Il Terlaner 1991 Rarity finalmente è tra noi. Benvenuto!

Il Terlaner 1991 Rarity finalmente è tra noi. Benvenuto!
Dopo 25 anni di affinamento sui lieviti il gran debutto all’Enoteca Pinchiorri per la Cuvée di Cantina Terlano.

Di Antonio Cimmino.

Lunedì 30 gennaio, presso L’Enoteca Pinchiorri, si è tenuta la degustazione e presentazione ufficiale del Terlaner 1991 Rarity di Cantina Terlano, il nuovo vino bianco della cantina cooperativa del villaggio vinicolo di Terlano che, imbottigliato nel 2016 dopo un periodo di affinamento di 25 anni sulle proprie fecce fini, sfida l’eternità!

Cantina Terlano è riuscita nell’impresa di creare un vino che, come nessun altro, si fa espressione delle caratteristiche di longevità e potenzialità di sviluppo del suo terroir.

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Fondata nel 1893, la cantina porta avanti una tradizione secolare nell’arte dell’assemblaggio e una profonda esperienza nella produzione di cuvée di alta qualità. La particolare composizione geologica del terreno e le condizioni pedoclimatiche eccezionali concorrono a dar vita a vini incredibilmente minerali, mentre la forte convinzione (quasi una filosofia!) nei vini senza data di scadenza dà quel tocco di continuità che ne fanno la differenza.

Un vino della tradizione Südtirolese soprattutto per la scelta dell’uvaggio utilizzato da sempre, un Pinot Bianco che dà tensione, verticalità, eleganza, lo Chardonnay che dona struttura, morbidezza e complessità e il Sauvignon Blanc, con la sua freschezza e quel tocco di aromaticità.

Di questo millesimo non se ne conosce l’esatta composizione, il Pinot Bianco e lo Chardonnay sono stati vinificati insieme, mentre il Sauvignon Blanc è stato aggiunto alla cuvée prima dell’elevazione in legno.

Sottoposte ad una pigiatura soffice e corta (circa 30 minuti la durata), dall’uva è stato estratto il solo mosto fiore con circa il 50/55% della resa. Il vino, dopo la fermentazione e 12 mesi di affinamento sulla feccia grossolana in botti di da 25 ettolitri, è maturato in contenitori d’acciaio per altri 24 anni, ma solo sui lieviti fini. A gennaio 2016 il vino è stato finalmente imbottigliato: 3.340 le bottiglie prodotte.

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Mentre alla vista si presenta di un bel colore vivo, lucente, con qualche riflesso dorato, al naso è piuttosto complesso, si va dai fiori freschi ai secchi, sensazioni ammandorlate (che ritroveremo al palato), erbe officinali e note mentolate. Con il passar del tempo nel bicchiere si avvertono note minerali, iodate e speziate. L’ingresso in bocca è avvolgente, suadente, seppur molto energico. Acidità, sapidità e tenore alcolico talmente ben integrati da formare un perfetto equilibrio. Un vino vivo, dalla struttura imponente e dotato di una leggiadra eleganza.

È Sebastian Stocker, leggendario Kellermeister di Terlano dal 1954 al 1993, il papà di questo vino. Iniziando con il “conservare” circa 500 bottiglie l’anno, Sebastian solo dal 1979 ha deciso di imitare l’esempio dei colleghi francesi e far maturare più a lungo i vini sulle proprie fecce fini.

Nasce così il Metodo Stocker, attualmente utilizzato per produrre i vini della linea “rarità” e che oggi conta, all’interno della cantina riservata proprio a questa tipologie di vini, ben 18 contenitori in acciaio contenenti vini di annate risalenti fino al 1979.

Ogni anno una di queste sarà scelta in qualità di ambasciatrice della longevità, la caratteristica che contraddistingue questa cantina nel mondo del vino.

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Rudi Kofler è l’enologo di Cantina Terlano che dal 1999 si è preso cura di questa perla enologica, l’ha accarezzata, coccolata in tutti questi anni e l’ha imbottigliata, “Dopo un quarto di secolo trascorso sui lieviti fini pervenendo al massimo grado dell’elevazione, il Terlaner 1991 è ora in bottiglia per la sua seconda rinascita. Fin dall’anno della sua fondazione la Cantina Terlano dava vita a questa oggi storica cuvée, concepita a partire dalle tradizionali uve di pinot bianco, chardonnay e sauvignon blanc. Le uve, selezionate da vecchi ceppi piantati sull’esclusivo terroir di Terlano, costituiscono la linfa vitale della leggendaria serbevolezza del Terlaner 1991 Rarity”, spiega Kofler. “Il tempo d’affinamento sui lieviti straordinariamente lungo lo caratterizza. Le mannoproteine e gli amminoacidi liberati dall’autolisi del lievito hanno affinato gli aromi ed il gusto. Questo vino seduce grazie al suo bouquet complesso e giovane, e convince al palato con la sua struttura importante ed elegante, caratterizzata da un lungo retrogusto sapido e minerale”, sottolinea l’enologo.

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Particolarità che rende ancor più speciale il Terlaner 1991 Rarity è l’etichetta in puro argento, scelto in ricordo della lunga storia mineraria di Terlano nell’estrazione della galena, il minerale utilizzato proprio nella produzione dell’argento. E non è un caso che sia anche il metallo utilizzato per festeggiare un anniversario di venticinque anni, tanti quanti quelli di affinamento del Terlaner.

Non meno interessante all’interno della Cantina è il grande archivio enologico, gelosamente conservato nei propri sotterranei, un unicum in Italia con oltre 100.000 bottiglie. Dal 1955 in poi sono conservati tutti i millesimi, oltre ad una ventina di annate molto più vecchie e risalenti fino all’anno di fondazione.

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Questo e sicuramente altro ci aspetta nel viaggio per la “longeva” Terlano fino a quel millesimo 1979 che si spera venga imbottigliato il più tardi possibile per rendere la magia eterna!

[Photo Credit: Antonio Cimmino; Cantina Terlano; Lorenzo Cotrozzi]

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© Antonio Cimmino

Lorenzo Vinci

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