Vinitaly 2017: tra vini d’autore con un’etichetta d’artista

Vinitaly 2017: tra vini d’autore con un’etichetta d’artista
La 51ª edizione del salone internazionale dei vini e distillati tra arte, creatività e ottimi vini

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Di Antonio Cimmino.

Al 51° Vinitaly gli oltre 128mila spettatori accorsi da 142 paesi in quattro giorni hanno potuto scegliere tra i vini di oltre 4.200 aziende, il che si ipotizza che fossero almeno 15.000/20.000 le etichette in libera degustazione.

La scelta su quali vini assaggiare per molti è stata oculata, preparata, a dir poco, scientifica.

Chi guidato dal proprio gusto, chi dalla passione o dalla sua competenza, o chi, come me, dalle emozioni e dalla ricerca della risposta a “Il Vino si fa Arte o l’Arte si fa vino?”, alla scoperta di vini d’autore con l’etichetta artistica, ben consapevole di non averli scovati tutti. Ecco quindi un elenco molto personale e parziale in continua evoluzione.

Per la cronaca, il primo a chiedere a un’artista (Jean Carlu) di “vestire” il proprio vino fu, nel 1924, il Barone Philippe de Rothschild, che solo nel 1945 rilanciò l’idea, in occasione della vittoria degli Alleati e de ritorno nelle sue proprietà, commissionando a Philippe Jullian il disegno dell’etichetta del Château Mouton Rothschild Premier Cru Pauillac.  Da quel momento una tradizione mai più interrotta.

Molti seguirono l’esempio del Barone, consolidando così il legame tra il vino e l’arte in ogni sua forma, chi rivolgendosi ad artisti famosi, chi imbandendo concorsi, chi affidandosi alle doti famigliari, chi coinvolgendo le nuove leve delle arti visive, designer o grafici.

Iniziamo dalla regione padrona di casa: il Veneto.

Per aggiungere un nuovo tassello alla galleria di etichette d’artista aperta nel 2010 con un quadro di Milo Manara e che si fregia per la vendemmia 2013 di Composition VI, dipinto da Wassily Kandisky, Marilisa e Caterina Allegrini per la “limited edition” de La Grola 2014 si sono ispirate al tema “In Vino Habitat” ossia la rinascita della vita e il ritorno nei loro vigneti della fauna più variegata. Progetto affidato a Nazareno Rodrigues Alves, artista brasiliano, che partendo dalle foto dei vigneti e della fauna che in essi vi abita, ha disegnato 7 tavole che sovrapposte creano un’etichetta a rilievi, racchiudendo in sé il concetto di “Insieme”, nome anche dell’opera. 90% Corvina e 10% Oseleta, la maggiore selezione in vigna e le minori rese, a causa dell’annata climaticamente difficile, hanno preservato ricchezza e freschezza degli aromi, supportati da raffinata eleganza e leggiadra armonia.

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Accordini Igino, storica cantina nel cuore della Valpolicella, ha presentato il suo nuovo percorso su l’Arte e il Vino. Art of Wine, dipinto da Amaranta De Francisci, rappresenta l’arte dell’Amarone e le sue note degustative, attraverso la sinestesia, ossia la contaminazione dei sensi nella percezione del vino, trasformando così la degustazione di un vino complesso come l’Amarone in un’esperienza sensoriale oltre che olfattiva e gustativa. Il corpo è rappresentato dallo sfondo rosso granato, le note di liquirizia dall’acquarello nero, i frutti rossi e neri in basso a destra come a sostenere l’intera struttura. La morbidezza, elemento centrale, rappresentata da una pennellata gialla, l’armonia e la sinuosità da uno spartito e da una linea zigzagante rosa che attraversa tutto il dipinto. Infine un cuore inciso a raffigurare la passione e l’amore per il vino e per questa terra. Parallelamente per celebrare i 18 anni dell’Amarone Riserva 1999 (collezione privata, solo 50 bottiglie) è stato fatto un lavoro simile, reinterpretando in chiave moderna l’etichetta, attraverso l’uso di simboli grafici, lamine dorate sovrapposte e carta naturale, a ricordare l’articolata preparazione dell’Amarone stesso.

