Pomino DOC: il bianco delicato e il rosso intenso della Toscana

Pomino DOC: il bianco delicato e il rosso intenso della Toscana

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Dalla trama tannica elegante: vini bianchi, rossi e Vin Santo.

di Alessio Turazza, giornalista e sommelier

Storia, zona di produzione e territorio:

La Denominazione Pomino, pur occupando un’area territoriale decisamente piccola, è in realtà molto nota e storicamente importante nell’ambito del panorama dell’enologia della Toscana. Si tratta di una zona di antiche tradizioni, scelta fin dall’antichità per le sue splendide esposizioni collinari, il suo clima fresco e per i terreni particolarmente vocati. Il suo successo e la sua fama si devono anche all’introduzione d’importanti vitigni d’origine francese, che hanno trovato un habitat perfetto per esprimersi su alti livelli qualitativi, rendendo così celebri i vini di Pomino.

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Il vitigno, le caratteristiche:

La zona di produzione del Pomino è caratterizzata dalla presenza di molti vitigni internazionali, che sono presenti da lungo tempo nel territorio, ancor prima che se ne diffondesse la moda a livello mondiale. Per il Pomino Bianco si utilizza fondamentalmente lo chardonnay, la grande uva di Borgogna, il sauvignon blanc e altre varietà d’origine francese come il pinot bianco e il pinot grigio.

chardonnay Wine grapes in vineyard raw ready for harvest in Mediterranean

Anche per quanto riguarda il Pomino Rosso, a parte il sangiovese, si utilizzano importanti e famosi vitigni francesi come il pinot noir e il merlot:  il primo originario della Borgogna, l’altro di Bordeaux. Il Pomino Bianco ha un colore giallo paglierino con delicati profumi fruttati, sorso armonioso e fresco. Il Pomino Rosso ha un color rosso rubino con note di piccoli frutti rossi, con corpo di buona struttura. Trama tannica elegante e piacevole freschezza.

merlot-pomino

La Denominazione:

I vini Pomino sono stati riconosciuti con la Denominazione d’Origine Controllata nel 1983. Si tratta di una piccola zona di produzione, che comprende solamente parte del comune di Rùfina in provincia di Firenze. Il disciplinare prevede la produzione di vini bianchi, rossi, del Vin Santo e del Vin Santo Occhio di pernice. Sicuramente i vini più diffusi e famosi sono il bianco e il rosso.  Per il Pomino Bianco DOC, la base ampelografica è fissata in un minimo del 70% di chardonnay, e/o pinot bianco e/o pinot grigio, con un eventuale saldo del 30% di altri vitigni a bacca bianca autorizzati in Toscana. E’ possibile la menzione in etichetta del vitigno per chardonnay e sauvignon blanc, se presenti almeno per l’85% del totale.

pomino bianco e rosso

Per quanto riguarda il Pomino Rosso DOC, anche Riserva, il disciplinare prevede l’utilizzo di un minimo del 50% di sangiovese e un massimo del 50% di pinot nero e merlot. Possono concorrere altre uve a bacca rossa, autorizzate in Toscana, per un massimo del 25%. E’ possibile la menzione in etichetta del vitigno per pinot nero e merlot se presenti almeno per l’85% del totale. Il titolo alcolometrico minimo per le tipologie Bianco e Rosso deve essere almeno di 11,5%. Per il Pomino Bianco Riserva è previsto un invecchiamento minimo di un anno, di cui 8 mesi in legno. Per il Pomino Rosso è previsto un periodo d’invecchiamento minimo di 6 mesi in rovere, mentre per la Riserva il periodo sale a 2 anni di cui almeno di 6 mesi in rovere.

pomino bianco e rosso3

Temperatura di servizio e abbinamenti:

Il Pomino Bianco DOC si serve a una temperatura di 8/10 °C e a tavola si abbina ai piatti classici della cucina di mare. Il Pomino Rosso DOC si serve a una temperatura di 16/18 °C e accompagna molto bene secondi piatti di carni rosse arrosto o alla griglia.

 

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