Zagarolo Doc: l’equilibrata freschezza di un vino bianco d’eccellenza

Zagarolo Doc: l’equilibrata freschezza di un vino bianco d’eccellenza
Esprime un bouquet morbido e armonioso con fragranti note fruttate ed equilibrata freschezza.

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Storia, zona di produzione e territorio:

La zona collinare attorno alla città di Roma ha una lunga storia nel campo della viticoltura, che risale addirittura all’epoca degli antichi Romani. I vini della denominazione Zagarolo sono prodotti proprio nell’area a nord-est dei Castelli Romani. Le vigne sono coltivate su esposizioni comprese tra i 100 e i 400 metri sul livello del mare.

I suoli sono piuttosto vari, con componenti calcaree, marne, arenarie e tufi d’antica origine vulcanica. Il clima è temperato, anche grazie alla presenza delle brezze del vicino mar Tirreno. I vini di Zagarolo, come di molte altre denominazioni laziali esprimono tutta la tipicità della tradizione del territorio e dei suoi vitigni autoctoni.

Zagarolo

Il vitigno, le caratteristiche:

Alla base della produzione del vino Zagarolo DOC ci sono le uve dei vitigni a bacca bianca tradizionalmente coltivati nella regione Lazio: malvasia di Candia, malvasia del Lazio, trebbiano toscano, bellone e bombino bianco.

La malvasia di Candia e la malvasia del Lazio fanno parte della grande famiglia delle uve malvasia che dalla Grecia si sono diffuse in tutti i paesi costieri del Mediterraneo. Il nome, infatti, deriva dal porto di Monemvasia, situato nel Peloponneso, da dove partivano le navi con il pregiato nettare. Oggi in Europa e in particolare in Italia, sono presenti un gran numero di malvasie, più o meno aromatiche, a bacca bianca o nera, accomunate spesso solo dal nome, nonostante si tratti di varietà geneticamente differenti. La malvasia di Candia presente in Lazio è solo delicatamente aromatica, così come la malvasia del Lazio, conosciuta anche come puntinata per via delle macchioline color ambra che sono presenti sugli acini maturi.

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Il trebbiano toscano è uno dei vitigni più diffusi della penisola, soprattutto nel centro Italia. In realtà il termine trebbiano è tradizionalmente utilizzato per molte varietà, anche diverse tra di loro. Quello toscano è un vitigno molto vigoroso e generoso che produce uve dal profilo aromatico neutro, ma con buona acidità. Possono inoltre concorrere in misura minore anche altre due uve, l’autoctono laziale bellone e il bombino bianco, coltivato oltre che in Lazio anche il Puglia ed Emilia Romagna. Il vino Zagarolo DOC ha un colore giallo paglierino. Esprime un bouquet morbido e armonioso con fragranti note fruttate ed equilibrata freschezza.

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La Denominazione:

Il vino Zagarolo è stato riconosciuto con la Denominazione d’Origine Controllata fin dal 1973, in virtù dell’antica tradizione della viticoltura nella zona dei Castelli Romani. La zona di produzione comprende il territorio del comune di Gallicano e parte di quello di Zagarolo. Il disciplinare definisce la base ampelografica come segue: un massimo del 70% di malvasia di Candia e/o malvasia del Lazio, un minimo del 30% di trebbiano toscano.

Possono inoltre concorrere anche le uve dei vitigni bellone e bombino bianco per un massimo del 10%. Il titolo alcolometrico minimo deve essere di almeno 11,00%. Nel caso in cui il vino Zagarolo DOC abbia una gradazione alcolica superiore ai 12% può fregiarsi della menzione Superiore.

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Temperatura di servizio e abbinamenti:

Il vino Zagarolo DOC si serve a una temperatura di 8/10 °C. E’ un vino territoriale, che a tavola si sposa molto bene con i prodotti tipici e la cucina tradizionale romana come ricotta fresca, mozzarella di bufala, pasta alla gricia, alla puttanesca, carciofi alla romana, coratelle in umido, fritture di pesce.

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