Antica Casa Vinicola Scarpa: tradizione, tacchi alti, vino e femminilità

Antica Casa Vinicola Scarpa: tradizione, tacchi alti, vino e femminilità
“Il tacco 12 l’ho lasciato all’etichetta del Moscato!” …Un’altra donna, un’altra scoperta. Continua il mio viaggio tra vigne, terre e profumi ammalianti. Questa volta ho fatto una chiacchierata con Maria Piera Zola, Presidente très chic dell’Antica Casa Vinicola Scarpa a Nizza Monferrato. A voi la storia.

Di Cecilia Fraccaroli

Presentiamoci:

– Ci svela come è nata la Sua passione per il mondo del vino, che l’ha portata a rivestire il ruolo di Presidente di una storica cantina italiana, l’Antica Casa Vinicola Scarpa?

MP Zola

Già da piccola intorno a me si parlava di vino e mio nonno mi raccontava, pur non essendo un produttore, di uve, di vigne e di vino come si raccontano le favole. Incominciai così, con la curiosità dell’adolescenza, a chiedere agli adulti e poi in seguito a farne una componente della mia cultura. Frequentai alcuni corsi di degustazione quando “diventare sommelier” non era ancora una moda, ed ebbi la fortuna di degustare grandi vini. Mossa da una passione assolutamente personale, e all’epoca lontana dal mio campo lavorativo, rimasi affascinata dal mondo del vino. Nella mia formazione determinanti sono stati la passione dei miei familiari ed i viaggi in Borgogna, che ancora oggi ritengo (salvando sempre il Piemonte) una delle realtà vitivinicole più affascinanti e importanti del panorama europeo.

– Lei ha affiancato e poi sostituito un grande personaggio, Mario Pesce, il quale aveva acquisito la proprietà della storica cantina di Antonio Scarpa.

dolcetto

In che termini descriverebbe il valore aggiunto che la Presidenza di una donna ha portato all’azienda vinicola?

Questa cantina ha avuto diversi proprietari nel corso dei suoi 150 anni di vita e ciascuna nuova generazione ha avuto l’accortezza di preservare alcuni ricordi e racconti dei precedenti proprietari.

bottiglie vintage

Pur essendo mancata una continuità familiare alla guida della cantina, si può dire ci sia stata una continuità tra diverse famiglie, ed in quanto ultima in ordine di tempo io ho cercato di “raccogliere” nel suo valore questo bagaglio storico affinché potesse sopravvivere nel nuovo millennio, e soprattutto affinché restassero a testimoniare il territorio non solo l’eccellenza del nostro vino, ma anche la storia e la cultura .

NM antica

– Lei è Presidente di una storica casa vinicola ed allo stesso tempo mamma, e Sua figlia la aiuta nel lavoro in azienda. Ha fatto in modo di suscitare nel cuore della Sua bambina la stessa passione che la anima?

Fin dalla più giovane età nella mia famiglia mi hanno insegnato a mangiare bene, ma soprattutto a conoscere ciò che si mangia, e questa sorta di bagaglio enogastronomico l’ho voluto trasmettere a mia figlia sin da quando era piccola.

mamma e figlia

Lo charme e l’eleganza:

– Lei, così elegante, fine e ricercata, ha trasfuso la Sua eleganza ed il Suo charme nel vino che produce, oppure ne è rimasta influenzata a Sua volta?

Fare un grande vino vuol dire essere attenti a ciò che il proprio territorio può produrre. Conoscere la materia prima, le uve da cui si vinifica, è importante per evitare di distruggere quello che altri hanno fatto.

barolo 69

Nonostante sicuramente la personalità di ciascun produttore influenzi il vino prodotto, è sempre molto importante lasciarsi ‘guidare’ dalla materia prima e rispettarla pienamente. Ringraziandola per il complimento, mi gratifica sempre il fatto che chi viene da noi avverta una certa sensibilità femminile.

scarpa1961

– Un buon vino, saputo produrre, scegliere e servire, anche oggi sinonimo di eleganza e di cultura?

