Nebbiolo Prima 2016

Nebbiolo Prima 2016
Le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Dall’8 al 13 maggio, in un’atmosfera da primavera autunnale, Alba ha ospitato il consueto appuntamento con le nuove annate di Barolo, Barbaresco e Roero Docg. Organizzata dall’associazione Albeisa, “Nebbiolo Prima” ha accolto circa 100 giornalisti provenienti da tutto il mondo, per cinque intensi giorni dedicati alla degustazione di Barolo 2012 e Riserva 2010, Barbaresco 2013 e Riserva 2011, Roero 2013 e Riserva 2012.

Langhe

Vitigno e territorio

Filo conduttore delle degustazioni delle diverse denominazioni è il nebbiolo, vero principe delle Langhe. Si può ormai parlare di un processo di “nebbiolonizzazione” del territorio, che ha progressivamente eliminato le altre varietà d’uva storicamente presenti, come la barbera e il dolcetto, a favore di una monocultura più remunerativa in termini economici.

Il nebbiolo è un vitigno molto esigente è così intensamente legato alla zona d’origine, da non poter essere esportato e coltivato in regioni lontane. A parte l’alto Piemonte, la zona di Carema e Donnas, la Valtellina e l’enclave sarda di Luras, il nebbiolo non è presente in altre parti del mondo con risultati apprezzabili. Anche questa sua nobile ritrosia ad adattarsi ad altri ambienti e continenti, fa parte del suo fascino e contribuisce ad alimentare il mito delle Langhe, come terra di grandi vini. Eccellenze, che nascono in un territorio da sempre vocato alla viticoltura di qualità. Langhe e Roero si trovano in una splendida zona collinare, alla latitudine di 45°, su quello che è conosciuto in Europa come il “parallelo del vino”. Le due aree, separate solo dal fiume Tanaro, in realtà, hanno origini geologiche e composizione dei terreni molto diverse tra di loro.

Le Langhe sono costituite da colline caratterizzate da suoli antichissimi, generati del Miocene (circa 15/8 milioni d’anni fa) e successivamente portati in superficie dall’innalzamento del fondale di un antico mare. Sono terre composte da marne calcareo-argillose, piuttosto compatte, con presenza di sabbie. Nella zona di produzione del Barolo, si è soliti distinguere due principali macro-aree: l’Elveziano e il Tortoniano. Appartiene all’era più antica dell’Elveziano Serralunga, con suoli caratterizzati dalle formazioni di Lequio, marne e arenarie silicee con componenti d’argilla, che donano vini potenti, strutturati e di straordinaria longevità. Sempre all’Elveziano appartengono le terre di Castiglione Falletto e Monforte, caratterizzate dalle arenarie di Diano, con sabbie compatte e stratificazioni calcaree.

I vini della zona sono profondi, austeri e destinati a un lungo invecchiamento. Al Tortoniano, appartiene la zona che da Verduno scende verso La Morra, Barolo e Novello ed è tendenzialmente caratterizzata da marne calcareo-argillose meno compatte e con presenza maggiore di sabbie. In linea generale il Barolo prodotto in questa fascia si distingue per eleganza, finezza e tannini più morbidi. Nei terreni della zona di produzione del Barbaresco, prevalgono le Marne di Sant’Agata, di colore grigio-azzurro, con una buona percentuale di sabbie, che regalano vini più delicati, fini ed eleganti.

Ancora differente il Roero. Si tratta di un territorio relativamente giovane dal punto di vista geologico, risale al Pliocene (5 milioni di anni fa). I profili collinari sono spesso ripidi e aspri, i terreni sono più leggeri, composti fondamentalmente da sabbie e arenarie d’origine marina, ricche di fossili, con minor presenza di calcare. Un terroir adatto sia alla produzione di vini bianchi, che di rossi dalle caratteristiche più sottili e delicate, meno tannici e più pronti al consumo. Questa classificazione generale poi va declinata tenendo conto delle varie Menzioni Geografiche Aggiuntive, che corrispondono ai cru francesi. Ovvero, le parcelle caratterizzate da esposizioni, microclima e composizione dei terreni particolari, storicamente conosciute come le migliori in assoluto per la viticoltura. Se a questo aggiungiamo le scelte di ogni singolo produttore, ci accorgiamo come il panorama di Langhe e Roero sia estremamente sfaccettato e ricco di infinite sfumature. Sfumature che si sono rivelate nei circa 500 vini in degustazione durante Nebbiolo Prima. Il quadro complessivo è sicuramente positivo e conferma la qualità di un terroir assolutamente straordinario, soprattutto se consideriamo, che le annate in esame non erano semplici da gestire, ma hanno premiato la capacità di chi ha saputo interpretarle al meglio.