XL Quarantesima Vendemmia 2013 di Maculan è un vino speciale che Angela e Maria Vittoria Maculan hanno voluto realizzare per festeggiare le 40 vendemmie del padre Fausto. Solo 300 Magnum di Cabernet Sauvignon in purezza del vigneto Branza, sotto casa, a Breganze (VI), dove sono stati selezionati solo alcuni dei migliori filari. Elegante, complesso, al naso note di ciliegie e susine, che virano su sensazioni mature di amarene e marasche, e si alternano a nuance speziate e tostate. Fitta la trama, un tannino ricco ma fine, un palato caldo sorretto da buona acidità, un sorso morbido, lungo e persistente. L’etichetta è firmata dal Maestro Pino Guzzonato, artista vicentino, che l’ha realizzata attraverso l’antica tecnica della produzione della filigrana, utilizzando la fibra ottenuta dai raspi degli stessi grappoli d’uva da cui si è ottenuto il mosto. Per la sua completa lavorazione a mano ogni etichetta si differenzia una dall’altra, divenendo così un pezzo unico.

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PassioneSentimento Rosso 2015 di Pasqua Vigneti e Cantine è un vero caso di successo. Da 15.000 bottiglie iniziali prodotte in edizione limitate, per rilanciare sia il mercato americano sia la riconoscibilità di un’azienda italiana proveniente da Verona, ad autentico cult wine con oltre 2 milioni di bottiglie vendute. Un vino premiato dal consumatore americano attento alla tradizione, all’innovazione, sensibile a temi di un consumo sano ed equilibrato. Questo vino rappresenta la passione, l’amore, una storia autentica e lo spirito di un luogo che ogni giorno attrae migliaia di visitatori, uno dei posti più romantici, il cortile della casa di Giulietta a Verona. Immortalato in uno scatto di Giò Martorana che ritrae i messaggi lasciati dagli innamorati, è diventato il soggetto dell’etichetta. Un vino moderno, conviviale, accessibile, semplice ma non banale, va incontro ai Millennials che rappresentano il futuro di questo mercato. Corvina, Croatina e Merlot vinificate con l’antico e tradizionale metodo veronese dell’appassimento (30 giorni). Naso intenso ed elegante con spiccate note di ciliegie. In bocca è caldo, rotondo, morbido e avvolgente, grazie al suo tannino setoso, agli zuccheri residui e a una vibrante acidità che dà una spinta in più.

Altra ricorrenza, le 50 candeline del Campofiorin 2014 di Masi che in 5 decadi è stato apprezzato da oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo. Nato grazie a Guido Boscaini (padre di Sandro, attuale Presidente e AD) che mise appunto la tecnica del ripasso, brevettandola. Un originale vino da appassimento – Corvina, Rondinella e Molinara –  ricco di aromi e profumi (frutti rossi maturi e dolci speziate note), tannini morbidi e raffinati, che si colloca tra la bevibilità del Valpolicella e la complessità dell’Amarone, eclettico soprattutto al tavola. In quest’annata si è scelto di conferire le migliori uve al Campofiorin e non produrre Amarone. L’etichetta celebrativa nel formato da 0.75L riprende quella storica derivata da una stampa riscoperta da Sandro Boscaini, che richiamava gli elementi del settecento veneziano, come la cornucopia (la cornice che decora l’etichetta), l’angioletto al centro, il bassorilievo in alto, e riprendendo i caratteri tipografici delle prime etichette ma con la C e la F di Campofiorin più grandi. Al centro della cornice il logo 50 in color oro. La stessa etichetta, serigrafata, compare sulle 1964 magnum dell’edizione limitata.

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Rocco Vallorani, degli omonimi Vigneti Vallorani situati nel cuore del Piceno sui Colli del Tronto, si è ispirato per l’etichetta del suo LeFric 2015 (per ora unica annata prodotta) ad un quadrom che aveva comprato e ora ammirabile in sala degustazioni, dell’artista locale Spirito Santo. Pseudonimo di Nazzareno Agostini, le sue opere sono riconoscibili per un tratto di una linea continua che crea diverse forme nello spazio che richiama la graffiti art contaminata dalle civiltà precolombiane. Trebbiano e Malvasia da vecchie vigne, leggera macerazione, e uso del torchio per ridare a questo vino il sapore antico di quando lo produceva il nonno, affinato sur lies e non filtrato. Complesso, sapido e molto intrigante!

