Intervista a Francesca Terenzi. This is for Lovers, running away, just for today

Intervista a Francesca Terenzi. This is for Lovers, running away,  just for today

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L'azienda Terenzi nasce dal progetto ambizioso di un padre, che, con la terra e con il vino, ha riunito l'intera famiglia in Maremma... le loro etichette oggi portano lo stile italiano ovunque.

Di Cecilia Fraccaroli

Franci

● La vostra è un’azienda familiare, in cui operano, oltre a te, i tuoi genitori ed i tuoi due fratelli maggiori.

fratelli

Vi definite “una famiglia che ha avuto il privilegio di essere chiamata in questa meravigliosa terra”: quale è stata, e come avete sentito, questa “chiamata”?

Da molti anni abbiamo un bel casale del seicento ristrutturato pietra
su pietra, riutilizzando tutti i materiali esistenti. Si è trattato di un lavoro durato
oltre tre anni, sino alla fine del 1993: inizialmente era la nostra casa di vacanza,
ed è divenuta poi la residenza principale della famiglia.
Sino al 2003 abbiamo visitato tutta la Maremma, dall’Amiata al mare dell’Argentario; abbiamo scoperto ed apprezzato le bellezze naturali, la varietà incredibile del paesaggio ed il contatto vero con la natura.

rocca

All’epoca, l’interno della costa toscana era in molti casi abbandonato: era iniziata la migrazione della popolazione verso le città, ed in particolare verso Grosseto, con il conseguente spopolamento dei paesi.
Mio padre decise di investire proprio su questa terra, consapevole che senza iniziative, senza l’apporto di capitali intorno a progetti precisi e attuali, rispondendo alla più elementare esigenza di fornire strutture e servizi adeguati ad una visitazione particolare, questa terra si sarebbe imbarbarita: infatti, chi viene in Maremma è in genere una persona con un profilo culturale, sociale ed economico di livello medio-alto: i visitatori devono trovare ospitalità ed iniziative legate al territorio adeguate agli standard elevati di un turismo non elitario, ma un “buon” turismo.
Nacquero così la nostra cantina e la locanda, e presero avvio le iniziative e le attività per far conoscere i vini ed i prodotti di Maremma, dando la possibilità di visitare la zona soggiornando in luogo adeguato, confortevole e vicino alla natura così selvaggiamente dolce.

Locanda

Eravamo in pochi allora ad operare in questa direzione, consapevoli che solo con scelte di buon livello (anche se il giudizio finale non spetta a noi, ma a chi frequenta la nostra azienda) era ed è possibile un rilancio del territorio.

Land

Ecco, in questo senso è stata come una chiamata sussurrata all’orecchio di mio padre: datti da fare, investi, avvia iniziative…

•Ricordo che io e te frequentavamo la stessa scuola, alle elementari, alle medie, e, per un tratto, anche al liceo. La vita era quella di due ragazzine di città, scorreva tra la scuola, gli amici, i primi locali e le prime scoperte della “mondanità” che la città di Milano ci offriva.
Come vivi, e come hai vissuto, il cambiamento tra lo stile di vita milanese e la vita a contatto con la natura, legata a doppio filo alle stagioni, al clima ed alle condizioni metereologiche? C’è un contrasto in tutto questo?

Io ho sempre amato molto il cambiamento e le nuove avventure mi hanno sempre affascinata, anzi, attratta. Per questo dopo i vent’anni lasciai Milano e l’università per andare prima a New York e poi spostarmi a Torino, dove ho vissuto tre anni, ed arrivare infine qui, in Maremma.
Dalle città all’assordante silenzio della campagna e non solo: il cambiamento è “mostruoso”, ma io credo che ciò che conta sia la testa di ciascuno di noi, la forza interiore di affrontare un tipo di vita completamente diverso.

pozzo

Dalla frenesia di una grande città, dal traffico, dai locali, dagli eventi, dagli amici, alla natura, al silenzio, ai panorami meravigliosi che si vivono in Maremma dall’alba al tramonto, ai colori che mutano con il variare delle stagioni.

New YorkAlba

Ci vuole grande forza, oltre alla consapevolezza che in campagna la vita, se hai un’attività agricola, è governata dalla terra, dalle coltivazioni e dal tempo.
Allora i valori cambiano: sicuramente meno attenzione (posso dirlo?) all’effimero, alla moda…, ma è aumentata grandemente la mia serena capacità di affrontare i problemi quotidiani del lavoro e della famiglia.

VITE

Il grande vantaggio è che non ci si deve necessariamente privare della “vecchia” vita in città, basta salire in macchina, in treno od in aereo (il check-in dell’aeroporto di Fiumicino dista un’ora e mezza da dove abito) e si può ritrovarsi per un giorno o per una settimana nella vecchia vita. …Ma che gioia e che soddisfazione ritrovarsi poi di nuovo in campagna, uscire in giardino e vedere un immenso panorama di colline e campi e, in lontananza, l’azzurro del mare; soprattutto, vivere il silenzio ed il profumo che solo questa terra può dare.
No, non è un contrasto, è vivere meglio!

