Il Pigato: il più famoso della Riviera di Ponente

Il Pigato: il più famoso della Riviera di Ponente

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Un vino DOC mediterraneo, armonioso e solare perfetto con i menù di pesce.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Pigato: storia e zona di produzione

Il vitigno pigato è coltivato soprattutto nella Riviera Ligure di Ponente, sia lungo il litorale, che nella zona interna preappenninica. Il nome dell’uva deriva dalla parola dialettale “pigau”, che vuol dire macchiato, a sottolineare l’aspetto puntinato degli acini dei grappoli maturi. Il vino Pigato è sicuramente il bianco più famoso della Liguria. Nella zona di Albenga e Imperia, esprime delle vere eccellenze. Le vigne che si affacciano sul mare donano vini mediterranei, armoniosi, solari e aromaticamente ricchi. Nella zona più interna di Ranzo e della Valle Arroscia, i vigneti sono coltivati ad altitudine maggiore e le buone escursioni termiche, donano al Pigato un profilo più profumato, elegante e fresco. E’ un vitigno molto sensibile alla composizione dei terreni. Nelle zone caratterizzate da terre bianche, ricche di calcare, regala vini di grande finezza, mentre sui suoli rossi, ricchi di minerali di ferro, si esprime con maggior struttura e decisi sentori minerali.

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Il vitigno e le caratteristiche del Pigato

Il vitigno pigato, da un punto di vista dell’analisi del DNA, è identico al vermentino. E’ quindi corretto considerarlo un biotipo del vermentino, che si è adattato particolarmente bene al clima della Riviera Ligure di Ponente. Se i due vitigni sono geneticamente uguali, il pigato si differenzia dal vermentino per l’aspetto dei suoi acini. Quando l’uva arriva a maturazione, infatti, la buccia assume una colorazione quasi ambrata, con piccole macchioline color ruggine. Il vino Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC ha un colore giallo paglierino. Al naso esprime un bouquet caratteristico, con profumi floreali, di macchia mediterranea, frutta bianca e gialla. Al palato ha una buona struttura, è armonioso, piacevolmente fruttato, con freschezza equilibrata, vena minerale e finale sapido con leggeri sentori di mandorla. Il Pigato è un bianco che possiede un buon potenziale d’invecchiamento e che con il passare degli anni sviluppa aromi terziari che virano verso le note di resina e idrocarburo.

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La Denominazione del Pigato

Il vino Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione d’Origine Controllata nel1988. La zona di produzione comprende i territori dei comuni di Cosio d’Arroscia, Mendatica, Pornassio e Triora in provincia di Imperia; il territorio dei comuni di Alassio, Albenga, Andora, Arnasco, Balestrino, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Casanova Lerrone, Castelbianco, Ceriale, Cisano sul Neva, Erli, Garlenda, Laigueglia, Nasino, Onzo, Ortovero, Stellanello, Testico, Vendone, Villanova d’Albenga, Zuccarello, Borgio Verezzi, Finale Ligure, Giustenice, Loano, Magliolo, Noli, Orco Feglino, Pietra Ligure, Rialto, Toirano, Tovo San Giacomo, Vezzi Portio, Spotorno, Bergeggi, Savona, Quiliano, Vado Ligure, Albisola Marina, Albisola Superiore, Stella, Celle Ligure, Varazze e parte del territorio dei comuni di Calice Ligure e Castelvecchio di Rocca Barbena in provincia di Savona; i territori dei comuni di Arenzano e Cogoleto in provincia di Genova. La base ampelografica del Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC, anche Superiore o Passito, è definita dal disciplinare in un minimo del 95% di pigato e di un massimo del 5% di altri vitigni, non aromatici, a bacca bianca, autorizzati in Liguria. Il titolo alcolometrico minimo deve essere di 10,5% per il Pigato, 13,0% per il Pigato Superiore e 16,5% per il Pigato Passito.

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Temperatura di servizio e abbinamenti del Pigato

Il vino Riviera Ligure di Ponente Pigato DOC si degusta a una temperatura di 8/10 °C. A tavola si abbina con menù di mare o con piatti tipici della cucina ligure, come i pansotti di borragine o le trenette al pesto. Le versioni più strutturate e invecchiate, si sposano bene anche con carni bianche delicate e formaggi di media stagionatura.

Lorenzo Vinci

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