Sanno di territorio le etichette dei due vini più caratteristici di Palmento Costanzo, dedicati al vulcano sul quale sorgono i 10 ettari di vigneti a corpo unico che si arrampicano fino ai 1000 metri, disposti su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco in pietra lavica, allevati ad alberello sorretti da pali di castagno, anche centenari e a piede franco. Siamo sull’Etna, a Passopisciaro, dove oltre al panorama possiamo ammirare lo splendido restauro conservativo del palmento (in disuso per anni), unico nel suo genere. Le etichette del Bianco di Sei e Nero di Sei, il numero richiama sia la sesta posizione nella lista dei vulcani più importanti al mondo sia il sesto sito siciliano patrimonio mondiale dell’umanità Unesco (2013), sono state realizzate da Spazio di Paolo (studio pluripremiato nel wine packaging) utilizzando un pigmento materico di polvere vulcanica, estratto dal magma solidificato, totalmente stampabile. È stata creata anche una sovra etichetta, con relativo sigillo, che avvolge la bottiglia. Ogni confezione da sei conterrà una bottiglia con l’etichetta speciale per rievocare il luogo di origine di quelle vecchie viti di Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Cataratto ed esaltarne le caratteristiche (un bianco fine e dalla bellissima persistenza aromatica e un rosso elegante dall’ingresso diretto ma composto)

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Quando Bolgheri non era ancora Bolgheri la famiglia Billi-Batistoni già, da 4 generazioni, calpestava e lavorava quelle terre. Fornacelle è il nome della loro azienda divenuta una delle più importanti realtà vinicole della Bordeaux italiana. 15 ettari, di cui 9 a vigneto, oltre 1000 ulivi e altre coltivazioni ortofrutticole, oggi condotta da Stefano Billi e da sua moglie Silvia Menicagli. Il nome deriva dalla presenza di antiche fornaci, i cui resti si trovano ancora sotto la cantina aziendale. Una produzione è dedicata proprio all’arte e alla creatività, la Collezione Artistica, di cui fanno parte tre vini. Fornacelle 2015, Sémillon in purezza che fermenta in barrique di rovere francese per 6 mesi. Al naso molto floreale, al palato struttura e sapidità si mettono maggiormente in mostra. L’etichetta è un quadro di Franco Menicagli, fratello di Silvia, intitolato “Presenze”, una rappresentazione classica della pineta mediterranea (i raggi del sole, il cielo azzurro e la fauna presente). “I campi” dello stesso artista è l’etichetta del Foglio 38 Bolgheri Superiore DOC, 100% Cabernet Franc. Potente, elegante, fresco, tra i Cabernet di riferimento della zona se si pensa che nel 2004 (prima annata del Foglio 38) c’era solo il Paleo Le Macchiole! Da un disegno su tela, è una veduta aerea di una strada di campagna con diverse coltivazioni, in risalto il rosso dei papaveri e il giallo del grano. Nel 2008 si è aggiunto Erminia, Merlot in purezza, Bolgheri Superiore DOC 2011, nonché nome della figlia a cui avevano deciso di dare in dote una barrique di aceto. Fortunatamente si accorsero che quel Merlot era eccezionale e decisero di fare un vino dal grande potenziale d’invecchiamento. In etichetta è raffigurato un cuore, opera dell’artista livornese Fabrizio Breschi, il più giovane insegnante di Pittura nella storia dell’Accademia di Brera.

Nuova veste per gli “Champagne dell’Emilia” della Cantina di Carpi e Sorbara, molto più fashion per avvicinare un consumatore giovane attirando la sua attenzione. Ecco quindi le etichette ideate da Carlo Guttadauro, ispirate alla pop art di Andy Wharol, molto essenziali ma che più le guardi più ti piacciono, trasmettono i valori di questa terra con richiami alla “Via Emilia” e “Piazza Grande” che sono anche i nomi di questi due spumanti metodo Charmat lungo (“Piazza Martiri” nella versione assaggiata da Papa Francesco in occasione della sua recente visita a Carpi). Il primo è un Brut Emilia IGP ottenuto da uve a bacca bianca e rossa dai delicati sentori agrumati e floreali, il secondo, Rosato di Modena Dop da Sorbara e Salamino, molto morbido e caratterizzato da una piacevole nota fruttata.