Barolo

Barolo

L’annata 2012 non è stata tra le più facili. A fronte di un inizio d’inverno piuttosto mite, si sono riscontrate temperature molto basse, tra fine gennaio e febbraio, con gelate e abbondanti nevicate. La primavera piovosa e le alte temperature riscontrate nel mese di maggio, hanno consentito uno sviluppo vegetativo piuttosto regolare. Da giugno in avanti, l’estate è stata caratterizzata da temperature medio-alte con precipitazioni scarse. Grazie alle riserve d’acqua accumulate, le piante non hanno sofferto di stress idrico, ma certo non sono stati mesi dal buon equilibrio climatico. La vendemmia del nebbiolo è cominciata all’inizio d’ottobre, preceduta da un mese di buone escursioni termiche, che hanno contribuito ad arricchire il corredo fenolico e aromatico delle uve. I vini rispecchiano quest’andamento altalenante del millesimo. Gli assaggi si sono rivelati un po’ discontinui con leggere disarmonie, tannini ancora un po’ ruvidi e durezze a volte spigolose. Anche le Riserve 2010 sono figlie di un’annata atipica nel suo sviluppo climatico. Tuttavia sembra che il tempo d’affinamento abbia smussato il profilo dei vini verso una maggiore armonia ed equilibrio complessivo.

Gli assaggi più interessanti

  • Barolo 2012 Bartolo Mascarello
  • Barolo Briccolina 2012 Batasiolo
  • Barolo 2012 Giovanni Rosso
  • Barolo Cerequio 2012 Michele Chiarlo
  • Barolo Rocche Dell’Annunziata 2012 Mario Gagliasso
  • Barolo Rocche Dell’Annunziata 2012 Mauro Veglio
  • Barolo Bricco Rocche 2012 Ceretto
  • Barolo Parussi 2012 Massolino
  • Barolo Bussia 2012 Giacomo Fenocchio
  • Barolo Ginestra 2012 Diego Conterno
  • Barolo Brunate 2012 Giuseppe Rinaldi
  • Barolo Massara 2012 Castello di Verduno
  • Barolo Cannubi 2012 Giacomo Borgogno
  • Barolo Sarmassa 2012 Marchesi di Barolo
  • Barolo Riserva Costa di Rose 2010 Bric Cenciurio
  • Barolo Riserva Vignolo 2010 Cavallotto
  • Barolo Riserva Bussia 2010 Barale
  • Barolo Riserva Bussia 2010 Franco Conterno
  • Barolo Riserva 2010 Batasiolo
  • Barolo Riserva Monvigliero 2010 Castello di Verduno

 

Barbaresco

Barbaresco e Roero

Il 2013 è stato un millesimo tardivo. La vendemmia del nebbiolo è cominciata a fino ottobre per concludersi ai primi di novembre. A una primavera piuttosto fredda, ha fatto seguito un maggio molto piovoso con parecchi problemi in vigna. La bella stagione estiva non è comunque riuscita a recuperare il ritardo vegetativo della vite. Il nebbiolo, grazie alla sua vendemmia tardiva, ha potuto beneficiare del buon clima di settembre e ottobre, con giornate soleggiate e belle escursioni termiche, che ne hanno garantito una buona maturazione fenolica. Il Barbaresco 2013 ha risentito un po’ del clima dell’annata con vini dalle durezze spesso accentuate e spigolose, anche le Riserve 2011 rispecchiano un’annata fuori dagli schemi. Un maggior equilibrio, si può notare nei vini del Roero, per natura dal carattere meno forte e più delicato.

Gli assaggi più interessanti

  • Barbaresco Asili 2013 Ca’ del Baio
  • Barbaresco Bric Turot 2013 Prunotto
  • Barbaresco Rabajà 2013 Cascina Luisin
  • Barbaresco Gallina 2013 Oddero Poderi e Cantine
  • Barbaresco Asili 2013 Ceretto
  • Barbaresco Lurens 2013 La Bioca
  • Barbaresco Serraboella 2013 Fratelli Barale
  • Barbaresco 2013 Batasiolo
  • Barbaresco Pajore 2013 Rizzi
  • Barbaresco Riserva Camp Gros Martinenga 2011 Marchesi di Gresy
  • Barbaresco Riserva Pora 2011 Produttori del Barbaresco

[Photo Credit: Alessio Turazza]

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