Ancora oggi se mangiare bene è diventata una moda e spesso una necessità per vivere in modo sano, bere bene non è sempre così scontato. E’ ancora un fatto di cultura personale e di passione.

bogliona05

La vita oggi:

– Come ha cambiato la Sua vita l’intraprendere una professione indissolubilmente legata alla terra, alle stagioni, alle leggi della natura, forza questa che per sua stessa essenza non sottostà al progresso ed alla ragione?

La scelta di cambiare è nata d’istinto ed all’improvviso, è stata dettata dalla prospettiva di una migliore qualità della vita.

nizza

Fare vino vuol dire rispettare la natura ed accettare, in questo più che in qualsiasi altro settore, ciò che “l’annata” con le condizioni climatiche -sempre più anomale – ci riserva.

filari

Certo la mia quotidianità è cambiata, non è più legata ad un rapporto con i problemi degli altri da risolvere, ma è legata ad un rapporto stretto con la natura, con una creatività che fa assaporare di più molti momenti, anche se a volte difficili. Posso affermare sinceramente che la mia vita è cambiata, in meglio, perché non c’è lavoro più vivo e bello di quello che ci porta a contatto con la terra e con le nostre origini; certo che il “tacco 12” l’ho lasciato all’etichetta del moscato e non più abbinato al tailleur da ufficio!

moscato

– Ad una giovane donna di città, che vive una realtà lontana e frenetica, ma che per amore, per passione o per curiosità guarda al mondo in cui Lei opera, che consiglio darebbe per relazionarsi al vino, ed al cibo, in modo vero, consapevole e di soddisfazione?

Dedicare tempo a un buon bicchiere di vino davanti a un camino accesso è forse uno dei più immediati e facili antistress che si possa immaginare. Per degustare ci vuole attenzione, calma, silenzio e tempo. Gli stessi ingredienti insomma di una buona lezione di yoga.

yoga

– La Sua passione per il vino che produce si concretizza anche nell’attenzione per i dettagli, che dettagli poi non sono: dal vetro con il quale fa produrre le Sue bottiglie al sughero con cui imbottiglia le Sue creazioni. Questo amore e questa cura per ogni passo della vita dei suoi “figli”, anche a costo di sacrifici, potrebbero essere paragonati all’amore di una madre per le proprie creature?

È sempre un discorso di rispetto e di cura. In questo caso utilizzare un buon contenitore e fornire un bel packaging è una dimostrazione di rispetto e cura del prodotto ed al contempo del consumatore. Se una madre dà amore ai figli, anche nel lavoro può trasformare l’amore in eticità verso ciò che produce.

collage

– Nella società di oggi, al contrario di come lavora Lei, ritiene che un abito appariscente ed un trucco d’effetto su una donna, come bottiglie apparentemente elaboratissime ed etichette accattivanti, condizionino la percezione dei contenuti e dell’essenza in chi osserva?

Il packaging d’effetto è importante in ogni settore, anche nel vino, sono elementi che possono in un primo tempo condizionare, ma non è scontato che poi fidelizzino il consumatore… ciò che conta è la sostanza!

moscato tappi

– Per finire, un paragone tra la vite e la donna, che spiazzi anche la più “metropolitana” delle nostre lettrici ed il più scettico dei nostri lettori.

Le viti sono piante che si prestano ad un facile paragone con il corpo umano. Spesso hanno rami che sembrano braccia ed un sistema linfatico simile a quello del nostro corpo. Indubbiamente se la vite avesse un sesso sarebbe donna; “la” vite è pur sempre accompagnata da un articolo femminile! E come ogni donna, la vite è una pianta solida, che si radica bene nella terra con il passare degli anni, che genera figli e che, a differenza di quello che oggi ci porta a pensare il mondo moderno, così concentrato sulla gioventù delle donne, solo invecchiando raggiunge e dà il massimo.

Dalì

Se ti è piaciuto questo articolo non perdere l’intervista a Marta Micca Bocchino!

 

 

 

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