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L’ultima parte dedicata al Südtirol e alle cantine cooperative (70% dell’intera produzione regionale) che smentiscono la vecchia e storica equazione “cantina sociale = qualità bassa”. Kallerei Kurtatusch, 190 soci, ha 190 ettari vitati, collocati fra i 220 e i 900 metri s.l.m., per la maggior parte su pendii molto ripidi. Proprio da una selezione di uve provenienti dai migliori vigneti posti più in alto nasce AMOS 2015, cuvée bianca presentata in anteprima al Vinitaly. 70% di Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Grigio impiantati dai 600 ai 700 metri, mentre al restante 30% delle varietà aromatiche (Müller Thurgau, Kerner e Sauvignon) sono riservati le zone tra i 750 e i 900 metri. Sei vinificazioni separate, assemblaggio in una botte grande di legno e 14 mesi sulle fecce nobili. Ispirata alla cuvée rossa SOMA ideata nel 2000 per festeggiare il centenario della cantina, la sua etichetta non è altro che una versione leggiadra, fresca, primaverile, (gli stessi toni di freschezza, eleganza mineralità sui cui gioca il vino) di quella del 2000 creata dall’artista altoatesina Sigrid Trojer, raffigurante una sinuosa donna, dea del vino, madre terra e madre natura, da cui tutto prende vita.

Dai vigneti di Cortaccia si vede il Lago di Caldaro, sulle cui sponde, o quasi, ha sede Kallerei Kaltern divenuta dopo la fusione con Erste+Neue la cantina più grande del Südtirol (800 viticoltori, oltre 500 ettari, 10% della produzione vinicola della regione). Da un paio d’anni ha dato inizio a un nuovo progetto come omaggio a uno specifico vitigno che meglio di altri interpreta l’unicità e le caratteristiche di una determinata annata. Un grande vino cui riservare un’edizione limitata. Ogni anno artisti e designer sono invitati a creare e realizzare un’etichetta speciale per le magnum di questo nuova “opera d’arte” enologica il kunst.stück. Per l’annata 2014, giuria e pubblico hanno scelto il lavoro presentato da Claudio Paternoster, sviluppato sul tema del ricordo del Mare. 2014 Magum di Pinot Bianco proveniente da una extra selezione del vigneto Vial, a 550 m. sopra il paese di Caldaro. Macerazione sulle bucce, decantazione parziale, fermentazione spontanea e maturazione su fecce fini in botte da 30 hl di rovere francese per 12 mesi. Freschezza, eleganza e mineralità si mescolano a note saline, speziate e mature di macchia mediterranea.

In corso, in questi giorni, il concorso per scegliere l’etichetta dei 2016 esemplari, come l’anno della vendemmia, del nuovo kunst.stück. Il tema scelto è la “gioia di vivere al Lago di Caldaro”. Per questo motivo sarà un Kalterersee Doc, il vino per antonomasia di Caldaro, quello che meglio racchiude il carattere e l’essenza della gente del luogo, prodotto con uva Schiava e coltivata da secoli lungo le rive del lago.

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Segnaliamo infine un vino la cui produzione è stata sospesa, il Vino della Pace della Cantina Produttori Cormòns. Ideato nel 1983 quando grazie all’Università di Milano e Udine vengono raccolti oltre 550 vitigni provenienti da diversi paesi e messi a dimora nella Vigna del Mondo di 2,5 ettari. Nel 1985 la prima vendemmia, uve vinificate tutte insieme e in bianco, tre grandi artisti – Baj, Music e Pomodoro – a decorare le etichette. Da allora e fino al 2012 è sempre stato prodotto con tre etichette differenti e donato a ogni Capo di Stato civile e religioso per portare il suo messaggio di fraternità e pace.

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[Photo Credit: Antonio Cimmino]

acimmino@keepinwine.it

© Antonio Cimmino

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