Bakari, socialmente spensierati!

Bakari, socialmente spensierati!
Finalmente debuttano i tre vini della nuova linea Bakari pensati per il puro piacere, nello spirito dei bacari veneziani.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Di Antonio Cimmino.

Sabato 24 giugno hanno fatto la loro apparizione in 19 locali tra Veneto, Liguria, Piemonte, Emilia, Romagna, Friuli e Lombardia le tre etichette della nuova linea di vino Bakari (Bianco, Rosso, Confondo) pensati dai loro fondatori per quei bevitori “socialmente spensierati” che bevono per puro piacere, nello spirito dei bacari veneziani. Il bacaro, a Venezia, è la tipica osteria veneziana dove scegliere vini in calice e piccoli spuntini, negli anni è divenuto soprattutto sinonimo di “fare festa”.

Fino a sabato 8 luglio, gli appassionati potranno conoscere e assaggiare in anteprima i vini al costo consigliato di 3 € qui:

Bacaro Risorto di Venezia; Estro – Vino e Cucina di Venezia; Osteria Plip di Mestre (Ve); DiningRoom di Mestre (Ve); Ristorante Local di Venezia; Hotel Pensione Wildner di Venezia; Misticanza 54 di Monselice (PD); Abituè Treviso di Treviso; Assaggi&Beccofino di Mogliano Veneto (TV); Il Punto della bice di Rovigo; Ca’ Bottona di Costermano (VR); Ai Troeggi di Genova; Banco vini e alimenti di Torino; Ristorante Consorzio di Torino; XI Comandamento di Ferrara; Enoteca Pisacane di Cervia (RA); Viva di Trieste; Vinello di Milano; Pura Vida di Mantova

Bakari nasce dal desiderio di cinque professionisti del mondo del vino di creare un’offerta che non c’era.

“Volevamo una linea di vini – spiega Raffaele Bonivento, leader del progetto – naturali, fatti bene, a un costo accessibile che rispondessero a dei requisiti specifici: di facile beva, democratici ma non concettuali, laici e frivoli, privi di sovrastrutture etiche e culturali. In poche parole vini buoni e naturali alla portata di tutti”.

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Il progetto nasce dall’esperienza di Raffaele Bonivento, un passato in Vinnatur e Porthos, insieme con quella di Luca Fullin, ristoratore e proprietario del Local realtà emergente della ristorazione veneziana, ideatori e proprietari di Meteri, azienda di distribuzione di alcune eccellenze tra i vini (principalmente italiani e francesi) sapientemente selezionati da oltre quindici anni nell’ambito del vino biologico, biodinamico e naturale in genere.

Il terzo della squadra è Damiano Peroni, enologo che da oltre dieci anni lavora come consulente per aziende agricole. Parlando di territorio, di vini col fondo e soprattutto di Garganega non poteva mancare Stefano Menti, vignaiolo dell’azienda di famiglia a Gambellara che lavora in regime biodinamico, grande interprete di questo vitigno.

Infine Emanuela Tortora, sommelier e illustratrice, rappresenta l’anima artistica del progetto, colei che si è occupata delle etichette, motivata a rappresentarne il loro vero carattere.

Sono stati selezionati produttori in base a criteri precisi e condivisi. La provenienza da uve da agricoltura biologica, o comunque in conversione biologica, con fermentazioni spontanee su lieviti indigeni, da vinificazioni in vasi vinari neutri (inox, cemento, vetroresina), senza filtri, prodotti in quantità limitate, con livelli di solfiti estremamente contenuti e dichiarati espressamente in etichetta per garantire al consumatore la massima trasparenza.

Bakari Bianco 2016, una Garganega in purezza, fresca e minerale. Al naso frutta bianca, in bocca sono le note agrumate che lo rendono piacevole. Freschezza e discreta sapidità consentono una facile beva. Vinificato in bianco, in acciaio, basso tenore alcolico, lieviti indigeni e So2 inferiore a 25 mg/L. Fermentazione spontanea e non filtrato. La leggera presenza di CO2 è una naturale protezione del vino.

Bakari Confondo 2015, 100 % Cortese. Fermentazione spontanea in acciaio, seconda fermentazione in bottiglia con aggiunta di mosto di uva Garganega passita. So2 inferiore ai 35 mg/L. Al naso prevale la frutta a polpa bianca succosa, al palato spicca l’albicocca matura. La bolla decisa restituisce al vino una sensazione di freschezza finale.

Bakari Veneto IGT Rosso 2016, da uve Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot, tra i 20 e i 30 anni l’età dei vigneti. Vinificato in acciaio e affinato in cemento. Tannini fini, un vino beverino che si consiglia di bere fresco. So2 inferiore a 25 mg/L.

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[Photo Credit: StudioCru]

 

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© Antonio Cimmino

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