Piemonte Chardonnay DOC: il bianco elegante e raffinato delle Feste

Piemonte Chardonnay DOC: il bianco elegante e raffinato delle Feste
Un vino bianco perfetto per le Feste consentito anche nelle versioni frizzante e spumante dalle origini antiche.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Storia e zona di produzione del Piemonte Chardonnay

Lo chardonnay, nobile vitigno francese con cui si producono i grandi vini bianchi di Borgogna, di Chablis e che contribuisce a far nascere le più prestigiose Cuvée di famosi Champagne, è coltivato con ottimi risultati anche in Piemonte. La vicinanza territoriale con la zona d’origine, ha fatto sì che il vitigno chardonnay sia arrivato in Piemonte nel corso della prima metà dell’800. Il clima favorevole, fresco e ventilato, le belle esposizioni collinari e i terreni vocati, hanno contribuito al suo successo, tanto che oggi, insieme agli autoctoni arneis e cortese, è tra le uve a bacca bianca più coltivate. È un vitigno di grande eleganza, che regala vini bianchi dai profumi affascinanti, dotati di personalità e carattere. La sua naturale predisposizione all’invecchiamento ne fa uno dei bianchi più longevi, capace di evolvere benissimo nel tempo.

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Piemonte Chardonnay: vitigno e caratteristiche

Il vitigno chardonnay è originario della Borgogna. Le analisi sul suo DNA hanno evidenziato che è nato da un incrocio spontaneo tra il pinot nero e un antico vitigno a bacca bianca: la gouais blanc. Mentre il pinot nero è un’uva da sempre coltivata in Borgogna, la gouais blanc è un vitigno che molto probabilmente proviene dai paesi balcanici. Sarebbe stato l’imperatore Probo, d’origini slave, a portarlo in Gallia dalla sua terra d’origine. Fino al Medioevo la gouais blanc era molto coltivata in Francia per le sue alte rese. Dal suo incrocio spontaneo con altri vitigni sono nate, oltre allo chardonnay, numerose varietà oggi coltivate in Europa centrale. Lo chardonnay ha avuto un così grande successo da essere uno dei vitigni più coltivati al mondo. Oggi è, infatti presente in tutti i continenti. Si tratta di una varietà capace di adattarsi a terreni e condizioni climatiche molto diverse, che dona, di volta in volta, vini legati al terroir. Anche in Italia la sua coltivazione spazia dal Trentino Alto Adige alla Sicilia passando, ovviamente, per il Piemonte.

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Lo chardonnay è un vitigno piuttosto vigoroso, con produzioni abbondanti. I suoi grappoli sono abbastanza piccoli, con acini dalla buccia sottile di colore giallo-verde. Si tratta di un vitigno molto duttile, adatto alla spumantizzazione, come alla produzione di vini bianchi di grande longevità. Il suo bouquet è molto elegante e raffinato, con profumi floreali, aromi fruttati. Il vino ha una bella struttura con sorso armonioso e buona freschezza.

La Denominazione del Piemonte Chardonnay

Il vino Piemonte DOC è stato riconosciuto con la Denominazione d’Origine Controllata nel 2010. La zona di produzione è molto ampia e comprende i territori di numerosi comuni in provincia di Alessandria, Asti, Cuneo, Torino, Novara, Biella, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli. Il disciplinare definisce la base ampelografica del Piemonte Chardonnay DOC anche per le versioni Frizzante e Spumante, in un minimo dell’85% di chardonnay, con un eventuale saldo di altre uve a bacca bianca non aromatiche idonee alla coltivazione nella regione Piemonte. Il titolo alcolometrico minimo deve essere del 9,5%.

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Temperatura di servizio e abbinamenti del Piemonte Chardonnay

Il vino Piemonte Chardonnay DOC si serve a una temperatura di 8/10 °C. Si abbina molto bene con menù di pesce e nelle versioni più strutturate anche con carni bianche delicate.

Lorenzo Vinci
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