I Pisarei e fasò: tutta la magia della tradizione contadina piacentina

I Pisarei e fasò: tutta la magia della tradizione contadina piacentina

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Antichi di secoli, questi piccoli gnocchi di farina di grano e pane raffermo piacentini si servono con un gustoso sugo di fagioli.

Pisarei e fasò: cosa sono

Piccoli gnocchi di farina e pangrattato cosparsi di un sugo a base di pomodoro, fagioli, lardo e cipolla: sono i pisarei e fasò, un piatto tipico tra i più celebri della cucina piacentina. Antica ricetta contadina, i pisarei e fasò.  sono tutt’oggi molto apprezzati ed è facile trovarli nei menù delle più veraci e vere trattorie di Piacenza e della sua provincia, così come nei ristoranti stellati della zona. Questo piatto, capolavoro della cucina povera, caldo e con un gusto ricco, è col tempo divenuto una vera e propria bandiera della città emiliana, tanto che l’amministrazione comunale l’ha introdotto come prodotto con Denominazione Comunale d’Origine (De.Co.), un marchio di garanzia nato con una legge del 1990. Se non bastasse è stata poi la Regione Emilia-Romagna a proporre di inserire i pisarei e fasò.  tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (P.A.T.).

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Un po’ di storia dei pisarei e fasò

I pisarei e fasò  sono un piatto antico e di origine contadina, fatto con ingredienti semplici e poveri, ma sostanziosi. Si pensa che la ricetta di questi gustosi gnocchetti risalga addirittura al medioevo, quando venivano offerti ai pellegrini nei conventi sparsi per il piacentino lungo il percorso della via Francigena che conduceva verso Roma, la capitale della cristianità. A quel tempo, però, la ricetta era differente: non venivano usati fagioli borlotti ma di tipo dolico e soprattutto non prevedeva l’uso dei pomodori, che vennero introdotti in Europa solo in seguito alla scoperta delle Americhe. Anche il significato del loro nome si perde nei secoli. Ecco allora che secondo alcuni il nome pisarei deriverebbe dalla storpiatura del termine dialettale emiliano “bissa” (che significa biscia) e che si riferirebbe alla striscia di pasta che si prepara per ricavare gli gnocchetti. Secondo un’altra ipotesi l’origine del nome sarebbe invece da ritrovare nel verbo spagnolo “pisar” (pestare o schiacciare). In questo caso il riferimento sarebbe al gesto con cui la pasta viene schiacciata con le dita per imprimere la tipica forma di questi gnocchetti.

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[Photo Credits: www.involtinidipeperone.com]

Pisarei e fasò: la ricetta originale

Ingredienti

Gli ingredienti che ci serviranno per preparare i pisarei e fasò per 4 persone sono:

  • 100 g di farina bianca
  • 450 g di fagioli borlotti secchi
  • 300 g di pane grattugiato
  • 50 g di salsa di pomodoro
  • un cucchiaio di pesata di lardo
  • olio d’oliva q.b.
  • una cipolla
  • 3 spicchi d’aglio
  • del grana padano

Preparazione

1- Per preparare l’impasto dovremo amalgamare la farina con il pane grattugiato unendoli all’acqua fino ad ottenere un impasto morbido dal quale staccheremo delle porzioni grosse quanto un pugno.

2- Assottigliandoli con il palmo delle mani daremo a questi pezzi di pasta la forma di piccole strisce cilindriche, simili a dei grissini, dalle quali staccheremo pezzi più piccoli che con un sapiente movimento del pollice acquisteranno la forma cava dei nostri gnocchetti.

3- I fagioli, dopo una notte intera passata a bagno nell’acqua, andranno lessati in una pentola d’acqua a cui aggiungeremo dell’olio e una cipolla fresca.

4- Una volta pronti i fagioli prepariamo in un tegame un soffritto con olio, cipolla, aglio e la pestata di lardo a cui aggiungeremo, prima i fagioli stessi e poi la salsa di pomodoro, cuocendo sempre a fuoco lento.

5- Per la cottura dei pisarei e fasò bastano pochi minuti in abbondante acqua bollente salata.

6- Sono pronti quando vengono a galla

7- Non resta a questo punto che unirli al sugo e gustarli in compagnia.

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[Photo Credits: www.tipicoatavola.com]

Piacenza e il territorio dei pisarei

Piacenza si appoggia nel mezzo della Pianura Padana, al confine tra l’Emilia e la Lombardia, sulla riva destra del Po, tra le foci del Trebbia e del Nure. Poco lontano, a sud, si alzano i timidi rilievi dei colli piacentini ricamati dalle molte coltivazioni di vite. Questi comprendono quattro vallate che si insinuano e si alzano per incontrare i pendii più solidi dell’Appennino Ligure, primo tratto della catena montuosa che percorre l’Italia da nord a sud.

Il territorio di Piacenza fu popolato fin da tempi antichissimi. Qui i romani, nel 218 a.C., fondarono la prima colonia nell’Italia settentrionale, Piacentia, la quale divenne prima libero comune, poi capitale del ducato di Piacenza e Parma con la famiglia Farnese, poi venne dominata dai Borbone, fino a quando, il 10 maggio 1848, prima tra le città, chiese l’annessione al Regno di Sardegna che sarebbe diventato d’Italia (da qui il titolo di primogenita).

Un territorio ricco di storia, denso di tradizioni e scrigno di una ricca tradizione culinaria di cui la bandiera sono probabilmente i pisarei e fasò. 

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