Prosecco Extra Dry, Dry e Brut: significato, differenze e consigli utili

Prosecco Extra Dry, Dry e Brut: significato, differenze e consigli utili

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Prosecco Extra Dry, Dry e Brut: quale scegliere? Ecco alcuni consigli utili ed indicazioni per fare la scelta giusta. 

Chi di voi non si è ritrovato, una volta scelto di acquistare un prosecco, a dover decidere tra Extra dry, Brut, Dry?
Facciamo chiarezza sul significato di questi termini.
La differenza è più semplice di quanto ci si aspetti: tali denominazioni indicano soltanto la diversa quantità di zucchero presente.
Questo dato si rivela importantissimo in quanto ci suggerisce quando e come consumare quel vino: l’essere secco piuttosto che dolce ne condiziona l’occasione di utilizzo.

Il  Prosecco Brut è la categoria che contiene meno zucchero, presenta infatti meno di 12 grammi di zucchero per litro.

Il sapore è pieno, leggermente acidulo e lievemente fruttato: risulta quindi ideale per un pasto.
In virtù del suo gusto intenso è un ottimo accompagnamento per tutti i tipi di antipasti, primi piatti di pasta, riso e risotti, carni bianche, pesce e formaggi freschi e di media stagionatura.

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Prosecco Brut

Il prosecco Extradry, dal nome ingannevole, ha un residuo zuccherino che varia tra i 12 e i 17 grammi per litro.

Il sapore è più morbido rispetto ai Brut.
E’ ideale da gustare come aperitivo e in accompagnamento per tutti i cibi delicati e le carni bianche.

Prosecco Extra Dry

Il Prosecco Dry comprende il prosecco più dolce, con un residuo di zucchero tra i 17 e i 32 grammi per litro.

Non è abbastanza dolce per accompagnare un dessert, ma ottimo per la frutta e frutti di mare; ottimo con le cozze!

Prosecco Dry

E’ tuttavia da annotare che la differenza tra le tre categorie di prosecchi è davvero sottile, mentre l’evoluzione dei gusti dei consumatori sta virando verso gusti secchi, ritenuti più mascolini, a discapito dei gusti dolci o morbidi, ritenuti troppo delicati e femminili.

E’ inoltre essenziale sapere con quale tipo di prosecco ci stiamo rapportanto; tradizioni e caratteristiche restano inclassificabili, specifiche e tipiche ogni vino e territorio.

I metodi di lavorazione, produzione e affinamento infine, determinano il risultato finale del prodotto.
Un metodo di produzione naturale e biologico risulta premiante sotto tutti i punti di vista: la testimonianza dell’ottimo lavoro portato avanti della cantina trevigiana “Tenuta degli Ultimi” ne è un esempio lampante.

Ora che il Prosecco ha per voi meno segreti, non resta che passare il testimone e lasciare a voi la scelta!

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