Intervista ad Anna di Pasta Boutique

Intervista ad Anna di Pasta Boutique

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Da Valeggio sul Mincio Pasta Boutique seleziona pasta artigianale di altissima qualità come i tipici tortelli di carne. Scopriamo la sua storia!

Oggi ci troviamo in provincia di Verona, nel piccolo comune di Valeggio sul Mincio, famoso per la ricchezza gastronomica locale, in compagnia di Anna, titolare di Pasta Boutique. Scopriamo insieme a lei come nascono i famosi tortelli di carne di Valeggio e come viene preparata la pasta fresca artigianale.

1 – Buongiorno Anna. Come nasce il brand Pasta Boutique e come sei diventata un’imprenditrice in questo settore?

Buongiorno, l’idea di Pasta Boutique nasce prima di tutto da una passione personale per quello che è il settore alimentare, la ristorazione e la cultura del territorio italiano. Sono di Verona, cresciuta in un hotel e in una famiglia amante di questo mondo, ho poi lavorato nel marketing di diverse realtà food, anche per brand internazionali. Un giorno mi sono resa conto della fortissima voglia tra le persone a Milano, dove vivevo, di tornare ai prodotti della tradizione, all’alta qualità, al fatto a mano e alla storia delle nostre terre. E soprattutto di come fosse difficile, in una grande città, riuscire ad avere accesso a questi prodotti considerando lo stile frenetico quotidiano. Un giorno chiacchierando con amici ho realizzato come un prodotto famosissimo nella nostra terra veronese “il tortellino di Valeggio”, non conosciuto fuori dal territorio, potesse rispondere a queste due necessità apparentemente inconciliabili. Si tratta di una pasta all’uovo ripiena di carne con una sfoglia molto fine. Se riscaldata rimane ottima, è quindi adatta ad un consumo flessibile nello spazio e nel tempo, come può essere il take away e il delivery. Vi sono inoltre alcune modalità di consumo tipiche delle famiglie come i tortellini fritti e alla griglia, in linea con lo street food e con cucine orientali ed innovative. L’idea di Pasta Boutique è quella di una vera e propria sartoria italiana della pasta. L’obiettivo è quello di selezionare pasta artigianale di altissima qualità prodotta sul territorio da piccoli produttori e renderla accessibile anche a chi ama questi prodotti, e quelli di qualità in generale, ma non vi ha accesso facilmente. Soprattutto consentire un consumo moderno e vicino al cliente anche di prodotti così tradizionali. L’idea di Pasta Boutique è espressa al massimo anche nel logo, viene raffigurato un tortellino cucito da un ago, ricordando la sartorialità italiana, l’identità ed individualità dei prodotti del nostro paese. Per diffondere questo prodotto ed altri, Pasta Boutique è partita con una strategia innovativa rispetto alla classica distribuzione di questa tipologia di prodotti: con lo street food, attraverso un ape Piaggio che ora si trova a Courmayeur fra le piste da sci, e che presto sarà presso molti eventi a Milano e per l’Italia, attraverso l’ e-commerce, e a breve con i primi punti vendita, vere e proprie sartorie della pasta.

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2 – I prodotti Pasta Boutique sono lo specchio del territorio nel quale vengono prodotti: ci racconti meglio in che cosa consiste questo legame?

Possiamo dire che Pasta Boutique vorrebbe raccogliere prodotti di altissima qualità tipici del territorio e renderli accessibili in modo flessibile a chi li ama, anche tra gli uffici di una metropoli, allo schermo di un pc o sulle piste da sci. Pasta Boutique è un concept che si basa sul rispetto dell’italianità, della lavorazione fatta a mano, sulla storia del territorio e dei prodotti. Vorrebbe facilitare quelle che possono essere difficoltà a livello anche di dimensioni per i piccoli produttori nella distribuzione dei loro prodotti, proteggendo il loro modo di lavorare, la qualità degli ingredienti, la loro storia e la lavorazione a mano. Ma anzi valorizzando al massimo questi aspetti attraverso un concept vicino alla vita quotidiana di tutti gli appassionati. Pasta Boutique ha iniziato il suo percorso con i Tortellini di Valeggio, i Ravioli di Zucca e la Lasagna scegliendo uno dei laboratori d’eccellenza del territorio, legato alla storia e alla tradizione del prodotto, e impegnato ogni giorno nel mantenerli intatti. E’ importante far scoprire questi patrimoni del territorio in Italia e all’estero, con un concept immediato e riconoscibile ovunque.

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3 – Processi di lavorazione artigianale contraddistinguono il vostro modus operandi: in che cosa consiste esattamente la vostra filosofia produttiva?

Per i nostri prodotti i processi di lavorazione artigianale rispettano assolutamente quello che è il frutto della tradizione e della sapienza nell’arte della pasta fresca. A partire dalla selezione degli ingredienti, i migliori e i più genuini per offrire i migliori prodotti d’eccellenza. Alla lavorazione a mano, paziente e mantenuta intatta, dalle cosidette “signore sfogline”, perché la sfoglia risulti così sottile e a regola d’arte come da tradizione. Tutta quest’attenzione nella produzione è necessaria per portare a tavola un trionfo di profumi e sapori. La lavorazione a mano garantisce l’eccellenza frutto dell’esperienza tramandata di generazione in generazione sul territorio. Il pastificio selezionato porta sulla tavola le prelibatezza della gastronomia tipica delle valli veronesi. Prodotti come i tortellini di Valeggio o i Ravioli di Zucca sono poi velocissimi nella cottura, solo un paio di minuti e sono ottimi anche solo con burro fuso e parmigiano, come in brodo.

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4 – Si narra che i tortelli di Valeggio siano celebri per la loro origine, che narra di una romantica leggera: ti va di raccontarcela?

Certo, sono legati ad un’antica leggenda chiamata “la leggenda del nodo d’amore” . Si narra che ai tempi del Signore Giangaleazzo Visconti una sua truppa era accampata sulle rive del Mincio. A quei tempi le sue acque erano popolate da bellissime ninfe. Il capitano dei soldati, Malco, rimase molto colpito da questa storia e la notte seguì una ninfa incuriosito e lei perse il mantello durante la fuga. I due s’innamorarono ma la ninfa tornò nelle acque. Come pegno d’amore lasciò un fazzoletto annodato al capitano. Durante un ricevimento il giorno successivo Silvia, l’amata ninfa, si mostrò sotto forma di ballerina e chiese a Malco di abbandonare il mondo degli uomini e raggiungerla in quello delle ninfe, lui accettò subito. Le truppe li inseguirono ma arrivati sulle truppe del Mincio trovarono abbandonato un fazzoletto di seta dorato, annodato dai due amanti a ricordare il loro eterno amore. Ancora oggi si narra come le ragazze del tempo, nei giorni di festa, per ricordare la storia degli innamorati, tiravano una pasta sottile come seta, tagliata e annodata come il fazzoletto dorato, arricchita da un delicato ripieno. Si trattava del Tortellino di Valeggio.

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