martinotti è particolarmente adatto alla spumantizzazione delle uve aromatiche, perché permette di mantenere i profumi e gli aromi originari dell’uva e garantire una piacevole fragranza fruttata.

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Il Moscato d’Asti: vitigno e le caratteristiche

Il vitigno moscato bianco, appartiene alla numerosa famiglia dei moscati, presenti in molte regioni italiane ed europee in varie versioni, a bacca bianca, rosa o rossa e con intensità aromatica variabile a seconda del biotipo. È una delle poche uve aromatiche, ciò che presentano negli acini maturi gli stessi aromi del vino. Il nome moscato deriva della parola muscum (muschio) a indicare uno dei profumi caratteristici dell’uva. Si tratta di un vitigno d’origine greca, poi diffuso in tutto il mediterraneo durante la colonizzazione ellenica. A seguito di mutazioni e incroci spontanei, oggi sono presenti numerose varietà di uva moscato, ma il moscato bianco rappresenta la tipologia più famosa e forse più antica. È una pianta dalla buona produzione, con grappoli medi, dagli acini grandi con buccia sottile. Il vino prodotto con l’uva moscato bianco, ha un colore giallo paglierino. Il bouquet è molto intenso e aromatico, con profumi muschiati, di fiori d’arancio e pesca bianca. Può essere vinificato secco, ma si presta molto bene alla spumantizzazione o alla produzione di vini passiti.

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La Denominazione ed il Consorzio del Moscato d’Asti

Il Moscato d’Asti è stato riconosciuto con la Docg nel 2011. La zona di produzione comprende una cinquantina di comuni delle provincie di Cuneo, Asti e Alessandria, tra cui i famosi comuni di Canelli e Strevi. Secondo il disciplinare, l’Asti Spumante, l’Asti Spumante Metodo Classico, Moscato d’Asti e Moscato d’Asti Vendemmia Tardiva devono essere prodotto con il vitigno moscato bianco in purezza. Il titolo alcolometrico minimo è fissato in 9,00% per l’Asti Spumante, in 10,00% per il Moscato d’Asti, in 11,00% per l’Asti Spumante Metodo Classico e in 12,00% per il Moscato d’Asti Vendemmia Tardiva. Il Moscato d’Asti è prodotto con il metodo Martinotti, ovvero con la presa di spuma in autoclave. Il processo ha una durata minima di un mese, mentre Asti Spumante Metodo Classico deve riposare sui lieviti almeno 9 mesi prima della sboccatura. Il Moscato d’Asti Vendemmia Tardiva, prima di essere messo in commercio è sottoposto a un periodo di affinamento di almeno un anno.
Il Consorzio per la Tutela dell’Asti Docg è stato fondato nel lontano 1932 a testimonianza della grande tradizione del territorio. Tra gli scopi del Consorzio c’è la promozione e il miglioramento della produzione di Moscato d’Asti Docg e Asti Docg oltre che una serie di attività ed eventi, per far conoscere questa eccellenza a livello nazionale e Internazionale.

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Temperatura di servizio e abbinamenti del Moscato d’Asti

La versione spumante del Moscato d’Asti Docg, la più diffusa e famosa, va servita alla temperatura di 6/8 °C. Si abbina perfettamente a dessert, dolci lievitati e piccola pasticceria.

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Lorenzo Vinci
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