A pranzo dallo chef Gianluca Da Rin Perette al Wine Resort Casino di Caccia

A pranzo dallo chef Gianluca Da Rin Perette al Wine Resort Casino di Caccia

3/5

Una location unica e piatti che sfiorano la perfezione.

Di Camilla Rocca & Monica Viani

Quando sogni il paradiso e vuoi che diventi realtà, puoi decidere di andare al Wine Resort Casino di Caccia, un’antica residenza di campagna settecentesca immersa nella bellezza dei vigneti di Custoza, zona vocata alla produzione vitivinicola e al dolce tepore del lago di Garda. Noi siamo andate in una bella giornata assolata di tardo autunno per degustare un pranzo sontuoso preparata dallo chef Gianluca Da Rin Perette. 

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La cucina del ristorante

Tra le eleganti sale contornate da specchiere del Wine Resort Casino di Caccia, si può trovare raffinata oggettistica di vero antiquariato e lampadari di vetro di Murano. Sorprendenti la Sala del Camino con un enorme camino il cui calore, come era in passato, abbraccia e accoglie tutti gli ospiti; la Sala delle Volte, una vecchia stalla con due possenti colonne centrali di marmo bianco e il soffitto è a volte e la Sala Maiolica, così chiamata per la stufa bianca nelle omonimo materiale, che scalda la sala nell’inverno.

La cucina del Resort è  raffinata ma ben radicata alla tradizione territoriale dello chef Gianluca Da Rin Perette, che spazia dai classici a picchi creativi che fanno apprezzare i suoi piatti, in abbinamento a vini selezionati tra le migliori produzioni locali e grandi etichette venete ma non solo.

Tra gli antipasti è sicuramente da segnalare la tartare di gambero rosso di Sicilia con vellutata di patate fumé e sapori e colori in diverse consistenze o per tornare alle radici, il cotechino con i suoi pop corn di maiale con lenticchie beluga e gocce di salsa verde.

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Tra i primi sono imperdibili il risotto Acquerello mantecato con zucca, salsiccia dolce di Brà, amaretto e perle di aceto balsamico, omaggio alla città di provenienza dello chef, Mantova o ancora lo gnocco di patate e castagne su bue brasato piemontese e nocciole delle Langhe o, tornando alle radici veronesi, il golosissimo tortellone 30 tuorli in farcia di pastissada di musso con gocce di sedano rapa di Verona. Costolette di agnello con salsa leggera alle acciughe del Cantabrico e polvere di olive taggiasche o il controfiletto di cervo scottato con salsa al profumo di “sgnapa” (specificare significato) e mirtilli freschi completano i secondi.

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Come dolci imperdibile la sacher scomposta in versione autunnale o la bignolata mantovana in trasparenza. Lo chef Gianluca Da Rin Perette ha un’unica preoccupazione: sapere che la sua cucina ti piaccia. “La mia più grande soddisfazione – ci racconta- è vedere la gioia dipinta sui volti dei miei ospiti”. In effetti il silenzio che interrompe le conversazioni quando si tratta di assaggiare i piatti proposti gli dà ragione. Qui si dimentica il rumore delle grandi città e ci si immerge in un passato fatto di ricordi. Si esce dal ristorante con la piacevole sensazione di avere pranzato a casa propria.

A casa della storica famiglia Bresaola o Bresavola

Presso il Wine Resort Casino di Caccia si può anche pernottare in camere che conservano il fascino di una residenza di campagna del 700. La notte la puoi trascorrere in una delle sei camere – di cui due suite- arredate con mobili di antiquariato, ognuna con un proprio stile e storia: dalla camera romantica degli angeli a quella più aggressiva della caccia, dalla camera del sogno a quella accogliente del sarto, dalla camera della storia per i più appassionati alla stanza country dove è possibile accogliere anche gli animali, con vista sul parco per finire con la suite dei velieri e con quella della musica, corredata da travi antiche.

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A noi è piaciuta tantissimo la “Camera del sarto”. Entrando nella camera si ha la sensazione di entrare in una bottega d’altri tempi. Ogni dettaglio porta a rievocare quella dolce sensazione tattile di mani impegnate ad indagare tessuti, di aghi intenti a disegnar decori e di pesanti rotoli di stoffe nuove, ancora senza forma né destinazione. Centinaia di bottoni in madreperla, legno e plastica, riempiono come tante caramelle due grossi vasi in vetro ai piedi del raffinato letto in ferro battuto. Sulle pareti della stanza tavole fatte a mano ripropongono modelli di abiti come testimonianza di una moda e di un gusto antico.

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Al Wine Resort Casino di Caccia si respira la storia

Dovunque al Wine Resort Casino di Caccia si avverte la cura con cui sono stati conservati antichi cimeli che ricordano come il tempo lascia sempre una traccia. Ancora oggi la stessa famiglia gestisce Casino di Caccia, come ricordano gli stemmi alle pareti che raccontano la storia della famiglia Bresaola o Bresavola, baroni di Aquileia di origini trentine. Qui si respira la storia, quella storia celebrata nel vicino Ossario di Custoza, dove riposano le ossa dei soldati italiani e austriaci morti durante le Guerre d’Indipendenza del 1848 e del 1866. Incise sul bianco marmo le parole: “Nemici in vita, la morte li adeguò, pietà li raccolse”. 

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Camilla Rocca & Monica Viani

Casino di Caccia Wine Resort
Via Ossario, 64
37066 Custoza (VR)
Tel +39 045 516271

 


Lorenzo Vinci

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