Vino in Villa 2016

Vino in Villa 2016
Un week end alla scoperta del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.

Di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Si è chiuso domenica 15 l’appuntamento annuale con Vino in Villa, organizzato dal Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Un week end, dedicato alla degustazione della nuova annata e alla scoperta del territorio di Conegliano e Valdobbiadene. Il Prosecco Superiore Docg, nasce in una terra dall’antica tradizione vitivinicola. Le splendide colline di Conegliano e i rilievi più aspri e ripidi di Valdobbiadene, rappresentano un ecosistema di grande interesse paesaggistico. Il lavoro dell’uomo ha creato un territorio affascinante, fatto di vigne incastonate in uno scenario dalla natura incontaminata, con molti boschi centenari. Vino in Villa offre anche lo spunto per qualche riflessione su un vino ancora giovane sotto l’aspetto commerciale, ma che negli ultimi anni ha fatto registrare un trend in continua crescita. Realizzato con il Metodo Martinotti, che prevede la rifermentazione in autoclave, il Prosecco Superiore esalta soprattutto gli aromi freschi e fragranti del vitigno semi-aromatico glera.

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Superiore. Questione d’identità

Vino in Villa ha confermato la qualità dei vini della denominazione, che hanno ormai raggiunto un livello mediamente alto, con punte d’eccellenza. Ciò che invece manca ancora è un’identità e una personalità, che definisca in modo più marcato il concetto di “Superiore” rispetto al Prosecco Doc. Certo, i vini della Docg sono mediamente più buoni, ma non basta per fare la differenza. Bisogna muoversi alla ricerca di un profilo e di una connotazione, che sia riconducibile al territorio di provenienza in modo univoco. Se il Prosecco Doc è perfetto nella sua semplice immediatezza, il Prosecco Superiore Docg dovrebbe percorrere un’altra strada, ambire ad avere maggiore complessità aromatica, mineralità, persistenza gustativa e longevità. Esprimere la vera dimensione del terroir. Il Prosecco Superiore, almeno nelle versioni più importanti di ogni singola cantina, potrebbe diventare uno spumante più gastronomico, capace di conquistarsi uno spazio sempre più ampio nelle carte dei vini della ristorazione di fascia alta. In questo senso, sono stati molto confortanti soprattutto gli assaggi dei vini di precedenti annate, come il Prosecco Superiore Docg Rive di Soligo Millesimato 2014 di Biancavigna, del Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Vecchie Viti 2014 e del Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry Giustino B. 2013, entrambi di Ruggeri e “Superiori” non solo di nome.

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Un altro Prosecco è possibile. Un periodo più lungo di maturazione è solo positivo per il Prosecco Superiore: lo fa diventare veramente “vino”, più profondo, lungo, interessante e affascinante dal punto di vista dell’esperienza gustativa. Un vino che sappia anche recuperare una sua dimensione temporale, che non sia destinato solo al consumo veloce. Bisogna cominciare a far capire, magari con qualche verticale, che “dimenticare” in cantina delle bottiglie di Prosecco Superiore per qualche anno, può riservare delle piacevoli sorprese in termini di ricchezza del bouquet ed evoluzione degli aromi. Se si vuole veramente fare un passo avanti, non bisogna fermarsi alla luccicante superficialità giovanilistica del vino ma entrare nel mondo adulto della sua maturità espressiva. Questa è la sfida. In questa prospettiva sarebbe auspicabile un generale allungamento del periodo di presa di spuma in autoclave, ad almeno 3/4 mesi, con un successivo periodo di affinamento in bottiglia di qualche mese prima della messa in commercio. Uscire più tardi? Certo, se questo gioca a vantaggio dell’identità, della personalità e della qualità del Prosecco Superiore Docg. Se con tutte la bottiglie della denominazione, almeno con i Millesimati e le etichette di maggior prestigio.

Meno zucchero? Yes please!