Giardino

•Tu sei giovane, curiosa, hai conosciuto persone diverse, città diverse e mondi diversi: che cosa vedi di te nel vino che producete?

Nel vino che produciamo vedo la nostra passione, vedo l’impegno di
tutti quelli che lavorano con noi e che hanno creduto in questa azienda dall’inizio. Primo tra tutti ovviamente mio padre, che dalla sua passione per il vino ha creato una realtà importante, permettendoci di vivere un’avventura bellissima.
Nel nostro vino ci vedo l’amore.

bilancia

•Un paragone tra il viaggio o la città che più hai nel cuore ed uno dei tuoi vini.

Bè, New York è certamente una delle città che più amo e me la ricorda sempre il nostro Bramaluce, un rosso forte, frutto dell’appassimento delle uve che lo compongono e che ne fanno un vino robusto ma delicato, con grandi profumi e con la soave persistenza del syrah e del sangiovese che lo compongono: è come New York, città complessa e frenetica, dove si può anche vivere momenti di grande piacevolezza…

•Quando il tuo bambino ti dirà che da grande vorrà produrre vino, che cosa gli risponderai?

Sarebbe indubbiamente una grande soddisfazione riuscire a trasmettere a mio figlio questa passione, per ora comunque lui ha le idee piuttosto chiare: l’unica cosa che vuole fare da grande è il macchinista ferroviario! Per il vino temo che dovremo aspettare ancora un po’ …

•Cerreto Piano, Crognoleta, Madrechiesa, Montedonico e Salaioli, che cosa ti dicono questi nomi? Quali sensazioni ti danno?

Sono le nostre vigne, i nomi sono quelli topografici da sempre e sono la base più importante del nostro lavoro: il vino buono viene da una buona uva e quindi è il bene più prezioso e importante, da difendere e migliorare sempre più.

Grappoli

•La vostra azienda si caratterizza per l’attenzione all’ambiente, al punto che, diversamente da chi ne fa solo una dichiarazione di principio, potete contare su di una completa autonomia energetica fotovoltaica, nella piena adesione al progetto magis ed a quello per un’agricoltura integrata. Ci dai due indicazioni riguardo a questi progetti?

Innanzitutto mio padre ha costruito nel pieno rispetto del paesaggio e dell’ambiente: niente sbancamenti di colline, piantumazione nel rispetto e nella continuità del territorio, utilizzo di materiali espressione della zona: pietre, mattoni e coppi in cotto, travertino. E poi la costruzione di due impianti fotovoltaici che rendono l’azienda autonoma nel consumo di energia.
Ora stiamo lavorando per migliorare il recupero totale delle acque di cantina e non solo, abbattendo così fortemente il consumo di acqua, altra risorsa importante in Maremma. Da due anni inoltre il trattamento delle vigne, che non sono biologiche, è stato limitato enormemente.

Cassette

•L’intero vostro processo produttivo, dalla conduzione delle vigne alla vendemmia, dalla vinificazione all’imbottigliamento, viene svolto in completa autonomia: un vino che è seguito passo dopo passo, come un bambino, dai suoi produttori, cosa regala a chi lo degusta?

E’ una grande emozione e l’abbiamo provata e continuiamo a provarla ogni anno ad ogni nuova vendemmia: la crescita continua della qualità con l’invecchiamento delle vigne (la più “antica” ha dieci anni!) è una soddisfazione incredibile, una gioia.

vendemmia

•Il vostro Morellino di Scansano è celebre, ma tu saprai che molte delle vostre bottiglie sono sulle carte dei vini dei migliori ristoranti, non solo italiani. A me personalmente è capitato di trovarvi addirittura a Formentera, da Ca Na Joana a San Francisco Javier: che effetto ti fa sederti a tavola e vedere proposte le vostre etichette?

Molti amici inviano una foto quando sono ancora a tavola e trovano un nostro vino: è sempre più frequente e questo forse ci dà ancor più soddisfazione che quando siamo noi a leggere una carta con il nostro vino! Ecco, il vino è un grande prodotto e vederlo soprattutto all’estero ci rende orgogliosi: viene fuori tutta l’italianità che nel nostro piccolo supportiamo quotidianamente.

Morellino

•La maremma, dove si trova la vostra azienda, è nota anche all’estero per una serie di attrattive, naturali e paesaggistiche. Stiamo quasi per concludere: ci descrivi la “tua” maremma con tre aggettivi?

Selvaggia, dolce, ed anche amara.

VISTA

● Ultima domanda, ormai un classico delle mie interviste.. sono curiosa: alla fine di una giornata di lavoro, in vigna, o in cantina, rimani tu con un calice di vino… quale? E quale musica sarebbe il sottofondo musicale perfetto?

Io, con un calice di Balbino, ascoltando uno dei miei pezzi preferiti: “For lovers” di Pete Doherty.

Finale

Per le immagini si ringrazia Francesca Terenzi, eccetto ove indicato diverso copyright

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