Risotto alla curcuma, zucca e Asiago Dop: la videoricetta


Un risotto speciale che unisce il sapore intenso della curcuma a quello dell'Asiago, il tutto ammorbidito dalla dolcezza della zucca.

[Credits: Valentina Masotti]

Porzioni: 2

Difficoltà: Facile

Totale: 45 minuti circa

INGREDIENTI:

  • 160 gr di riso Carnaroli Extra Riserva San Massimo
  • brodo di carne (o vegetale se preferite un risotto più leggero)
  • olio extravergine di oliva
  • cipolla dorata
  • curcuma in polvere
  • vino bianco secco
  • crema di zucca (zucca cotta in forno con un filo d’olio e poi frullata)
  • Asiago DOP grattugiato a scaglie
  • sale e pepe
  • mandorle in scaglie per decorare

 

di Valentina Masotti di Ricette e Racconti per Lorenzo Vinci

Risotto alla curcuma, zucca e Asiago Dop

Preparazione

1- Versate un filo d’olio extravergine di oliva in una padella e fate soffriggere un cucchiaino di cipolla dorata tritata al mixer.

2- Versate il riso, aggiungete sale e pepe, fatelo tostare per un paio di minuti. Sfumate con il vino bianco e fate consumare tutto l’alcol.

3- Aggiungete il brodo bollente e fate cuocere il riso, girando di tanto in tanto.

4- Aggiungete il brodo quando necessario, finché non saranno passati 10 minuti da inizio cottura.

5- A quel punto aggiungete la crema di zucca. Per ottenere la crema, fate cuocere la zucca tagliata a dadini in forno per 30 minuti con un filo d’olio a 180 gradi (forno elettrico) e poi passatela con il mixer ad immersione e un goccio d’acqua.

6- Fate cuocere il riso per altri 4 minuti insieme alla crema di zucca, aggiungete abbondante curcuma in polvere ed eventualmente altro brodo caldo.

7- Spegnete il fuoco prima di mantecare: aggiungete il formaggio Asiago grattugiato a scaglie, girate con un cucchiaio di legno e poi fate saltare il risotto all’onda.

8- Quando l’Asiago sarà ben amalgamato e il risotto risulterà cremoso, potete servirlo nei piatti, decorando con scaglie di mandorle tostate.

Il vostro risotto alla curcuma, zucca e Asiago Dop è pronto per essere servito!

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Un consiglio

Un consiglio: la curcuma è una spezia che dona ai cibi sapidità, quindi bilancia la dolcezza della zucca e soprattutto vi permette di cucinare il risotto con poco sale. Volendo, potete anche evitare l’uso del pepe.

La scelta degli ingredienti

Oggi abbiamo preparato un riso speciale usando un Carnaroli extra della Riserva San Massimo.

Cos’ha di speciale questo riso?

Intanto è vero riso italiano, cioè coltivato in Italia. Abbiamo visto che non è semplice riconoscere il riso coltivato in Italia, perché per legge (Reg EU 1169/11) si chiama “riso italiano” quello che viene confezionato in Italia, ma magari è di provenienza estera.

Inoltre quello di Riserva San Massimo è un Carnaroli autentico: sempre in questa rubrica, abbiamo visto che ci sono tanti risi che vengono confezionati come Carnaroli, ma che in realtà contengono altre varietà, seppur simili. È proprio in questi campi della Riserva San Massimo, a Groppello Cairoli, in provincia di Pavia, che Dino Massignani mi ha insegnato a riconoscere il vero Carnaroli: alto e con i “baffi”. Le risaie si estendono in mezzo a questo immenso e suggestivo ecosistema forestale, più di 500 ettari di spazi naturali, intervallati da aree agricole, filari di piante da frutto, prati marcitori e pioppeti. Uno spazio prezioso, che si inserisce nel panorama offerto dal Parco Regionale Lombardo della Valle del Ticino, che preserva la flora locale e diventa habitat ideale per la fauna selvatica, dagli uccelli fino a daini e caprioli. Il Carnaroli che nasce in questi campi è un riso “extra”, selezionato accuratamente per ottenere una qualità superiore. La legge che disciplina il commercio interno del riso (325/58) prevede che la dicitura “extra” sia applicata solo a quei risi “aventi difetti e impurità non superiori ad un terzo delle tolleranze stabilite”, inoltre il “massimo di rottura non può comunque eccedere l’1,5 per cento in peso”.

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Per dirla in maniera semplice, si tratta di un riso che ha subito una lavorazione più selettiva, che consente di ottenere solo i chicchi migliori, garantendo un ottimo risultato in cottura. Pensiamo a quando facciamo il risotto: se ci sono tanti chicchi danneggiati o rotti, quindi più piccoli, questi cuoceranno in minor tempo e il risultato finale sarà un risotto con una parte di chicchi scotti. Se invece usiamo un riso extra, con chicchi omogenei, saremo certi di ottenere un risultato ottimale.

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Lorenzo Vinci

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