Pantelleria Doc: il Passito più famoso d’Italia

Pantelleria Doc: il Passito più famoso d’Italia
Al naso esprime profumi intensi e seducenti con aromi di frutta candita, frutta secca, miele, cenni tropicali e spezie.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]di Alessio Turazza, sommelier e giornalista

Storia, zona di produzione e territorio:

Pantelleria è un’isola che si trova circa a metà strada tra la costa siciliana di Sciacca e il promontorio tunisino di Kelibia. E’ un’isola d’antichissima origine vulcanica con un clima tipicamente mediterraneo, caldo, secco, ventoso e una piovosità bassissima. I primi insediamenti risalgono all’espansione commerciale dei Fenici, attorno al VII secolo a.C.. Seguirono poi i Greci, gli antichi Romani e i Saraceni.

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La sua posizione al centro del Mediterraneo ne ha fatto nei secoli un naturale porto di scalo durante le traversate da una costa all’altre del Mare Nostrum, sedimentando cultura e tradizioni. Oltre alla pastorizia, la viticoltura è da sempre legata alla storia dell’isola. Nonostante le condizioni siccitose, spesso estreme per la sopravvivenza della vite, i vigneti hanno sempre fatto parte del paesaggio di Pantelleria. I terreni vulcanici sono porosi e conservano in profondità l’acqua, restituendo un po’ di umidità alle piante durante i periodi più caldi e secchi.

La vite è coltivata ad alberello basso, secondo l’antica consuetudine greca. Le viti sono piantate in piccole buche che consentono di convogliare verso la pianta l’umidità e il fogliame, che arriva quasi fino a terra protegge i grappoli dal calore del sole. Grazie alla conservazione di queste antiche tradizioni e alla tenacia dei viticoltori locali, a Pantelleria si continua a produrre uno dei vini passiti più famosi d’Italia, un nettare prezioso che prende proprio il nome dall’isola.

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Il vitigno, le caratteristiche:

Il Passito di Pantelleria o Zibibbo è prodotto con il moscato d’Alessandria. La parola Zibibbo, ha la sua radice etimologica nella lingua araba. Il suo significato è uva appassita. Le uve moscato rappresentano una delle grandi famiglie varietali presenti un po’ in tutti i paesi del Mediterraneo. In particolare, la varietà moscato d’Alessandria è molto probabilmente originaria dell’Egitto o comunque della coste dell’area mediorientale.

Il nome moscato trae origine dalla parola muscus, ovvero muschio, uno degli aromi più tipici e riconoscibili che esprime il bouquet del vino. Le uve moscato, una volta raccolte vengono fatte appassire al sole e vinificate solo quando gran parte dell’acqua è evaporata e gli zuccheri e gli aromi si sono naturalmente concentrati. Il Passito di Pantelleria ha un colore dorato. Al naso esprime profumi intensi e seducenti con aromi di frutta candita, frutta secca, miele, cenni tropicali e spezie. Il sorso è armonioso, ricco, morbido con giusta dolcezza e persistenza gustativa.

panteleria vigneto

La Denominazione:

I vini di Pantelleria sono stati riconosciuti con la Denominazione d’Origine Controllata nel 1971. Il disciplinare indica come zona di produzione l’intero territorio dell’isola di Pantelleria, in provincia di Trapani. La base ampelografica dei vini Pantelleria Doc deve essere 100% moscato d’Alessandria o zibibbo. Solo per la versione bianco, anche frizzante, è ammesso un massimo di 15% di altri vitigni a bacca bianca autorizzati dalla regione Sicilia.

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Temperatura di servizio e abbinamenti:

Il Pantelleria Passito Doc si serve a una temperatura di 12/14 °C. Si abbina meravigliosamente alla pasticceria tipica siciliana, ai dolci a base di ricotta o a torroni con le mandorle.

 

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