Capriano del Colle Rosso DOC: il profumo fruttato e fragrante del Sud di Brescia

Capriano del Colle Rosso DOC: il profumo fruttato e fragrante del Sud di Brescia
Il vino rosso rubino prodotto con i vitigni Merlot, Marzemino, Sangiovese e Barbera.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Storia, zona di produzione e territorio:

Capriano del Colle è una località a sud di Brescia, che dà il nome a una piccola DOC. Il territorio si estende nell’area vocata in prossimità del Monte Netto. Si tratta un altopiano ben esposto e caratterizzato da terreni di matrice calcareo-argillosa, particolarmente adatti per la viticoltura. Un piccolo terroir in cui vengono prodotti sia vini rossi che vini bianchi, utilizzando soprattutto marzemino, merlot, sangiovese e trebbiano.

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Il vitigno, le caratteristiche:

Alla base della produzione del Capriano del Colle Rosso DOC ci sono fondamentalmente tre vitigni: il marzemino, il merlot e il sangiovese. Le origini del marzemino sono state per lungo tempo oscure. Oggi, grazie alle analisi del DNA, sappiamo che il marzemino è nato da un incrocio tra il teroldego e un’altra varietà sconosciuta. Da secoli è coltivano in Trentino, soprattutto in Vallagarina, la parte più meridionale della valle d’Adige, da Trento fino alla pianura padana. E’ inoltre presente nelle terre che circondano l’ampio bacino del lago Garda, sia sul versante veneto, che in quello bresciano. E’ un’uva che produce vini rossi particolari, profumati e fruttati, di medio corpo, armoniosi e poco tannici.

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Il merlot è uno dei vitigni più conosciuti in assoluto. E’ originario della zona di Bordeaux ma oggi è coltivano praticamente in tutto il mondo. Nasce da un incrocio tra il cabernet franc e la magdeleine noire des Charentes e regala vini di grande struttura, molto equilibrati, morbidi, destinati al lungo invecchiamento. Il sangiovese, invece, è il vitigno a bacca rossa più coltivato in Italia. Nasce da un incrocio spontaneo tra il ciliegiolo e un’antica varietà del sud Italia: il calabrese di Montenuovo. E’ una varietà presente in vari cloni, con nomi e caratteristiche diverse, ma in generale possiamo dire che si tratta di un vitigno capace di donare grandi vini, con aromi eleganti, fitta trama tannica e vivace acidità, tutti elementi che contribuiscono a garantire la sua longevità. Il Capriano del Colle Rosso DOC è un vino dal colore rosso rubino. Al naso esprime profumi fruttati e fragranti. Al palato ha una buona struttura, è armonioso ed equilibrato, con tannini eleganti e finale persistente.

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La Denominazione e il Consorzio:

I vini di Capriano del Colle sono stati riconosciuti con la Denominazione d’Origine Controllata nel 2011. La zona di produzione è piuttosto piccola e si estende sui terreni collinari dei comuni di Capriano del Colle e Poncarale in provincia di Brescia. Per la produzione del vino Capriano del Colle Rosso DOC, anche nelle versioni Novello o Riserva, il disciplinare fissa la seguente base ampelografica: marzemino minimo 40%, merlot minimo 20% e sangiovese minimo 10%. Possono concorrere anche altre uve a bacca rossa autorizzate nella provincia di Brescia, per un massimo del 10% del totale. E’ possibile anche l’indicazione in etichetta del vitigno Marzemino, se il vino è prodotto con il 100% del vitigno. Il titolo alcolometrico minimo deve essere di 10,50% e di 11,50% per la versione Riserva. Il vino Capriano del Colle Superiore DOC deve essere sottoposto a un periodo d’invecchiamento di almeno dodici mesi. Per la menzione Riserva, il disciplinare prevede, invece, un periodo d’invecchiamento di almeno 24 mesi. Per quanto riguarda la produzione di vini bianchi, i vitigni più utilizzati sono il trebbiano di Soave, il trebbiano di Lugana e il trebbiano toscano.

Temperatura di servizio e abbinamenti:

Il vino Capriano del Colle Rosso DOC si degusta a una temperatura di 16/18 °C. Si abbina bene a insaccati, primi piatti con sughi di carne, secondi piatti di carni bianche o rosse arrosto o alla griglia.

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