La versione tradizionale del Prosecco Superiore Docg è Extra-Dry, che prevede la presenza di un residuo zuccherino da 12 a 17 gr/l. Spesso i dosaggi troppo alti rendono Extra-Dry troppo dolce e stucchevole al palato. Un uso dello zucchero moderato andrebbe a tutto vantaggio del buon equilibro del vino e dalla valorizzazione del bouquet della glera. Negli ultimi anni, seguendo il gusto dei consumatori soprattutto dei mercati esteri, anche il Prosecco Superiore Docg sta cambiando pelle. Sempre più spesso le cantine producono versioni Brut (residuo zuccherino da 0 a 12 gr/l), a volte senza superare i 5 o 6 gr/l, in modo da avere vini più equilibrati tra morbidezza e acidità, più freschi e gastronomici. Stanno cominciando ad affacciarsi timidamente anche i primi Pas Dosé, che rappresentano la punta più avanzata di una ricerca di un profilo più nitido ed essenziale. Un cambiamento, che rende il vino molto più adatto a essere apprezzato negli abbinamenti a tavola, ma che richiede anche maggior complessità e profondità aromatica per bilanciare l’acidità. L’ormai prossima introduzione nel disciplinare della tipologia Extra-Brut va in questa direzione. La versione Dry (residuo zuccherino da 17 a 32 gr/l.) è ormai rimasta solo per il cru di Cartizze. L’eccellenza della denominazione, che da sempre è conosciuta come la zona in cui si producono i vini più intensi e ricchi del territorio. Oggi la versione Brut rappresenta oltre il 30% della produzione. Una percentuale in continua crescita, soprattutto sui mercati esteri.

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Biologico, la strada è aperta

Il paesaggio agricolo di Valdobbiadene e Conegliano offre uno scenario di grande biodiversità ambientale. Una ricchezza inestimabile da tutelare e salvaguardare con particolare attenzione. Il Consorzio ha un protocollo di gestione delle vigne, che di anno in anno tende a limitare sempre di più l’utilizzo di sostanze chimiche e a ridurre al minimo i trattamenti. E’ un tentativo di portare progressivamente tutti i produttori a una maggior attenzione verso ambiente e alla coltivazione della vite secondo principi di sostenibilità e rispetto della natura. Anche se attualmente sono poche le aziende certificate o in conversione Bio, non mancano esempi virtuosi e sperimentazioni. Durante le giornate di Vino in Villa, gli incontri e le visite in Cantina, hanno confermato che alcuni produttori si sono già incamminati su questo percorso. E’ il caso dell’azienda “Pérlage” di Farra di Soligo. Dal 1985 produce Prosecco Superiore Docg in regime di agricoltura biologica, a testimonianza che la scelta Bio non è un’utopia, ma una via concreta, disponibile e percorribile da subito. Altre aziende si stanno muovendo in questa direzione: “Biancavigna” ha iniziato il processo di conversione Bio di alcuni vigneti e la costruzione della nuova cantina, progettata con avanzati sistemi di biocompatibilità e sostenibilità eco-energetica, dimostra la sensibilità a questi temi dei titolari Luca Cuzziol e Elena Moschetta. Sperimentazioni con coltivazioni in regime biologico, ancora non certificato, sono portate avanti anche dalla cantina “Drusian” e da altre realtà del territorio. Paolo Bisol della cantina Ruggeri, sta collaborando con alcuni ricercatori per aumentare la biodiversità nelle vigne, piantando nell’interfilare fiori ed erbe spontanee del territorio. Vedere i vigneti non solo inerbiti ma pieni di fiori, farfalle, api e insetti è un piacere per gli occhi e vitalità ritrovata per la vigna. Soprattutto nella zona di Valdobbiadene, dove la terra è estremamente parcellizzata tra molti piccoli proprietari, che conferiscono poi le uve alle cantine, non è semplice il processo di conversione al biologico. Tuttavia sembra chiaro che la strada in questa direzione sia ormai aperta e nonostante alcune resistenze, sia destinata a proseguire per creare un valore aggiunto a livello di qualità dell’ambiente. La candidatura di Conegliano Valdobbiadene a entrare a far parte della World Heritage List dell’Unesco dovrebbe spingere ad accelerare questo processo, per cercare di valorizzare ancor più la piena sostenibilità della viticoltura con il contesto naturale e paesaggistico.

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2015, una buona annata

Il 2015 è stata decisamente una bella annata per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg e gli assaggi del week end di degustazione lo hanno confermato.

Tra le etichette Brut più interessanti segnaliamo: “Brut Ius Naturae Millesimato 2015 di Bortolomiol”, il “Brut Millesimato 2015 di Garbara”, il “Brut Cuvée del Fondatore 2015 di Valdo”, il “Brut Cuvée del Fondatore Rive di Col San Martino Millesimato 2015 di Merotto”, il “Brut Biancavigna 2015”, il “Brut Le Rive di Guia 2015 di Marsuret”, il “Cartizze Brut Vigna Rivetta 2015 di Villa Sandi”, il “Brut 2015 di Marchiori”.

 

[Photo Credit: Alessio Turazza]

 

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