Sapori di lago: cucina di acqua dolce tra Italia e Svizzera

Sapori di lago: cucina di acqua dolce tra Italia e Svizzera
Non solo un libro di ricette, ma anche un diario che suggerisce un itinerario per conoscere un territorio e i suoi prodotti.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Camilla Rocca & Monica Viani

Un libro o un diario che suggerisce itinerari turistici per chi ama paesaggi mozzafiato e la buona cucina del territorio?

“Sapori di lago” è sicuramente un testo ideato con passione capace di regalare emozioni grazie alle suggestive foto della fotografa Susy Mezzanotte, ma anche suggerimenti capaci di esaltare l’eccellenza di prodotti di lago e montagna. È un viaggio che attraversa una “regione di laghi”, con specchi di acqua grandi e piccoli, incastonati ai piedi delle Alpi.

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Si parte dal Lago Maggiore, ci si sofferma alle Isole Borromee, si prosegue verso Ascona, sul versante svizzero, si tocca il Lago d’Orta, i Laghi di Varese e di Comabbio. Non si può poi non ricordare il Lago di Mergozzo, il Lago di Ghiria, il Lago di Ganna e il Lago di Monate.

In ultimo il lago di Lugano. Nel libro si trovano riportate più di 50 ricette create da 25 chef, dagli stellati agli emergenti, tutte rigorosamente fatte con prodotti locali.

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Sapori di lago: l’interpretazione dei prodotti del territorio

La presentazione del libro “Sapori di lago” presso l’outlet di Barazzoni di Paruzzaro in provincia di Novara è l’occasione per conoscere i produttori del territorio. Perché la presentazione di un libro di cucina nel regno delle pentole? Ce lo spiega Silvina Felici Ufficio stampa/marketing Barazzoni: “A Barazzoni interessa promuovere la cultura del cibo. Siamo consapevoli che solo se questa cresce, la gente può porsi domande più complesse, come ad esempio quanto influisce la scelta di una buona pentola sui sistemi di cottura”. Durante la presentazione del libro, è stato offerto un piccolo buffet.

sapori-di-lago-recensione-05Non poteva mancare il vino. La Cantna Garrone, una cantina che ha rilanciato la tradizione del vino d’Ossola, raccoglie le uve migliori da una sessantina di viticoltori, piccoli e piccolissimi, aderenti all’Associazione Produttori Agricoli Ossolani. Noi abbiamo assaggiato un vino d’eccellenza: il Prünent, nebbiolo tradizionale dell’Ossola, vinificato per la maggior parte in purezza. Proviene da vigne in prevalenza antiche, nelle quali albergano, anche, piante centenarie “a piede franco”. E che dire dei formaggi? Marisa Cottini, titolare dell’azienda Casera Cottini, ci propone formaggi caprini ottenuti attraverso l’allevamento di capre “saanen”.Un ottimo accompagnamento dei formaggi è il miele. Cinzia Gattini, titolare dell’ azienda agricola “Ai Pianacci”, una struttura con 120 alveari, che produce soprattutto miele di castagno, tipico della regione cusiana, ci racconta come “gli alveari sono condotti senza alcun utilizzo di sostanze chimiche di sintesi; la disopercolatura dei favi viene fatta manualmente e l’estrazione per centrifugazione senza trattamenti termici che danneggerebbero il contenuto vitaminico ed enzimatico.

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Una ricetta di Sapori di Lago

Vi proponiamo una delle meravigliose ed eleganti ricette del libro “Sapori di lago”. Abbiamo scelto la ricetta di un giovane chef che si è aggiudicato una stella Michelin. Un buon auspicio per la cucina di lago!

Campanello di scottona brasato alla citronella e zenzero

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di Riccardo Bassetti, chef patron del ristorante Il Porticciolo di Laveno, una stella Michelin

Ingredienti

  • 1,6 Kg di campanello di scottona
  • 300 g di pomodoro fresco
  • Carote e cipolle
  • 20 g di citronella
  • 20 g di zenzero
  • Burro

Per guarnire

  • Carote, lime, erba cipollina

Procedimento

Legare il campanello e passarlo nel burro per fargli prendere colore su tutti i lati. Toglierlo dalla padella e versarvi carote e cipolle tagliate grossolanamente. Una volta rosolate, immettere il campanello e aggiungere pomodori e aromi. Coprire con acqua fredda e portare a bollore. Cuocere in forno, inserendo un termometro al centro del campanello (dovrà raggiungere gli 85°C al cuore). Non appena la carne sarà cotta, toglierla dal tegame e fare ridurre il brodo di cottura. Passare la salsina ottenuta al setaccio e usarla per glassare la carne. Servire subito con una brunoise di carote, lime ed erba cipollina.

Chi è Riccardo Bassetti

Classe 1982, Riccardo Bassetti è figlio d’arte: il papà Giovanni è lo chef e patron storico del locale. Riccardo è tornato nel “suo” ristorante nel 2012, dopo numerose collaborazioni con grandi chef italiani come Davide Oldani e Sergio Mei. Non sono mancate esperienze all’estero, ad esempio a Parigi all’ ”Atelier de Jl Robuchon” o il “Sur Mesure”, ristorante del Mandarin Oriental Palace Hotel.

Informazioni

“Sapori di lago”

Autore: Maria Cristina Castellucci

Casa editrice: Sime Books

 

Casa editrice: Sime Books

 

 

Di Camilla Rocca & Monica Viani

Lorenzo Vinci
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